Il Ministero dello Sviluppo Economico ha posto a consultazione fino al 30 settembre 2015 le Linee Guida di aggiornamento per superare alcune rilevanti criticità incontrate in fase di attuazione e per un miglior raccordo con gli altri strumenti previsti dal D. Lgs. 102/2014 di attuazione della Direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica.

certificati bianchi


Il meccanismo dei Certificati Bianchi rappresenta una delle prime esperienze, a livello internazionale, di applicazione di uno strumento di mercato alla promozione dell’efficienza energetica negli usi finali.

Noti anche come “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE), sono stati introdotti nella legislazione italiana dai decreti ministeriali del 20 luglio 2004 e s.m.i., prevedendo che i distributori di energia elettrica e di gas naturale raggiungano annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria, espressi in tonnellate equivalenti di petrolio (tep) risparmiate: ogni tep risparmiato equivale ad un certificato.

Le aziende distributrici di energia elettrica e gas possono assolvere al proprio obbligo realizzando progetti di efficienza energetica che diano diritto ai certificati bianchi oppure acquistando i TEE da altri soggetti sul mercato.

Il quadro normativo nazionale in quest’ambito è stato recentemente modificato con la pubblicazione del decreto 28 dicembre 2012, che definisce degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico - crescenti nel tempo - per le imprese di distribuzione di energia elettrica e gas per gli anni dal 2013 al 2016 e introduce nuovi soggetti ammessi alla presentazione di progetti per il rilascio dei certificati bianchi. Il DM 28 dicembre 2012 ha limitato l’accesso al meccanismo dei certificati bianchi, a decorrere dal 1° gennaio 2014, ai soli progetti non ancora realizzati o in corso di realizzazione, ossia a quei progetti che al momento della presentazione non avevano ancora iniziato a generare risparmi. In tal modo, il principio di non attribuire incentivi a interventi già realizzati e regolarmente messi in esercizio a prescindere dall’incentivo è già stato reso operativo, rispettando quella che deve essere la logica sussidiaria dell’intervento pubblico rispetto alla propensione all’investimento.

Dall’avvio del meccanismo fino al 31 Dicembre 2014, sono stati emessi più di 31 milioni di titoli e contabilizzati oltre 20 milioni di Mtep di risparmi di energia primaria addizionale.

In vista degli obiettivi di efficienza energetica da raggiungere entro il 2020, secondo quanto indicato dalla Strategia Energetica Nazionale che assegna in tal senso un ruolo primario ai Certificati Bianchi, il D. Lgs. 102/2014 di recepimento della Direttiva sull'efficienza energetica ha previsto l’aggiornamento delle Linee Guida, finalizzato a superare alcune rilevanti criticità incontrate in fase di attuazione e per un miglior raccordo con gli altri strumenti previsti dallo stesso decreto.

A tal fine il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell'Ambiente, ha redatto con il supporto di ENEA, RSE e GSE un Documento (Proposte per il potenziamento e la qualifica del meccanismo dei Certificati Bianchi), ritenuto urgente, per migliorare l’efficacia del meccanismo; dare il giusto valore ai risparmi energetici che derivano da comportamenti virtuosi; prevenire comportamenti speculativi.

In particolare, le Linee Guida trattano:

- la necessità di aumentare la qualità e l’affidabilità dei soggetti coinvolti nel meccanismo dei certificati bianchi;

- il chiarimento delle modalità operative con cui il titolare dell’impianto ha l’obbligo di comunicare al GSE la modifica dell’eventuale mandato conferito a un soggetto terzo lungo la durata dell’incentivo;

- la revisione della modalità di riconoscimento dei certificati, per la quale sono state avanzate due proposte;

- l’esigenza di specificare alcune tematiche legate al tema dell’addizionalità (come il periodo di disponibilità delle misure ex-ante; le modalità di valutazione dell’addizionalità in riferimento all’ambito geografico e produttivo; le caratteristiche dei misuratori da utilizzare; …), con la richiesta che il proponente dichiari il costo dell’investimento sostenuto;

- l’ampliamento della gamma delle categorie di interventi da comprendere nel meccanismo dei certificati bianchi, e degli interventi considerati in ciascuna categoria;

- la valutazione di una nuova suddivisione dei metodi per valutare i risparmi, affiancando un metodo standardizzato all’attuale proposta;

- l'introduzione di facilitazioni per quei progetti che verranno presentati con rapporto di audit e monitoraggio dei consumi energetici;

- l’attuazione di una semplificazione amministrativa e la revisione delle tempistiche di presentazione e rendicontazione.

Su tale documento tutti i soggetti interessati possono trasmettere osservazioni e proposte all’indirizzo e-mail: certificatibianchi@mise.gov.it.
La consultazione è aperta fino al 30 settembre 2015.