Ci sono 3 progetti italiani tra i vincitori dell’Europa Nostra Awards

Ci sono 3 progetti italiani tra i vincitori dell’Europa Nostra Awards

I progetti conservativi delle sculture nuragiche sarde e dei mosaici di Aquileia e quello digitalizzato del tour virtuale dei tesori di San Marco saranno premiati ad Oslo l’11 giugno 2015, concorrendo anche ai 7 Premi del Grand Prix e a quello del pubblico che voterà on line fino al 31 maggio 2015.

europa nostra

La Commissione UE e “Europa Nostra” , la rete di organizzazioni che si prefigge la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale europeo in pericolo, hanno annunciato i vincitori dell’edizione 2015 del Premio per il patrimonio culturale dell’Unione europea/Europa Nostra Awards, considerato il riconoscimento europeo più prestigioso in tale ambito.

Tra i 263 progetti candidati presentati da organizzazioni e singoli individui di 29 paesi, sono stati selezionati 28 vincitori delle 4 categorie: 1) conservazione; 2) ricerca e digitalizzazione; 3) contributi esemplari; 4) istruzione, formazione e sensibilizzazione.

Il patrimonio culturale è uno delle risorse più grandi dell'Europa - ha dichiarato Tibor Navracsics, Commissario europeo per l'Istruzione, la Cultura, la Gioventù e lo Sport - Esso offre innumerevoli benefici culturali, economici, sociali ed ambientali. Vorrei congratularmi con i vincitori che sono l’esempio perfetto non solo di ciò che gli europei impegnati e competenti possono fare per il patrimonio, ma anche per la nostra identità europea, contribuendo ad accrescere il senso di appartenenza. Abbiamo tutti bisogno di continuare a collaborare per aiutare le comunità e i cittadini a prendere possesso del nostro patrimonio, renderlo parte della nostra vita quotidiana e preservarlo per le generazioni future”.

Tra i vincitori, quest’anno ci sono ben 3 Progetti italiani: due per la Categoria Conservazione e uno per Ricerca e digitalizzazione.
Di seguito riportiamo una sintesi dei progetti e la motivazione della Giuria che li ha ritenuti meritevoli del Premio.

Categoria Conservazione

boxer fastigiadu

The statue of the boxer Fastigiadu after conservation treatment. (Photo Araldo De Luca)

Sculture nuragiche di Mont’e Prama (Sardegna).
La civiltà nuragica ha dominato la Sardegna per secoli, dall’età del bronzo (1800 aC), al 2° secolo dC. Il nome deriva dai suoi monumenti più caratteristici, i nuraghi, costituiti da torri-fortezza, e ancora oggi circa 7 mila nuraghi sono visibili nel paesaggio sardo. Un altro elemento della cultura nuragica erano le sculture trovate nel 1974 in un campo di Monte Prama, nella Sardegna occidentale. Questi 5.178 frammenti di pietra, equivalenti a 9.140 kg, sono stati scavati dalla Soprintendenza Archeologica di Cagliari. La loro notevole quantità (25 figure in piedi, 13 modelli), le dimensioni (2 metri di altezza, 300 kg di peso) e la loro qualità ne fanno una delle più importanti collezioni archeologiche rinvenute in tutta la regione del Mediterraneo occidentale.
Dei 5.178 frammenti, 1.202 sono stati riassemblati (5 arcieri, 4 guerrieri, 16 pugili e 13 modelli di nuraghe).
Il progetto è stato uno sforzo multidisciplinare volto a riunire conservazione, museologia, impegno pubblico, che ha coinvolto la comunità e la comunicazione a livello regionale, nazionale e internazionale.
Il Centro di Conservazione Archeologica di Roma ha realizzato il progetto di conservazione, restauro e musealizzazione delle sculture per iniziativa e responsabilità della Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro presso il Centro Regionale, in attivazione dell’Accordo di Programma Quadro tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Autonoma della Sardegna.

Motivazione del Premio
La Giuria è stata affascinata dalla complessità di questo progetto di restauro, e colpito dalla sua importanza nello sviluppo per la comprensione di questa cultura sottovalutata. Il montaggio dei pezzi, eseguito senza una penetrazione profonda della pietra originale, ed evitando l’uso di trapani o l’inserimento di materiali diversi, darà la possibilità di fare in futuro modifiche e aggiunte sulle immagini delle statue. Tutte le operazioni di restauro sono state realizzate pubblicamente, con la possibilità per il pubblico di visitare i lavori in corso. L’importanza per la popolazione locale è evidente, e valorizza la loro identità con gli abitanti che li hanno preceduti in questa grande isola”.
 

mosaico aquileia

Paleochristian Mosaics of the Basilica Complex in Aquileia, ITALY Credit: Gianluca Baronchelli

