Con l'approvazione da parte della Camera dei Deputati del testo unificato di 3 proposte di legge, dal 2020 non si potrà più produrre e mettere in commercio prodotti cosmetici da risciacquo o detergenti che contengano le microplastiche che rischiano di finire, attraverso la catena alimentare, nei nostri piatti.

Stanno diventando una priorità politica urgente le conseguenze negative delle microplastiche ovvero delle particelle di plastica di diametro o lunghezza inferiore ai 5 mm, derivate dalla degradazione in mare di oggetti di plastica più grandi per effetto del vento, del moto ondoso o della luce ultravioletta, o prodotte dall'industria (come le microsfere utilizzate in molti prodotti cosmetici o per l'igiene personale).
In Europa, solo per i prodotti di bellezza (creme solari, mascara, eye liner, dentifrici, schiume da barba) sono state impiegati quasi 5.000 tonnellate di microsfere, finite quasi tutte in mare. In certi cosmetici la loro concentrazione è del 90%, arrivando a pesare più del flacone del prodotto.

Numerosi studi hanno evidenziato che le microplastiche vengono ingerite direttamente da organismi come molluschi e crostacei. Nel caso delle microsfere dei cosmetici, anche dal plancton e attraverso la catena alimentare possono giungere fino alla nostra tavola, senza che al momento gli effetti sulla salute umana siano adeguatamente stimati.

Uno degli ultimi studi compiuti sull'argomento ha dimostrato per la prima volta l'ingestione di microplastiche anche da parte di organismi che vivono negli abissi marini, rinvenendo nei loro corpi anche microfibre di poliestere, polipropilene, viscosa, nylon e acrilico, che, come le microsfere, hanno le stesse dimensioni della "neve marina", la pioggia di materiale organico che cade dagli strati più alti della colonna d'acqua dell'oceano e di cui si nutrono molte creature che vivono a queste profondità.

Il Governo del Regno Unito ha annunciato che alla fine del 2017 sarà vietato l'uso delle microsfere nei prodotti per l'igiene personale, mentre negli USA il divieto, stando alla Legge già approvata dalla Camera dei Rappresentanti, scatterà alla metà del 2017.

In Italia, il 25 ottobre 2016 la Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità il testo unificato di 3 proposte di Legge ("Disposizioni concernenti la certificazione ecologica dei prodotti cosmetici" e "Introduzione del divieto di utilizzo di microparticelle di plastica nei prodotti cosmetici" di cui primo firmatario per entrambe è stato il Presidente della Commissione Ambiente, Ermete Realacci; "Norme in materia di certificazione ecologica dei prodotti cosmetici", presentata da Ignazio Abrignani; ): "Disposizioni concernenti il marchio italiano di qualità ecologica dei prodotti cosmetici".

Il testo approvato e trasmesso ora al Senato, prevede che dal 1° gennaio 2020 il divieto di produrre e mettere in commercio prodotti cosmetici da risciacquo o detergenti che contengano microplastiche.
Inoltre, la concessione del "marchio ecologico" è subordinato alla sussistenza di determinati parametri:
- dermocompatibilità;
- quantità delle sostanze definite tossiche, pericolose per l'ambiente, cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione;
- valore dell'impatto tossicologico sulla qualità delle acque, sulla fauna e sulla flora acquatica;
- quantità di sostanze non biodegradabili aerobicamente
- quantità di sostanze non biodegradabili anaerobicamente;
- sostanze bioaccumulabili e disturbatori endocrini;
- assenza di sostanze espressamente vietate in base alla normativa vigente;
- incidenza ecologica dell'imballaggio.

"Si tratta di un marchio concesso su richiesta del produttore e assegnato dal Comitato Ecolabel con il supporto tecnico dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) che certifica la sostenibilità dei prodotti cosmetici che non sono stati testati sugli animali, che hanno un basso impatto sull'ecosistema, che garantiscono un livello ottimale di biodegradabilità e una limitata produzione di rifiuti - ha dichiarato la Sottosegretaria all'Ambiente, Silvia Velo - Con la legge approvata l'Italia si dota, al pari di altri Paesi Europei, di una normativa capace di misurare la quantità e la qualità delle sostanze contenute nei prodotti cosmetici, come lozioni, trucchi e detergenti, e che, a volte, finiscono nei nostri fiumi o in mare. Un provvedimento importante che da un lato premia chi investe in ricerca e innovazione e che, dall'altro, garantisce una maggior tutela dell'ambiente e dei consumatori".