Cadono meteoriti… Non solo!

Cadono meteoriti… Non solo!

Il recente evento in Russia ci interroga sulla vulnerabilità della vita sul Pianeta.

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“Quando piove sui poveri, piovono pietre”, afferma un proverbio inglese che sta alla base del film di Ken Loach, Piovono pietre (Gran Premio della Giuria, Cannes, 1993).
Al di là della facile associazione di idee, sembra che il Fato, si sia divertito a fare un brutto tiro agli abitanti della regione di Cheliabynsk, a ridosso dei monti Urali, colpiti quest’oggi da uno sciame di meteoriti che si è disintegrato al contatto con l’atmosfera terrestre, sopra le loro teste.
Il fenomeno si è verificato a circa 80 chilometri dalla città di Satka, nell’omonimo distretto, alle 9:20 ora locale, le 4:20 in Italia.

Parecchi danni, soprattutto ai vetri delle abitazioni che si sono frantumati per l’onda d’urto dell’esplosione, e, al momento, alcuni feriti (dovuti per la maggior parte alle schegge di vetro vaganti).
Gli esperti, smentiscono che questa pioggia di meteoriti sia in alcun modo legata al passaggio dell’Asteroide DA14 che sta sfiorando in queste ore la Terra e che sarà visibile in Italia questa sera.

Leggendo una nota dell’ANSA, si apprende che secondo l’esperto di meccanica celeste Andrea Milani, dell’università di Pisa e responsabile del gruppo di ricerca NeoDyS, specializzato nel calcolare le orbite degli asteroidi più vicini alla Terra. “Non c’è nessun legame tra la pioggia di meteoriti in Russia e il passaggio ravvicinato dell’asteroide 2012 DA14. Tra i due eventi - ha detto - non c’è alcuna relazione”. “Fra la pioggia di meteoriti e il passaggio dell’asteroide non può esserci alcuna relazione, ha proseguito Milani, perché tra i due fenomeni c’è una distanza di 24 ore”. “Per avere un’idea di che cosa significhi questo intervallo di tempo - ha proseguito Milani - basti pensare che in un’ora un asteroide può percorrere un milione di chilometri”. Le 24 ore che separano i due eventi si traducono quindi in una notevole distanza nello spazio. “Per questo motivo - ha rilevato l’esperto - non c’è alcuna regione di pensare ad un nesso tra i due eventi”. “Le immagini della pioggia di meteoriti che stanno circolando su Internet mostrano una scia che sembra caratteristica dell’impatto di un asteroide. È quindi probabile che a causare la pioggia di meteoriti sia stato l’impatto di un asteroide, naturalmente diverso da 2012 DA14, e probabilmente più piccolo di questo”.

Gli esperti russi hanno tranquillizzato la popolazione assicurando che il fenomeno non ha causato un innalzamento dei livelli di radiazioni, che sono rimasti nei parametri abituali per la regione e la stessa Rosatom (l’Agenzia russa per l’energia atomica), ha diramato un comunicato che riferisce che le installazioni negli Urali non hanno subito danni.

L’evento, di per sé naturalissimo, non ha mancato di suscitare foschi presagi, se è pur vero che le infondate paure collettive sulla fine del mondo secondo le presunte “profezie” Maya sono tutt’ora di là da spegnersi e, del resto, la fantasia eccitata di molti non fa che associare ogni giorno eventi geologici o metereologici estremi dando loro significati che vanno ben al di là di ciò che ragionevolmente rappresentano (si pensi, ad esempio al fulmine che si abbatte sulla cupola di S. Pietro il giorno della rinuncia al soglio di Pietro di S. S. Benedetto XVI).

Tuttavia, lo stesso premier russo, Dimitry Medvedev chiosando sulla sua partecipazione, quest’oggi, al Forum Economico di Krasnoyarsk, in Siberia, ha dichiarato che: “La pioggia di meteoriti è la prova che non solo l’economia è vulnerabile, ma l’intero pianeta"  e ha poi rincarato la dose augurandosi che la caduta dei corpi celesti non diventi “un simbolo del Forum” economico in corso.

Due paure reali in una botta sola: la catastrofe naturale immanente ad opera di un corpo celeste, non sarebbe neanche la prima volta nella storia del pianeta e della Russia (Cfr: “Evento di Tunguska: “cigno nero” del XX secolo”, in Regioni & Ambiente n. 9 – Settembre 2008; pagg: 35 – 39) e quella del tracollo economico globale (causa tutta nostra e ricondotta nei confini della nostra limitatezza umana).
E che l’intero pianeta sia vulnerabile (e già pure troppo vulnerato), non c’è bisogno che ce lo ricordi il buon Medvedev (cui, peraltro, va riconosciuta una buona dose di coraggio allorquando ha affermato della convivenza aliena già in atto sul pianeta; a questo proposito pure al serioso World Economic Forum di Davos (23-27 gennaio), nel fascicolo Global Risks 2013, alla sezione 5 (X Factors), si rintraccia un ambiguo “Discovery of Alien Life”…).
Forse, più che preoccuparci delle minacce interstellari, dovremmo riflettere di più sui rischi del nostro comportamento qui ed ora.


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