I cambiamenti climatici in corso renderanno sempre più facili le rotte artiche e lo sfruttamento delle risorse minerarie sotto la calotta, ma a questi “esigui” vantaggi economici si contrapporrebbero gli “strabilianti” costi, conseguenti alle immissioni in atmosfera di gas metano ora imbrigliato nei ghiacci.

Nordic-Orion

Questa mattina, 8 ottobre 2013, è attraccata al porto di Pori (Finlandia) la nave da carico, “rinforzata per il ghiaccio”, Nordic Orion della compagnia danese Nordic Bulk Carriers A/S che era partita da Vancouver (Canada) con un carico di 73.500 tonnellate di carbone coke destinato all’industria siderurgica Ruukki Metals.

Si è trattato di un evento storico, dal momento che è la prima volta che una Bulk carrier (portarinfuse ovvero navi che possono trasportare carichi non-liquidi e non unitarizzati in container o pallets) ha percorso in autunno il mitico Passaggio a Nord-Ovest, la rotta che per più di un secolo ha attratto esploratori e navigatori e che rende più breve il percorso che dall’Oceano Pacifico permette di raggiungere l’Oceano Atlantico e viceversa, evitando il Canale di Panama, con conseguente riduzione per alcuni tragitti fino a 1.000 miglia nautiche.

“Utilizzando questo percorso, il viaggio è di circa una settimana più breve di quello che attraversa il canale di Panama - ha dichiarato Sakari Kallo, vice-Presidente senior della Ruukki Metals - Nel complesso, quindi, stiamo pagando di meno i costi di trasporto”.

Ancora più soddisfatta è la compagnia danese che ha potuto ridurre i costi del trasporto per il minor consumo di carburante, il pagamento dei giorni lavorativi dell’equipaggio composto da 25 persone e aumentare il carico, dal momento che se avesse dovuto attraversare il canale di Panama, la Nordic Orion non avrebbe potuto superare le 60.000 tonnellate.

“Credo che questo viaggio darà lustro alla Compagnia che, pur essendo di piccole dimensioni, ha saputo conquistarsi uno spazio come operatore leader nelle rotte glaciali - ha sottolineato Christian Bonfils, Amministratore delegato di Bulk Carriers Nordic A/S - Queste navi sono progettate e costruite per operare nelle condizioni estreme dell'Artico”.

Meno entusiaste sono state le autorità canadesi che hanno preteso di monitorare il viaggio con un loro ice pilot a bordo, per sottolineare la loro giurisdizione su quella rotta, ma soprattutto per i rischi ambientali e di sicurezza che comporta la navigazione artica in autunno, quando i ghiacci già cominciano a formarsi e il Canada non è attualmente in grado di garantire le attività di ricerca e salvataggio e di altri dispositivi per la sicurezza in tali condizioni estreme.


“Sussistono rischi ambientali - ha scritto in un articolo dedicato al viaggio su The Globe and Mail Michael Byers, esperto di Politiche globali e Diritto internazionale presso l’Università canadese della Columbia Britannica - Il carbone trasportato dalla Nordic Orion non causerebbe molti danni in caso di incidente. Ma l'olio combustibile a bordo della nave certamente sì. Nel 2004, una nave cargo malese ha perso la rotta durante una tempesta al largo della costa meridionale dell'Alaska ed è stata sospinta sulla terraferma, con la conseguente apertura di una falla da cui sono fuoriusciti 1,2 milioni di litri di olio combustibile, che non sono stati recuperati a causa della posizione remota, del cattivo tempo e della quasi totale assenza di attrezzature e personale in grado di effettuare le necessarie operazioni. Queste sfide riguardano tutti e bisognerà attrezzarsi abbastanza rapidamente”.

Cartina-tragitto-Orion
Infatti, a seguito dei cambiamenti climatici al 2049 sarà possibile la navigazione commerciale dal Nord America alla Russia o all’Asia sopra il Polo Nord, come si può leggere in uno Studio pubblicato online dalla prestigiosa rivista PNAS: “La più breve grande rotta ortodromica diventerà così possibile, anche per navi con moderata capacità di rompere il ghiaccio” (cfr: Laurence C. Smith and Scott R. Stephenson - “New Trans-Arctic shipping routes navigable” Proceedings of the National Academy of Sciences, 4 marzo 2013).

Se c’è chi si rallegra per le opportunità economiche derivanti dal Passaggio a Nord-Ovest, ancor di più per lo sfruttamento minerario sotto l’attuale calotta artica, altri viceversa si preoccupano dei costi strabilianti conseguenti al fenomeno dello scioglimento della banchisa, come rilevato da un nuovo Studio pubblicato dalla Rivista Nature, su cui ci siamo precedentemente soffermati.