Cambiare i vitigni o spostare i vigneti a Nord?

Cambiare i vitigni o spostare i vigneti a Nord?

Nel Rapporto dell’AEA per testimoniare come l’economia e la società europee abbiano bisogno di adattarsi ai cambiamenti climatici, si fa l’esempio di come potrebbe essere necessario modificare il tipo di uva coltivata, spostando anche, in alcuni casi, la produzione in altre aree.

adaptation in europe

In occasione della Conferenza ad alto livello in corso oggi a Bruxelles sulla Strategia UE di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, intesa a sostenere politiche di adattamento coerenti e integrate nei diversi settori in Europa, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha rilasciato il rapporto “Adaptation in Europe. Addressing risks and opportunities from climate change in the context of socio-economic development” dove vengono indica le politiche e alcune delle misure adottate a livello dell’UE e dai Paesi europei, anche se al momento solo metà dei 32 Paesi membri dell’AEA hanno elaborato piani di adattamento e alcuni hanno iniziato ad agire, benché tutti i Paesi abbiano ancora molto lavoro da fare.

Mentre gli sforzi di mitigazione globale dovrebbero continuare a cercare di limitare l'innalzamento della temperatura globale a 2 °C , nella relazione si afferma che è necessario prepararsi ad aumenti maggiori della temperatura e ad altri cambiamenti climatici. Ciò è necessario per tenere conto in modo corretto delle molte incertezze nelle previsioni climatiche e socio-economiche.

Una precedente relazione dell'AEA aveva dimostrato come i cambiamenti climatici stiano già interessando tutte le regioni in Europa, provocando molte conseguenze per la società e l'ambiente (cfr: “In Europa il decennio più caldo di sempre").

Ulteriori conseguenze sono attese in futuro se non verrà intrapresa alcuna azione, dal momento che le rilevazioni mostrano temperature medie più elevate in Europa e le precipitazioni stanno diminuendo nelle regioni meridionali e aumentando in Europa settentrionale.

L'adattamento comporta nuovi modi di pensare e affrontare rischi e pericoli, incertezze e difficoltà - ha affermato Jacqueline McGlade, Direttore esecutivo dell'AEA - Gli europei dovranno cooperare, imparare l'uno dall'altro e investire in trasformazioni di lungo periodo, necessarie a sostenere il nostro benessere di fronte ai cambiamenti climatici”.

Il Rapporto raccomanda un insieme di diverse misure:

- misure ‘grigie’ come progetti ingegneristici e tecnologici;

- approcci ‘verdi’ basati sugli ecosistemi e la natura;

- le cosiddette misure ‘morbide’ come le politiche volte a cambiare gli approcci di governance.

Nella relazione si sostiene che i progetti di adattamento più efficaci combinano spesso due o più approcci differenti. Per esempio, l'adattamento presso la costa mediterranea francese si basa su un approccio integrato che tiene conto di cambiamenti climatici, turismo, trasporti e biodiversità. Nelle aree urbane, spazi verdi e corpi idrici rientrano nella progettazione edilizia al fine di ridurre i rischi legati alle ondate di caldo. Anche Barcellona ha iniziato ad adattarsi alla carenza di acqua con un nuovo impianto di desalinizzazione ad alta efficienza. Questo progetto ‘grigio’ opera in tandem con altre iniziative ‘morbide’ come gli incentivi per ridurre il consumo di acqua, diminuendo gli impatti derivanti da siccità prolungate.

Il costo dell'adattamento potrebbe essere elevato in alcuni casi, tuttavia la relazione sottolinea i risparmi complessivi derivanti da alcune azioni di adattamento. Uno dei più grandi progetti di adattamento basato sull’ecosistema consiste nel ripristinare il bacino idrografico del Danubio al suo precedente stato naturale. Sebbene il costo stimato sia pari a 183 milioni di euro, esso dovrebbe aiutare a prevenire inondazioni come quella del 2005 che da sola è costata 396 milioni di euro di danni.

Sono stati istituiti in Europa sistemi di allarme rapido per aiutare a prevedere incendi boschivi, inondazioni e siccità, misure morbide queste che, secondo il rapporto, possono aiutare le comunità a superare i rischi. Un progetto simile in Italia ha istituito sistemi di allarme rapido per malattie trasmesse dalle zanzare, previste in aumento con i cambiamenti climatici.

L'Europa ha bisogno di adeguarsi ai cambiamenti climatici in modo coerente, assicurando l'integrazione dell'adattamento nelle politiche dell'UE e in quelle nazionali, afferma la relazione. Non vi è alcun approccio ‘universale’: l'adattamento ai cambiamenti climatici dovrebbe rispondere alle condizioni nazionali e locali.

Vi è ancora incertezza nelle previsioni relative ai cambiamenti climatici ed è difficile stimare in modo preciso i futuri rischi poiché anche gli aspetti socio-economici stanno cambiando. Per tali ragioni la pianificazione dell'adattamento dovrebbe essere abbastanza flessibile da superare circostanze impreviste e una serie di futuri cambiamenti climatici, afferma la relazione. Per esempio, il rafforzamento della barriera del Tamigi, che protegge Londra dalle inondazioni costiere, è stato progettato per lasciare aperte delle opzioni, in modo da poter accogliere degli adattamenti in funzione dell'aumento del livello del fiume.


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