Un Rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente fornisce esempi innovativi, quali green bond e crowfunding per reperire le risorse per le misure per le azioni di adattamento ai cambiamenti climatici. Tra gli 11 casi studio di città europee indicati come esempi virtuosi, è stato incluso quello della città di Bologna e il suo progetto GAIA che si basa su un modello di partenariato pubblico-privato per finanziare la forestazione urbana, utilizzando uno strumento volontario di compensazione per l'impronta di carbonio delle imprese.

L'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA) ha pubblicato il 27 febbraio 2017 il Rapporto "Finanziare l'adattamento urbano ai cambiamenti climatici" (Financing urban adaptation to climate change) che mette in evidenza come, nonostante le difficoltà di bilancio, le Amministrazioni di molte città europee cerchino di mettere in atto misure che riducano l'impatto dei cambiamenti climatici, mettendo in evidenza le opportunità di condivisione delle migliori pratiche e di sostegno a progetti quali i tetti verdi e la diffusione dei parchi urbani.

Il Rapporto fa seguito all'altro dell'Agenzia "Adattamento urbano ai cambiamenti climatici in Europa 2016. Trasformare le città in un clima che cambia", pubblicato lo scorso mese di aprile, che si era concentrato sullo stato delle azioni nel campo e sui progressi compiuti.

Scopo della pubblicazione è di offrire a finanziatori e sviluppatori di progetti di adattamento di enti pubblici internazionali, nazionali o regionali e di istituzioni private come si possano reperire le risorse attraverso forme innovative di finanziamento, come i "green bond" (le obbligazioni verdi per finanziare gli investimenti pubblici per progetti e attività dall'impatto positivo sull'ambiente ) e il "crowfunding" (il finanziamento collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro per sostenere progetti di comunità e organizzazioni), per misure infrastrutturali che apportano anche vantaggi per la conservazione della natura e per il benessere e la qualità della vita.

I costi necessari per l'adattamento delle città agli effetti dei cambiamenti climatici variano, ma possono arrivare ad alcuni milioni di euro. La mancanza di fondi pubblici è stata citata da Sindaci, City manager e Progettisti come uno dei motivi principali per la lenta implementazione delle misure di adattamento, stante le altre priorità di investimenti che molte città e Paesi europei si trovano ad affrontare, come quelle per sostituire le vecchie infrastrutture per i servizi di base, quali i sistemi di fognatura, l'efficienza degli edifici pubblici e le modalità di trasporto sostenibile.
Secondo l'AEA, tuttavia, l'integrazione dei requisiti di adattamento climatico in tali investimenti permetterebbe di risparmiare denaro nel lungo periodo.

"È necessario che l'Europa investa in modo cospicuo nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nell'adattamento a tali cambiamenti - ha ricordato il Direttore esecutivo dell'AEA, Hans Bruyninckx - Il settore finanziario può svolgere e svolgerà un ruolo decisivo favorendo la transizione dell'Europa verso una società a basse emissioni di carbonio e resiliente al cambiamento climatico. Gli investimenti pubblici non saranno sufficienti per finanziare la transizione ma potranno contribuire a mobilitare e stimolare i capitali privati, indispensabili per reindirizzare gli investimenti alla scala opportuna".

Viene ricordato, inoltre, che l'UE ha stanziato almeno il 20% di tutte le sue spese per il periodo di bilancio 2014-2020 per le azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e sono a disposizione ulteriori flussi finanziari nazionali e regionali. Tuttavia, sia i fondi messi a disposizione dall'UE che quelli nazionali e regionali soddisfano solo una piccola parte degli investimenti necessari. Gli investimenti pubblici, però, potrebbero servire come "capitale iniziale" per sbloccare quelli ben più importanti per tipologia e scala dei privati.
Nel Rapporto è incluso un utile allegato che fornisce una panoramica delle opzioni di finanziamento a livello europeo a disposizione dei Comuni.

Le città stesse, peraltro, si stanno organizzando per condividere le migliori pratiche e promuovere la cooperazione ambientale attraverso il Patto dei Sindaci e altri organismi similari.
Il Rapporto, al riguardo, contiene 11 casi studio di città europee che stanno sviluppando misure di finanziamento e attuazione di adattamento, mostrando i vari progetti in corso per aiutare le città a proteggersi meglio dai danni causati da eventi meteorologici estremi, tra cui la città di
Bologna e il suo BLUEAP (Bologna Local Urban Adaptation Plan for a Resilient city), progetto che ha coinvolto 150 portatori di interesse (istituzioni pubbliche e private, associazioni di categoria, università, cittadini) ed interessato 70 progetti di idee e messo in atto 6 azioni pilota.
Una delle iniziative di successo di questo progetto è la "Green Area Inner-city Accord" (GAIA), basata su un modello di partenariato pubblico-privato per finanziare la forestazione urbana, che utilizza uno strumento di compensazione per l'impronta di carbonio delle imprese come motore principale per l'azione. Scopo del progetto è di contrastare i cambiamenti climatici attraverso la piantagione di alberi direttamente sul territorio comunale contribuendo, in questo modo, non soltanto all'assorbimento della CO2 ma anche alla depurazione dell'aria dagli inquinanti e alla riduzione dell'effetto "isola di calore". La partecipazione delle imprese locali all'iniziativa è su base volontaria, sottoscrivendo il protocollo GAIA con il Comune di Bologna, e attraverso un'erogazione liberale sulla base di uno dei 3 tipi di partenariato previsti che vanno da un minimo di 200 euro a 4.200 euro, che corrispondono all'importo per l'acquisto, la messa a dimora e il mantenimento per i primi 3 anni degli alberi all'interno di parchi urbani e aree patrimoniali selezionate. La città di Bologna ha sviluppato delle linee guida chiare che dettagliano le varie fasi del processo, impegnandosi anche a fornire un rapporto di monitoraggio ogni 6 mesi dall'inizio della partnership.
Finora sono stati piantati circa 2.00 alberi e altri 1.000 sono previsti, verosimilmente, entro il 2020.

Grazie anche al Progetto GAIA , la città di Bologna si è candidata al Premio "Capitale Verde d'Europa per il 2019", che la Commissione Europea assegna ogni anno alle città che si distinguono per i progressi intrapresi per il miglioramento di qualità della vita dei propri cittadini, con l'attuazione di elevati standard ambientali e l'impegno per il raggiungimento di ambiziosi obiettivi ecologici.