I mosaici paleocristiani del complesso basilicale di Aquileia
I siti UNESCO di Aquileia comprendono le aree archeologiche e la Basilica Patriarcale, simbolo della città, ultimata nel 1031. Questa Basilica costituisce di per sé un radicale restauro dell’antico complesso religioso, compreso il pavimento a mosaico con scene del Vecchio Testamento, commissionata dal vescovo Teodoro tra il 313 e il 320 dC.
Il mosaico non era conosciuto fino all’inizio del 1900, quando furono rimosse le pavimentazioni fatte nei secoli successivi. Questo progetto ha permesso di proteggere i mosaici della sala a sud del Battistero, costruito alla fine del IV o all’inizio del V secolo dC., in modo tale che possano essere accessibili al pubblico ed anche protetti contro il deterioramento futuro.
L’approccio e lo stile sono accuratamente in sintonia con l’ambiente circostante, ma sicuramente contemporanei: esternamente la struttura coprente comprende materiali tradizionali, ma internamente è stata usata vernice in polvere per alterare lo spazio in modo che i visitatori si concentrino solo sui mosaici. Inoltre la protezione dei mosaici stessi è stata effettuata con tecniche di ultima generazione e curata dai maggiori esperti.

Motivazione del Premio
La Giuria è stata favorevolmente colpita per il modo in cui qui è stato affrontato il problema di coniugare protezione con adeguata schermatura di strutture archeologiche all’aperto. È stata realizzata una nuova costruzione di forma rettangolare, composta utilizzando le pietre sparse sul sito, e offrendo ai visitatori l’aspetto di una parete continua. Nella stretta strada della Basilica si affaccia solo una finestra lineare, consentendo così uno scorcio degli interni. L’intervento potrebbe essere considerato un esempio di grande importanza per un problema che, fino ad ora, è stato affrontato in molti modi diversi e con successo variabile, in tutta Europa”.

Categoria Ricerca e digitalizzazione

venezia sanmarco

Wonders of Venice: Virtual Online Treasures in St. Mark’s Area, Venice, Credit: Veneto Region – Settore Progetti Strategici e Politiche Comunitarie

Le meraviglie di Venezia: tour virtuale dei tesori nell’area di San Marco.
Lo scopo di questo progetto è stato quello di creare il primo museo virtuale online mai dedicato a Venezia. Il progetto utilizza strumenti multimediali che permettono agli spettatori di vedere circa 400 opere d’arte. Il museo online, tradotto in 9 lingue, accessibili su smartphone, tablet e computer, comprende 238 modelli 3D di oggetti di interesse storico e culturale, 29 tour virtuali e 389 oggetti virtuali. Esso consente agli utenti di vedere gli edifici e gli oggetti nella zona di Piazza San Marco, tra cui l’antica statua di bronzo del leone alato e i tesori dalla Basilica. L’ambiente virtuale utilizza la tecnologia 3D per consentire agli utenti di visualizzare, ad esempio, una rappresentazione decostruita del leone alato rivelando i successivi lavori di ristrutturazione della scultura nel corso degli anni. La particolare importanza di questo progetto è stata la ricostruzione, attraverso collezioni diverse, di due musei che non esistono più: la Tribuna di Palazzo Grimani e lo Statuario Pubblico della Serenissima Repubblica di Venezia. Nel loro insieme, il riassemblaggio e ri-presentazione di questi vari oggetti in formato digitale, offrono una nuova opportunità per un più ampio target di spettatori di apprezzare e comprendere la ricchezza del patrimonio culturale di Venezia.

Motivazione del Premio
La Giuria ha ritenuto molto interessante questo progetto di digitalizzazione. Attraverso una piattaforma multilingue (10 lingue), è accessibile su una vasta gamma di media. Il suo impatto si ripercuote sia su eventi promozionali che per la ricerca, e saranno dunque utili sia agli esperti che al turista. Le sfide della complessità, la distinzione tra il reale e il virtuale, e un mix di discipline accademiche e il tipo di oggetti, sono tutti affrontati con successo in questo progetto altamente lodevole e prezioso”.

Il Premio e i Progetti di cooperazione transnazionale nel campo del patrimonio culturale che, oltre al suo valore intrinseco, contribuisce in misura significativa alla crescita e alla creazione di posti di lavoro viene sostenuto dal Programma Europa Creativa che ha una dotazione di circa 1,5 miliardi di euro nell'arco di 7 anni (il 9% in più rispetto ai livelli precedenti).

I vincitori saranno premiati l’11 giugno 2015 ad Oslo, alla presenza del Commissario UE Tibor Navracsics, e del Presidente di Europa Nostra, il cantante d’opera e direttore d’orchestra Plácido Domingo.
I vincitori di quest’anno sono formidabili esempi di creatività e innovazione che lavorano per il patrimonio culturale europeo - ha sottolineato il tenore spagnolo - Questi dimostrano anche che il patrimonio culturale è importante per l’Europa e per i suoi cittadini. Confidiamo che, sotto la guida del Presidente Juncker e del Commissario Navracsics, la strategia dell’Unione europea per un sistema integrato del patrimonio culturale possa essere ulteriormente sviluppata e implementata”.

Nel corso della cerimonia, tra i 28 progetti saranno nominati 7 vincitori del Grand Prix, che riceveranno un premio di 10 mila euro ciascuno, e un vincitore avrà il Premio del pubblico a cui è possibile partecipare votando on line fino al 31 maggio 2015 al sito: vote.europanostra.org
 

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