Uno studio di ricercatori dell'Università di Vancouver (Canada) ha analizzato tutta la letteratura scientifica a disposizione sulle prestazioni ambientali e socio-economiche dell'agricoltura biologica e di quella convenzionale, scoprendo che per un futuro alimentare sostenibile i due sistemi non sono in contraddizione, ma vi è una gamma di "sfumature", determinate dal contesto in cui operano.

Su "Science Advances", periodico dell'American Association for the Advancement of Science (AAAS) è stato pubblicato il 10 marzo "Many shades of gray - The context-dependent performance of organic agriculture", il primo studio che ha esaminato in modo sistematico la letteratura scientifica sulle prestazioni ambientali e socio-economico dell'agricoltura biologica, prendendo in esame non soltanto i punti su cui le precedenti ricerche erano concordi o in disaccordo, ma individuando anche le condizioni che determinano buone o cattive prestazioni di agricoltura biologica, sulla base di 17 parametri tra cui, la resa, l'impatto sui cambiamenti climatici, la fonte di reddito per gli agricoltori e salute dei consumatori.

"Il biologico è spesso proposto come una soluzione da Santo Graal per risolvere gli attuali problemi ambientali e la sicurezza alimentare - ha affermato Verena Seufert , ricercatrice presso l'Istituto per le risorse, l'ambiente e la sostenibilità (IRES) presso l'Università della Columbia Britannica di Vancouver (Canada), co-autrice dello Studio - Tuttavia, abbiamo scoperto che benefici e costi variano notevolmente a seconda del contesto".

Prendendo in esame, ad esempio, due parametri che nella mente della maggior parte dei consumatori stanno alla base delle loro scelte per il biologico, come l'assenza di pesticidi sintetici e i benefici nutrizionali, gli autori hanno trovato che i vantaggi possono essere marginali se, come avviene in Canada, le normative sull'uso dei pesticidi sono rigorose e le diete alimentari sono ricche di micronutrienti.
Viceversa, "In un Paese in via di sviluppo dove l'uso dei pesticidi non è adeguatamente regolato e le persone hanno carenze di micronutrienti nella dieta - ha sottolineato Navin Ramankutty, Docente di Sicurezza alimentare globale al Liu Institute dell'UBC - i vantaggi in termini di salute per il consumatore e l'agricoltore possono risultare elevati".

Un altro parametro importante per misurare la sostenibilità dei sistemi agricoli è il rendimento di un raccolto. Fino ad oggi, la maggior parte degli studi hanno confrontato i costi e benefici delle aziende biologiche e di quelle convenzionali della stessa dimensione, senza tener conto delle rese.

Precedenti ricerche hanno dimostrato che, in media, il rendimento di una coltivazione biologica è tra il 19% e il 25% in meno di una gestita in modo convenzionale, e gli autori dello studio hanno scoperto che molti dei benefici ambientali dell'agricoltura biologica si riducono allorché vengono conteggiate le basse rese.
"Mentre una fattoria biologica risulta essere più conveniente per la conservazione della biodiversità, gli agricoltori avranno bisogno di più terreno per produrre la stessa quantità di cibo - ha proseguito la Seufert - e la conversione dei suoli per l'agricoltura è il maggior responsabile della perdita di habitat e dei cambiamenti climatico".

Le performance medie complessive dell'agricoltura biologica rispetto a quella convenzionale (fonte: Seufert and Ramankutty, Sci. Adv. 2017; 3). Clicca qui per ingrandire

Se i risultati dello studio indicano che il biologico da solo non può creare un futuro alimentare sostenibile, gli autori concludono che tuttavia esso ha ancora un ruolo importante da svolgere. Acquistare prodotti biologici è un modo attraverso il quale i consumatori hanno il controllo e la consapevolezza di come il loro cibo sia prodotto in quanto è l'unico sistema di coltivazione che viene regolato dalla legge.
"Dobbiamo smettere di pensare che l'agricoltura biologica e quella convenzionale siano agli antipodi - ha concluso la Seufert - Di contro, i consumatori dovrebbero esigere che vengano adottate le pratiche migliori in entrambi i modi affinché si possa soddisfare in modo sostenibile le esigenze alimentari del mondo".