Dal Rapporto degli scienziati del MAHB, destinato ai policy maker, un invito ai cittadini a diffondere la consapevolezza dei rischi per l’umanità di continuare con l’attuale business as usual (BAU).

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Nel corso di un incontro avvenuto lo scorso anno con il Governatore della California Jerry Brown, alcuni scienziati che fanno parte del grande progetto internazionale Millennium Assessment for Humanity & Biosphere erano stati sollecitati a fornire ai decisori politici delle utili indicazioni sulle questioni più urgenti che l’umanità dovrebbe affrontare per non compromettere i vitali servizi ecosistemici del Pianeta.

Gli scienziati presenti nell’occasione hanno raccolto la sfida e in meno di 2 mesi sono riusciti a coinvolgere 520 colleghi di 44 Paesi, di ogni disciplina ed età, tra cui 2 Premio Nobel, membri delle Accademie delle Scienze o di organismi nazionali equivalenti, che hanno elaborato un documento sul quale si sono trovati d’accordo e che è stato ora pubblicato dalla Stanford University.

In “Scientific Consensus on Maintaining Humanity’s Life Support in the 21st Century. Information for Policy Makers” gli scienziati sottoscrittori dichiarano che “Come membri della comunità scientifica coinvolta attivamente nella valutazione degli impatti biologici e sociali del cambiamento globale, stiamo dando l'allarme al mondo. Per preservare le condizioni di salute e prosperità dell'umanità, che tutti noi - individui, imprese, leader politici, leader religiosi, scienziati e individui di ogni estrazione sociale - dobbiamo lavorare duramente per risolvere questi cinque problemi globali, a partire già da oggi:

1.Cambiamenti Climatici;
2.Estinzioni di Specie viventi;
3.Perdita di Biodiversità degli Ecosistemi;
4.Avanzamento degli Inquinamenti dei sistemi naturali;
5.Crescita della popolazione umana e consumo di risorse.

Inoltre siamo d'accordo che, sulla base delle migliori informazioni scientifiche disponibili, la qualità umana della vita soffrirà  per un significativo degrado entro il 2050, se continuiamo sull’attuale percorso”.

La novità che contraddistingue questo nuovo Rapporto consiste nell’indicazione che questi fattori critici interagiscono in modo complesso tra loro e spesso si sostengono reciprocamente. Gli scienziati affermano, infatti, che, quantunque questi impatti antropici abbiano profonde conseguenze anche analizzati separatamente, è il loro assalto combinato che mette i sistemi di supporto vitale dell’umanità in procinto di raggiungere un punto di non ritorno. Insomma, ci dicono che quando più impatti globali interagiscono tra loro, i cambiamenti ecosistemici avvengono più velocemente ed intensamente (a volte in maniera imprevista) di quanto ci si aspetterebbe se ogni impatto fosse considerato separatamente.

La conclusione del Consenso è, quindi, che gli effetti interattivi dei 5 impatti accelerano notevolmente le possibilità di superare le soglie critiche che portano a cambiamenti irreversibili (tipping point) nel giro di pochi decenni, con la conseguenza di effetti sinergici anche sul piano della sicurezza sociale.

L’obiettivo del documento, come indicato nella dichiarazione in premessa, è informativo, per comunicare, cioè, che il benessere dell’umanità dipende in modo assoluto dai servizi ecosistemici che non possono essere maltrattati come è accaduto finora e che è urgente cambiare il modello business as usual ovvero di non continuare a comportarsi come se la Terra avesse risorse inesauribile.

Visto che i politici non sembrano essere troppo disponibili al cambiamento, nonostante il messaggio fosse in via prioritaria proprio a loro indirizzato, bisogna fare in modo di diffondere quanto più possibile i messaggi contenuti in questo documento. Finché non si arriva ad una diffusa consapevolezza dei rischi che si corrono, sollecitando, quindi, i Governi a modificare l’attuale modello di sviluppo, nessun Capo di Governo si esporrà ad un processo di riforma perché, come ha affermato qualche tempo fa l’ex premier britannico Tony Blair: “esiste un divario di tempo tra l’impatto ambientale e quello elettorale”, come a dire che quando le decisioni prese dai politici si ritorceranno su di noi, loro avranno lasciato gli incarichi da tempo.