Si tratta di un contrassegno apposto sulle bottiglie che fornisce informazioni sui canali di distribuzione e sulla tracciabilità storica del  prodotto etichettato, al fine di difendere dalle contraffazioni e frodi l’olio extravergine di oliva italiano.

stop frode olio

Nel corso di una Conferenza stampa “ad hoc” sono stati spiegati i dettagli di un’iniziativa messa a punto da Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (CNO) Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) che aiuterà l’olio extravergine italiano a difendersi dalle frodi che lo colpiscono e che sottraggono ai produttori che operano nella massima trasparenza e qualità 1,5 miliardi di euro all’anno.

Nel triennio 2012-2014 tra sofisticazioni, contraffazioni, etichettatura e documenti irregolari sono stati sequestrati 35 milioni di euro di olio e, solo nel 2014, un prodotto sequestrato su quattro è stato di olio d'oliva
per un valore che ha superato i 10 milioni di euro.

L'olio extravergine d'oliva di qualità è un fiore all'occhiello della nostra agricoltura, un comparto che impatta fortemente sull'economia e sul tessuto sociale di vaste aree del Paese, con oltre 700 mila aziende attive - ha dichiarato Dino Scanavino, Presidente CIA - Siamo tra i maggiori produttori mondiali in volumi, ma senz'altro leader nelle qualità delle produzioni, anche se i mercati interni e quelli internazionali non premiamo ancora gli sforzi qualitativi dei nostri olivicoltori, che nelle contrattazioni spuntano prezzi poco remunerativi. Sulla trasparenza dell'etichettatura, sulla cultura e consapevolezza dei consumatori si gioca il futuro del sistema olivicolo-oleario italiano”.

Si tratta del contrassegno “Carta Valori” che si basa su 3 pilastri:
- stampa di sicurezza sulle bottiglie per il riconoscimento del prodotto a tutela dalla contraffazione;
- tracciabilità mediante sistema informativo che fornisce indicazioni sui canali di distribuzione dei prodotti contrassegnati;
- rintracciabilità attraverso numerazione univoca presente sui contrassegni che, unita al codice di controllo, consente di conservare traccia della storia del prodotto etichettato.

contrassegno olio


Grazie all'esperienza maturata nel tempo in ambito stampa di sicurezza integrata a sistemi ICT - ha affermato Paolo Aielli, Amministratore delegato di IPZS - abbiamo sviluppato questa efficace garanzia di controllo e tracciatura che segue l'intero processo e supporta tutta la filiera produttivo-distributiva”.

Il tema del rischio contraffazioni si incrocia, poi, con quello della proposta della Commissione UE di incrementare temporaneamente, per limitare i contraccolpi subiti dal turismo locale a seguito dell’attentato del giugno scorso, di 35.000 tonnellate l’anno per il 2016 e il 2017 l’import extra di olio di oliva a dazio zero proveniente dalla Tunisia, senza incrementare le importazioni globali extra UE, ma con il rischio qualche produttore poco trasparente modifichi l’origine del prodotto riesportandolo come olio italiano.

Per questo, l’iniziativa Carta Valori assume un significato anche di natura contingente.
Esisterebbero le condizioni per immettere il primo milione di bottiglie in distribuzione, ovviamente si tratta di olio con precisi e stringenti requisiti, che sono quelli necessari per poter accedere al contrassegno - ha sottolineato Gennaro Sicolo, Presidente del CNO - Dietro quella fascetta carta valori c'è un grande lavoro partito da lontano, anni d'investimenti nelle più avanzate tecnologie per la tracciabilità del prodotto, per garantire sia l'origine delle olive che tutti quei processi che portano la bottiglia sulla tavola del consumatore. Uno strumento poderoso a disposizione di tutti gli operatori italiani del settore oleario. Il progetto è mosso da una ratio inclusiva, teso a premiare quell'olio italiano che risponde ad alcuni parametri distintivi”.

Sono ben 41 gli oli di oliva extravergine italiani che hanno ottenuto il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta) e uno solo
(quello Toscano) il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta), a cui aspira anche l’olio extravergine di oliva di Basilicata (Olio Lucano), per l’ottenimento del quale è stato intrapreso un percorso che vede tra i passi propedeutici la realizzazione del logotipo che sarà successivamente assegnato all’istituendo Consorzio dei Produttori Olivicoli Lucani, che lo utilizzerà direttamente e/o tramite i propri consorziati, per la cura e gestione di un marchio collettivo. A tal fine, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura (ALSIA) ha indetto un concorso di idee.

È un altro importante passo nel percorso verso la creazione del marchio collettivo di certificazione per l’olio lucano finalizzato all’ottenimento dell’IGP - ha affermato l’Assessore alle Politiche agricole e forestali della Basilicata, Luca Braia - La partecipazione al concorso di idee è libera e auspico una ampia partecipazione di grafici, professionisti, appassionati e studenti. Ai creativi adesso il compito di interpretare e proporre la rappresentazione più adeguata e facilmente riconoscibile, per raggiungere un pubblico sempre più ampio di consumatori, dei concetti di genuinità e bontà dell’olio extravergine di oliva di Basilicata. La tempestività del concorso permetterà di presentarci con un marchio unico già a partire dalle prossime manifestazioni fieristiche. La direzione intrapresa per il settore olivicoltura in Basilicata è quella del marketing e della commercializzazione di prodotti che devono essere capaci di raccontare il nostro territorio oltre che conquistare il palato dei consumatori. Tutto questo, insieme all’ottima qualità che contraddistingue il nostro olio, è quanto mai strategico per l’olivicoltura lucana”.

Il termine per la domanda di partecipazione è il 18 marzo 2016. La documentazione si può reperire su www.alsia.it e www.ssabasilicata.it.