Tra le azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici, nella Relazione di Sintesi dell’A5R appena diffusa, viene enfatizzata l’adozione delle tecnologie per il sequestro e lo stoccaggio del carbonio, ma le organizzazioni ambientaliste ritengono che non costituisca la vera soluzione sia per gli alti costi sia perché perpetuerebbe l’attuale sistema energetico basato sulle fonti fossili, oltre a non escludere i rischi connessi all’immagazzinamento della CO2 sottoterra.

ccs new york

Nella Relazione di Sintesi del 5° Rapporto di Valutazione del Gruppo di esperti dell’ONU sui cambiamenti climatici (IPCC), vengono indicate anche le opzioni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, tra cui l’efficienza energetica, le energie rinnovabili (soprattutto eolico e solare), l’energia nucleare e… la sepoltura sottoterra dell’anidride carbonica dei gas di scarico delle centrali elettriche a carbone (Carbon Capture and Storage).
Con il CCS è del tutto possibile che i combustibili fossili possano essere utilizzati su larga scala - ha dichiarato Rajendra Pachauri, Presidente dell’IPCC, poiché “la produzione di energia da combustibili fossili senza CCS deve essere gradualmente eliminata entro il 2100”, si afferma nel Rapporto.

All’inizio dello scorso mese, è stata inaugurata in Canada la centrale elettrica a carbone di 110 MW di Boundary Dam, vicino ad Estevan (Saskatchewan), la prima centrale al mondo a larga scala dotata di sistema CCS, che dovrebbe comportare la mancata immissione in atmosfera di circa un milione di tonnellate di CO2 che verrebbe iniettata per lo più nei vicini giacimenti per migliorare il recupero di idrocarburi e una restante parte sarebbe stoccata nel contiguo sito del progetto Aquistore.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), ha salutato con favore l’iniziativa, definendola una pietra miliare lungo la strada di un futuro energetico a basse emissioni.
Il CCS è l'unica tecnologia nota che ci permetterà di continuare ad utilizzare combustibili fossili e anche di decarbonizzare il settore energetico - ha dichiarato per l’occasione la Direttrice esecutiva IEA, Maria van der Hoeven - Poiché il consumo di combustibili fossili è destinato a continuare per decenni, la diffusione delle tecnologie CCS è essenziale”.

In occasione del Summit sul Clima alle Nazioni Unite (23 settembre 2014), anche il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), organizzazione che riunisce oltre 200 grandi imprese a livello mondiale e che ha come mission la creazione di uno sviluppo sostenibile per le stesse imprese, per l’intera società e per l’ambiente, ha preso posizione sulla controversa tecnologia, diffondendo un filmato dal titolo “CCS: A 2 Degree Solution”.
Il video di poco più di 4 minuti mostra in 3D le conseguenze delle perduranti emissioni globali di carbonio dovute al consumo di combustibili fossili, per sensibilizzare l’opinione pubblica e i policy maker sulla portata del contributo offerto dalle tecnologie CCS nel limitare l’aumento della temperatura globale entro i +2 °C alla fine del secolo.

La tecnologia, però, non convince gli ambientalisti che considerano queste soluzioni come green washing, perché perpetuerebbero la situazione attuale di un sistema energetico basato sulle fonti fossili.
Inoltre, a loro avviso, comportano problemi di sostenibilità economica, perché i costi per prelevare e stoccare il carbonio delle centrali elettriche è più oneroso che scaricarle in atmosfera, mentre sussistono altre tecnologie già mature che hanno costi assai inferiori.
Ma le loro maggiori perplessità derivano soprattutto dall’incertezza circa i pericoli di un’eventuale fuoriuscita incontrollabile del gas, dal maggiore consumo d’acqua delle centrali con CCS e dai rischi non esclusi di terremoti correlati, come ha messo in evidenza il Consiglio Nazionale delle Ricerche statunitense in “Induced Seismicity Potential in Energy Technologies”.

Resta il fatto che se si continua a far pagare poco l’immissione del carbonio in atmosfera, nessuna tecnologia volta a ridurre drasticamente la concentrazione di CO2 in atmosfera decollerà in modo sicuro e adeguato, come peraltro ha fatto intendere l’economista capo del Potsdam Institute for Climate Impact Research, Ottmar Edenhofer.