A Biogas Italy, l’evento di riferimento delle tecnologie e delle traiettorie di sviluppo che ruotano attorno alla produzione e all’utilizzo del biogas, il Consorzio Italiano Biogas, SNAM e Confagricoltura hanno diffuso un Documento, indirizzato a Governo e Commissione UE per proporre un’agenda di azioni volte allo sviluppo del biometano quale fonte energetica rinnovabile e sostenibile.

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Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato il 5 agosto 2015 le Procedure applicative per la richiesta e il rilascio degli incentivi per il biometano trasportato con modalità extra rete, come previsto dal DM 5 dicembre 2013 relativo alle “Modalità di incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale”, laddove per “trasporto extra rete”, deve intendersi i casi di biometano utilizzato nei trasporti o in impianti di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR) senza immissione nella rete di trasporto e distribuzione del gas naturale, ovvero mediante connessione diretta degli impianti di produzione ai siti di consumo o tramite carri bombolai o mezzi di trasporto con caratteristiche similari (quali autocisterne per il trasporto GNL). In Italia sono circa un milione gli autoveicoli a metano. Eppure la sua immissione nella rete nazionale di trasporto del gas è a tutt’oggi subordinata a una serie di step ancora assenti, tra i quali non secondario è l'aggiornamento del codice di rete europeo da parte della Commissione UE, che  rende il summenzionato Decreto solo parzialmente operativo.

Così, durante la II edizione di Biogas Italy (Roma, 25-26 febbraio 2016), l’evento targato CIB (Consorzio Italiano Biogas) dedicato alle tecnologie e alle traiettorie di sviluppo che ruotano attorno alla produzione e all’utilizzo del biogas, è stato diffuso un Manifesto inviato al Governo Italiano e alla Commissione UE, dove viene messo in risalto il “ruolo strategico del biometano nella transizione energetica verso un’economia fondata su sostenibilità e circolarità nell’utilizzo delle risorse”.

Il documento, oltre dal CIB viene condiviso da SNAM e Confagricoltura, sottolinea che il biometano è una fonte energetica:
- rinnovabile, perché prodotta da biomasse di origine agricola che si rinnovano nel tempo e possono essere pressoché inesauribili;
- sostenibile, perché le biomasse nel loro ciclo di vita hanno incorporato il carbonio presente nell’atmosfera; il suo consumo avviene quindi evitando di liberare il carbonio sequestrato nei giacimenti di combustibili fossili, quasi senza ulteriori emissioni climalteranti e contribuisce a ridurre in modo significativo anche le emissioni del settore agricolo che, come noto, rappresentano oltre il 14% delle emissioni complessive di gas climalteranti (in Italia il 7%); perché il suo ottenimento può avvenire nel rispetto della biodiversità e della funzione di stoccaggio del carbonio svolta da foreste e dai terreni coltivati.

Il biometano è strategico sia sotto il profilo delle politiche energetiche nazionali che sotto quello ambientale - ha dichiarato Piero Gattoni, Presidente del CIB - Il suo processo produttivo può contribuire a ridurre in modo significativo le emissioni del settore agricolo, che rappresentano a livello globale il 14% dei gas clima alteranti e a restituire al terreno sostanza organica. Il digestato, ciò che rimane dopo il processo di digestione anaerobica delle matrici agricole, è un ottimo ammendante naturale. Le imprese agricole possono, in questo modo, abbattere i loro costi di produzione e aumentare competitività e produzioni agricole tradizionali. Un modello di economia circolare, che alcuni ricercatori e agricoltori hanno ribattezzato “biogas fatto bene”, in grado di rilanciare non solo l’agricoltura, ma anche il sistema economico e industriale italiano”.

Il Biometano può contribuire alla decarbonizzazione del settore dei trasporti, con la produzione di biocarburante prodotto quasi esclusivamente entro i confini dell’UE, rendendo molto più agevole ed affidabile la verifica della sua effettiva sostenibilità in ragione della presenza di meccanismi di auditing rigorosi ed indipendenti approvati e monitorati dalla Commissione UE, mentre i biocarburanti prodotti in aree del mondo potrebbero presentare aspetti critici, sia sul piano della preservazione della biodiversità e dei sink naturali di carbonio, che su quello degli impatti sulla disponibilità di cibo.

Attualmente sono circa un milione i veicoli a metano in Italia dove, peraltro, esistono già oltre 1.300 impianti agricoli a biogas, con una produzione di più di 2 miliardi di m3 di gas naturale equivalente che, potenzialmente, trasformato in metano, corrispondono a quanto consumano ogni anno 2 milioni di veicoli.

Oltre ai trasporti, la filiera del biometano è potenzialmente in grado di garantire al Paese un percorso di decarbonizzazione del settore elettrico:
- utilizzando sistemi infrastrutturali già disponibili (centrali elettriche a ciclo combinato; reti di trasporto, sistemi di stoccaggio e reti di distribuzione del gas; reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica);
- permettendo il conseguimento di rilevanti economie di integrazione;
- consentendo una ulteriore ottimizzazione del sistema elettrico in virtù di sistemi di generazione distribuita in grado di integrarsi con il sistema di dispacciamento (gli impianti di produzione di biogas potendo destinare il biogas sia alla produzione di energia elettrica che alla produzione di
biometano possono costituire un parco di produzione programmabile).

Per raggiungere tali obiettivi, secondo il Manifesto è necessario:
ridefinire l’intervallo temporale utile per l’accesso agli incentivi previsti per il biometano, tenuto conto dei ritardi nella definizione della regolazione tecnica nonché della tempistica per procedere effettivamente alla sua immissione nella rete del gas;
- prevedere, entro il 2030, un target annuo minimo di immissione di biometano in rete pari ad almeno il 10% del metano immesso in rete nello stesso periodo, tenendo conto che l’Italia è in grado di produrre in maniera sostenibile circa 8 miliardi di metri cubi di gas considerando esclusivamente la tecnologia della digestione anaerobica da matrici agricole e da rifiuti;
-procedere all'aggiornamento della normativa nazionale vigente sui biocarburanti avanzati (DM 10 ottobre 2014) coerentemente con le disposizioni introdotte dalla Direttiva (UE) 2015/1513 in vigore da ottobre 2015;
- prevedere un sistema di contabilizzazione che sia idoneo a valorizzare il ruolo svolto dalle imprese agricole negli assorbimenti di CO2 nelle diverse fasi di produzione del biometano che sia utile anche ad una ricalibratura del sistema di incentivazione del biometano secondo un approccio Life-Cycle Assessment;
- prevedere l’istituzione di un Registro delle Garanzie di Origine del biometano che consenta lo sviluppo di un mercato attivo di scambi in grado di far emergere il legame di valore tra biometano ed emissioni evitate di carbonio;
- prevedere una modifica della regolazione del mercato dei certificati di immissione in consumo (CIC) volta a rendere trasparenti le transazioni e dunque il prezzo dei titoli;
- prevedere l’istituzione di un meccanismo di fissazione di un prezzo minimo del carbonio (Carbon Price Floor) che complementi il prezzo dell’Emission Unit Allowance che si forma sull’Emission Trading System”.