Case ecosostenibili: arriva il bambù

Case ecosostenibili: arriva il bambù

Dalla casa che resiste alle inondazioni fino ai padiglioni per le esposizioni. Architetti e ingegneri riscoprono il bambù, materiale già utilizzato dai loro “colleghi” in Cina e in Giappone nel Medioevo, famoso per la versatilità e la resistenza, con cui costruire case ecosostenibili e strutture innovative.

bambu


Il bambù è una pianta graminacea perenne, sempreverde, dalla crescita spontanea, rapida. Non necessita di essere seminata, annaffiata o concimata e si propaga autonomamente, rigenerandosi all’infinito. Il suo fitto apparato radicale costituisce una barriera naturale a rischi di smottamento, frana, dilavamento del suolo. Le foglie di un bosco di bambù assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno come poche altre specie.

La sua versatilità era conosciuta fin dall’antichità: per le sue caratteristiche fisiche e meccaniche il bambù veniva impiegato già nel Duecento in Cina per realizzare le gomene e le cime delle navi, le funi dei ponti sospesi, il più duraturo dei quali, sul fiume Min (nella provincia del Fujian), è durato oltre 1.700 anni. Il suo legno era utilizzato anche per costruire le tubature per l’irrigazione dei campi di riso, soprattutto nella provincia del Sichuan.

Ma è soprattutto nelle costruzioni, antiche e contemporanee, che il bambù esprime tutte le sue potenzialità. Oggi viene impiegato in edilizia principalmente in Asia e in America Latina, ma è probabile che in futuro conquisterà anche l’Europa e il Nordamerica. In particolare, in alcune specie lo spessore del culmo (il fusto delle graminacee) può raggiungere i 30 millimetri e il suo diametro i 30 centimetri, con altezze fino a 40 metri. La resistenza a tensione delle sue fibre può toccare i 12.000 kg/cm², quasi due volte quella dell’acciaio. Inoltre, supera il calcestruzzo nella resistenza a compressione.

È sempre più competitivo sul mercato delle costruzioni green, e per le sue caratteristiche un laboratorio di ricerca di Singapore costituito da un team svizzero-asiatico, il Future Cities Laboratory, in collaborazione con l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo, sta testando il bambù nel calcestruzzo armato, proprio al posto dell’acciaio.

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Gli esempi di edifici in bambù sono moltissimi come numerose sono le realizzazioni, rigorosamente in bambù, che uniscono l’aspetto sociale alla sostenibilità ambientale ed economica. A tal proposito ricordiamo lo studio H&P Architects di Hanoi che ha progettato la Blooming bamboo home, un prototipo di casa pensato per resistere a inondazioni alte fino a tre metri. In Etiopa è stata realizzata la Warka water tower, una torre in bambù alta nove metri e larga tre che produce acqua potabile ricavandola da pioggia, nebbia e rugiada: un’invenzione italiana realizzata dall’architetto Arturo Vittori per contrastare il problema della siccità. Oppure le Framework Houses, una serie di alloggi eco-friendly a prezzi accessibili costruiti in Cambogia e progettati per resistere all’impeto di alluvioni e altri eventi climatici che mettono a repentaglio la sicurezza delle comunità locali. Infine, a proposito di Expo2015, a Milano non poteva mancare un padiglione che celebrasse il trionfo del bambù: è quello del Vietnam, ispirato agli stagni di loto, ambiente caratteristico del Paese asiatico. È stato progettato dall’architetto vietnamita Vo Trong Nghia, che ha sentenziato: “Penso che il bambù e il laminato di bambù sostituiranno altri materiali e diventeranno l’acciaio verde del 21° secolo”.

Per un lungo periodo l’utilizzo diffuso di materiali moderni ha significato per il bambù la perdita del ruolo che aveva conquistato nelle regioni del Pianeta in cui è diffuso. È stato gradualmente sostituito da calcestruzzo, acciaio e legno ed è cosi diventato il “legno dei poveri”. Ma oggi questa connotazione e l’idea della sua deperibilità sono fattori in parte superati e il bambù è in fase di rivalutazione in tutto il mondo, anche grazie alla sua connotazione ecosostenibile e alle sue proprietà in ambito edilizio.

Non dimentichiamoci però che questa meravigliosa pianta dalla mille proprietà non è esente da pericoli: alcune delle migliaia di specie di bambù sono, purtroppo, a rischio di estinzione a causa della deforestazione. Non sono pochi gli incendi dolosi provocati per liberare i terreni ad altre coltivazioni, magari più redditizie nel breve periodo, ma certamente meno lungimiranti.

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