Mantenere l’interazione tra i caratteri tipici di un vino e quelli del territorio che lo produce è azione indispensabile per conseguire risultati ecologici di grande prestigio. Per creare un modello produttivo rispettoso dell’ambiente il MATTM ha avviato un progetto per “vini sostenibili” la cui etichetta è stata mostrata nel corso di Vinitaly 2014 sulle prime bottiglie delle aziende che hanno intrapreso il percorso volontario.

vigneto cantine aperte

Cantine Aperte”, dal 1993 l’evento enoturistico più importante in Italia promosso dal Movimento Turismo del Vino, torna il 24 e 25 maggio 2014 ad aprire le porte delle cantine socie del Movimento. L’iniziativa è diventata nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune.
Oltre alla possibilità di assaggiare i vini e di acquistarli direttamente in azienda, è possibile entrare nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell'affinamento. Protagonisti di “Cantine Aperte” sono giovani, comitive e coppie, che contribuiscono ad animare le innumerevoli iniziative di cultura gastronomica ed artistica che fioriscono attorno all’evento in tutto il Paese, su iniziativa degli stessi vignaioli.
 Cantine Aperte ha riscosso nel tempo un successo crescente, anche grazie ad una maggiore consapevolezza dei produttori, che hanno visto svilupparsi potenzialità di accoglienza inattese. Sul sito del Movimento
 è possibile verificare le aziende aderenti all’evento suddivise per regione e per aree vitivinicole.

Se l’interazione tra attività umane e caratteristiche del territorio connota in generale qualsivoglia prodotto qualitativo, non c’è dubbio che questa sinergia raggiunge con il vino il suo punto di maggior equilibrio, dando al prodotto la sua “tipicità”, non riproducibile altrove. Il sito di coltura della vite diviene il vero responsabile delle caratteristiche del vino che vi si produce, più che il vitigno da cui si origina.
Per questo, conservare l’ambiente del territorio e utilizzare in modo corretto le risorse disponibili, diventa per il vino di qualità prerogativa indispensabile.
Purtroppo, oltre allo scorretto utilizzo dei suoli ed una cementificazione sconsiderata che si è diffusa ormai in gran parte “vocate” del nostro Paese, si sono aggiunti per le produzioni vitivinicole di tutto il mondo i rischi connessi ai cambiamenti climatici in atto che rischiano di compromettere ed alterare le qualità organolettiche di pregiati “cru”.

Anche la vitivinicoltura può contribuire a ridurre i rischi legati al global warming prendendo in considerazione l’impatto ambientale della sua produzione, pur mantenendo la qualità, la perennità economica delle strutture e dei territori, gli aspetti patrimoniali, storici, culturali e paesaggistici.
Per misurare la performance di “sostenibilità” della filiera, il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ha avviato il progetto nazionale V.I.V.A. Sustainable Wine finalizzato a creare un modello produttivo che rispetti l’ambiente attraverso uno dei primi programmi concreti di sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di conservare e tutelare la qualità e la produzione di vini italiani, e insieme preservare il territorio ed offrire opportunità di valorizzazione e di competitività dei prodotti italiani d’eccellenza sul mercato internazionale.

Il mese scorso, nel corso di Vinitaly sono state presentate le prime bottiglie di quelle aziende del settore che dopo un percorso di quasi tre anni hanno potuto far “indossare” l’etichetta di sostenibilità rilasciata dal Ministero, dopo che un ente terzo certificatore ha validato i risultati conseguiti.
Grazie all’individuazione di 4 indicatori (Aria, Acqua, Territorio e Vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende hanno potuto misurare l’impatto della loro produzione in termini di sostenibilità ed intraprendere in tal modo, su base volontaria, un percorso di miglioramento.

viva sustainable wine

L’etichetta offre dunque al consumatore uno strumento di trasparenza sulla performance ambientale dell’azienda produttrice del vino, e rende conto sia dei risultati attuali che del percorso compiuto dall’azienda nel tempo. Le aziende per la prima volta avranno degli indicatori standardizzati, validati e riconosciuti su cui lavorare per migliorare la loro performance e dimostrare di essere sempre di più rispettose dell’ambiente.
Il Progetto intende infine definire le linee guida per una produzione sostenibile, sviluppare un codice che permetta una certificazione per le aziende che le adottano, formare tecnici per lo sviluppo di protocolli di sostenibilità nel settore e sensibilizzare il consumatore sul mercato interno e internazionale. Il progetto si propone dunque di avere valore internazionale, pronto per essere utilizzato da tutte le aziende piccole, medie e grandi del settore vinicolo.
Per maggiori informazioni: www.viticolturasostenibile.org