Assegnati i premi per la Prevenzione dei Rifiuti

Assegnati i premi per la Prevenzione dei Rifiuti

Alla sua prima edizione hanno concorso 77 iniziative, suddivise tra le varie categorie previste dal bando, tra cui una giuria di esperti ha prescelto quelle ritenute più innovative e meritevoli di essere indicate e valorizzate come pratiche virtuose locali.

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Si è svolta a Roma il 16 gennaio 2014 la cerimonia di premiazione della prima edizione del “Premio nazionale sulla prevenzione dei rifiuti”, organizzato da Federambiente e Legambiente e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Ampia è risultata la partecipazione al concorso, evidenziando la crescente diffusione sul territorio nazionale di esperienze rilevanti e innovative che devono essere valorizzate e promosse come buone pratiche, anche con la finalità di stimolare necessarie riflessioni sul tema che accompagnino il percorso di implementazione del Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti recentemente adottato.

Lavastoviglie mobili a noleggio e piatti “veri” in occasione di eventi, sagre e feste; recupero dei pasti non consumati in mense scolastiche e aziendali, così come degli alimentari prossimi alla scadenza nei supermercati, da distribuire nelle strutture di solidarietà; incentivi all’uso dei pannolini lavabili al posto di quelli usa-e-getta; installazione in uffici e comunità di distributori d’acqua di rubinetto al posto di quella in bottiglie; spazi in cui i singoli possono vendere o scambiare gli oggetti che non usano più invece di buttarli via: sono state queste le iniziative innovative che una giuria di esperti ha ritenuto meritevoli del Premio.
Questa è la frontiera sulla quale attestare le buone pratiche ambientali per gestire modernamente il ciclo dei rifiuti - ha dichiarato il Presidente di Federambiente, Daniele Fortini - Dobbiamo assolutamente ridurre gli sprechi, sostituire materie riciclate a quelle vergini, utilizzare biomateriali ed ecodesign perché la prevenzione, la riduzione dei rifiuti, non è rinuncia o privazione, ma semplicemente evoluzione in senso ecologico del sistema produttivo. Contrastare le deviazioni dannose del consumismo è sicuramente giusto”.

Nel complesso sono stati 51 gli enti, le imprese, le associazioni, gli istituti scolastici che hanno presentato 77 iniziative, suddivise tra le varie categorie previste dal Bando.

Per la Categoria Pubbliche Amministrazioni i Premi sono stati assegnati a:
Regione Marche
Provincia autonoma di Bolzano
Comune di Forlì

Per la Categoria Imprese di Igiene Urbana a:
Hera S.p.a.

Per la Categoria Imprese a:
Mercatino S.r.l.

Per la Categoria Terzo settore/Associazioni a:
Cauto Cooperativa onlus

Per la Categoria Istituti scolastici a:
Istituto comprensivo “Chini” Scarperia e San Piero a Sieve (FI)

L’importanza del tema della prevenzione nel ciclo dei rifiuti è un concetto condiviso sostanzialmente da tutti, ma è pure un’azione che non è stata mai praticata - ha dichiarato il Presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - Questo perché sono mancate politiche nazionali concrete, mentre esistono esperienze locali virtuose, come quelle che premiamo qui oggi. Su questo fronte l’Italia cambierà regime solo con l’adozione del ‘chi inquina paga’. Primo banco di prova per il governo sarà il decreto che stabilirà come dovrà essere la nuova tariffa sui rifiuti che dovrà sostituire la TARES”.

Al momento, però, siamo ancora lontani da questa soluzione dal momento che la Legge 27 dicembre 2013, n. 147, la cosiddetta “Legge di Stabilità 2014” in vigore dal 1° gennaio 2014, inserisce la nuova tassa sui rifiuti (TARI ex TARES) all’interno della IUC (Imposta Unica Comunale) assieme alla TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili), presupposto della quale è il possesso di locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani (quindi, si paga anche se non c’è il servizio), anche se ai Comuni è concessa la facoltà di commisurare la tassa alle quantità e qualità medie dei rifiuti con apposito Regolamento che stabilirà criteri per la realizzazione di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti che sarà definito, entro sei mesi dalla legge di Stabilità (quindi, entro fine giugno) su proposta del Ministero dell’Ambiente, di concerto con quello dell’Economia e sentita la Conferenza Stato-Città.
Non è difficile prevedere che solo i Comuni che avevano introdotto la TIA1 e TIA2 saranno in grado di dare attuazione a questa opportunità; per tutti gli altri, i tempi si allungherebbero e con il periodo di magra per le casse comunali non saranno tout court disponibili a rivedere i sistemi finora attuati che sotto la “falsa oggettività” della superficie occupata mantengono l’“iniquità di un sistema” che non stimola a comportamenti virtuosi, anche perché dovrebbero ridistribuire il “peso” dei costi della gestione del servizio, con polemiche conseguenti facilmente prevedibili.

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