Secondo il nuovo Rapporto del WEF le fonti fossili tradizionali rimarranno determinanti nel mix energetico mondiale fino al 2030.

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Durante la IHS CERAWeek 2013 di Houston (4-8 marzo), la più importante Conferenza sui futuri scenari energetici a livello globale, il World Economic Forum (organizzazione indipendente che si impegna a migliorare lo stato del mondo individuando le azioni da compiere a livello globale, locale e industriale) ha presentato il Rapporto “Energy Vision. Energy Transitions: Past and Future”, realizzato in collaborazione con i IHS Cambridge Energy Research Associates (CERA).

Il Rapporto, esaminando le più importanti transizioni energetiche intervenute nel corso degli ultimi due secoli e mezzo, analizza quali possono essere i fattori potenziali che nei prossimi decenni determineranno dei cambiamenti.

“Piuttosto che tentare di prevedere il futuro, forniamo una discussione sui fattori che possono guidare i cambiamenti nel mix energetico - si legge nell’introduzione - Anche se l'efficienza energetica e le altre questioni legate alla domanda sono fondamentali per sistemi energetici del futuro, la presente relazione si concentra sul lato dell'offerta dell’equazione ovvero come la società farà fronte ai suoi bisogni energetici sempre crescenti”. 

I punti salienti della discussione che emergono dal Rapporto possono essere così sintetizzati.

- Fonti rinnovabili: nonostante il primo decennio del XXI secolo si sia aperto con un loro innegabile successo con un fatturato che nel 2012 ha raggiunto i 184 miliardi di dollari, grazie ad un insieme di fattori come la necessità di contenere il riscaldamento globale, le innovazioni tecnologiche e le politiche governative che hanno spinto per creare un mercato adeguato, pesano, tuttavia, soltanto per l’1,6% della produzione energetica mondiale, escludendo l’idroelettrico.

- Carbone: nello stesso periodo di tempo ha registrato un incremento della domanda 10 volte superiore a quella delle energie rinnovabili, 3 volte quella del petrolio e 2 volte quella del gas, trainata dai tassi di crescita economica dei Paesi “BRIC” (Brasile, Russia, India e Cina).

- 1,3 miliardi: sono le persone che non hanno ancora accesso a moderne forme di energia e il soddisfacimento di tali esigenze costituisce la sfida più grande del settore energetico.

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Le fonti fossili, secondo il Rapporto, sebbene destinate a essere via via sostituite da fonti rinnovabili e “pulite” saranno destinate ad essere protagoniste per almeno altri 20 anni, anche grazie alle nuove tecnologie, come il “fracking” ad esempio, che permettono di avere gas e petrolio a prezzi più bassi, rimettendo in gioco tali fonti che fino a qualche anno fa sembravano essere destinate a finire fuori mercato.

“Il convincimento generale è che si vada verso un mondo dominato dalle rinnovabili - ha dichiarato Roberto Bocca, Responsabile per il WEF del settore Energy Industries - Invece, sorprendentemente, la transizione sarà differente rispetto al passato e si andrà da un mix di poche fonti a un mix di molte fonti e molto differenziate tra loro”.

Bisogna verificare quale sarà l’impatto delle innovazioni sulle dinamiche di transizioni energetiche.
Se l’auto elettrica, esemplifica il Rapporto, diventasse di massa, anziché prodotto di nicchia com’è attualmente, potrebbe erodere il dominio del petrolio nel settore dei trasporti.

Approfondimenti sul n. 3-4, marzo-aprile 2013 di Regioni&Ambiente