Arriva il “bio-kerosene” al più importante degli aeroporti di Oslo in Norvegia. E’ carburante biologico non derivante dalla raffinazione del petrolio, e il primo velivolo che lo ha già utilizzato è l’Airbus A320 della Lufthansa, la principale compagnia aerea tedesca.

oslo biocarburanti

Finalmente si fa qualcosa di concreto per l’ambiente e contro lo smog. Ha cominciato a inizio febbraio la compagnia Easyjet annunciando che entro la fine dell’anno testerà il primo aereo ibrido in grado di tagliare drasticamente le emissioni inquinanti. Poi è arrivata la NASA, l’Agenzia spaziale statunitense, che sta sviluppando alcune tecnologie “green” da impiegare sui velivoli del futuro.

Ma non basta. Da qualche giorno si è aggiunta anche un’altra buona notizia: in Europa si può volare senza inquinare. Dallo scorso 23 gennaio, infatti, l’Avinor (l’Ente che gestisce gli aeroporti della Norvegia) e la SkyNRG (società impegnata nello studio e nella produzione di carburanti biologici) hanno messo a disposizione delle compagnie aeree la possibilità per i voli civili di fare rifornimento con bio-kerosene, cioè con un carburante biologico non derivato dalla raffinazione del petrolio che consentirà di ridurre rapidamente e su larga scala l’impatto delle emissioni nocive prodotte dal traffico aereo.

Ad utilizzare per primo il bio-kerosene allo scalo scandinavo di Gardermoen un Airbus 320 della Lufthansa, l’aereo più diffuso nella flotta tedesca. Ma anche altre compagnie si sono associate subito all’iniziativa, pronte a dimostrare il loro impegno per un futuro più sostenibile, tra cui la SAS (compagnia di bandiera scandinava), la Austrian (principale compagnia aerea di Vienna) e la KLM Royal Dutch Airlines (olandese ma di proprietà della AirFrance).

Vogliamo dimostrare - ha spiegato David Gilmour, CEO di AirBP, cioè la divisione della British Petroleum che si occupa di aviazione nonché società produttrice del carburante bio - che gli aeroporti possono facilmente accedere al biofuel utilizzando l’infrastruttura fisica esistente. Infatti, il carburante viene conservato negli stessi serbatoi sotterranei utilizzati per i combustibili tradizionali e gli aerei non hanno bisogno di modifiche. Prevediamo che ciò aumenterà l’interesse e la domanda, oltre a contribuire ad un futuro sostenibile per il settore del trasporto aereo. La prima fornitura è di 1,25 milioni di litri”.

Con il recente accordo di Parigi firmato e il costante impegno del settore del trasporto aereo a proteggere l’ambiente - ha continuato l’Avinor CEO Dag Falk-Petersen - siamo lieti di essere il primo aeroporto al mondo a consentire il rifornimento di biocarburanti dal nostro distributore esistente. Come first mover speriamo di ispirare altri aeroporti e le compagnie aeree a seguirne l’esempio. L’International Air Transport Association (IATA) si è posta un target ambizioso: ridurre le emissioni nocive dell’aviazione del 50% entro il 2050 dato che, a oggi, i voli civili rappresentano circa il 2% del volume globale di emissioni di CO2. Il biofuel di AirBP è una prima risposta a questa esigenza”.

Non è un caso che l’iniziativa sia partita dalla Scandinavia, dove le due principali economie (Svezia e Norvegia) sono da tempo per volontà politica più avanti rispetto al resto del mondo nella lotta alle emissioni e nella diffusione di biocarburanti e propulsioni basate sulle energie rinnovabili. In particolare, per i biocarburanti destinati all’aviazione, i ricercatori e i produttori scandinavi sono i più esperti a livello globale insieme ai colleghi-concorrenti Usa e israeliani.

Norvegia e Svezia seguono da tempo una politica ambiziosissima, secondo un mix di legislazione e incentivi rigorosamente bipartisan, non solo a favore del “traffico aereo civile pulito”, ma anche di quello “terrestre”. La Norvegia, infatti, rappresenta oggi il mercato più dinamico delle auto elettriche: chi ne possiede una può fare il pieno gratis attaccandosi con la “spina” alle diffusissime colonnine pubbliche. Mentre la Svezia, che intende raggiungere entro il 2050 emissioni neutrali, da molti anni è impegnata nella riforestazione, nell’uso dell’energia elettrica da rinnovabili per le ferrovie, nell’introduzione di incentivi a chi offre auto a biocarburante e taxi elettrici, e nella creazione di flotte di autobus a biocarburante ibridi di nuova generazione.