Controlli, supporto tecnico-scientifico e comunicazione ambientale a 360° rendono l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana un punto di riferimento per Istituzioni, imprese e cittadini.

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Attiva dal 1996 e riformata recentemente nel 2009, ARPAT, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, attraverso le proprie Strutture, dislocate in tutto il territorio regionale, garantisce l'attuazione degli indirizzi regionali nel campo della prevenzione e tutela ambientale.
Perfettamente integrata nel territorio e puntualmente capace di rispondere alle diverse richieste nei più disparati settori afferenti al mondo ambientale, ARPA Toscana rappresenta una struttura di eccellenza nel panorama nazionale.
Abbiamo intervistato Paola Querci, Direttore amministrativo, e Marco Talluri, Responsabile della comunicazione, per conoscere meglio questa realtà.

Dott.ssa Querci, quali sono le principali attività che vedono coinvolta ARPAT?
ARPAT è regolata dalla L.R. 30/2009, che ha profondamente riformato e rinnovato il nostro assetto.
L'Agenzia sviluppa la sua attività su 3 filoni: controllo, supporto tecnico-scientifico a soggetti pubblici nell'ambito di processi autorizzativi e diffusione della conoscenza ambientale.
Queste attività sono svolte in tutte le sedi dell'Agenzia diffuse sul territorio regionale, da quelle provinciali a quelle più piccole. Tale capillarità ci permette un contatto più stretto con gli Enti locali.
La riorganizzazione, avvenuta nel 2012, ha riguardato laboratori e servizi ed è intervenuta su 3 aree vaste: Centro, Costa e Sud. I laboratori, precedentemente dislocati nelle varie sedi, ora sono 5: uno per ogni Area Vasta e 2 satelliti. C'è stato un iniziale disorientamento ma dai dati di bilancio è emerso un notevole risparmio, infatti grazie a questa riorganizzazione, a fronte di una diminuzione delle risorse in entrata e del personale, l'Agenzia ha mantenuto, anzi migliorato, le sue prestazioni.
Molto è dovuto anche alla nostra politica volta a sviluppare un proprio sistema di gestione con l'accreditamento ISO/IEC 17025 e la certificazione ISO 9001, grazie ai quali si sono raggiunti ottimi risultati non solo nei processi relativi al laboratorio o ai servizi, ma in tutti i processi a supporto (approvvigionamento, gestione delle risorse umane, gestione delle infrastrutture e ambiente di lavoro, ecc.) indispensabili per il buon funzionamento di un’organizzazione.

Dott. Talluri, una delle attività fondamentali di ARPAT è la comunicazione e l'informazione. Come si sta muovendo l'Agenzia in questo settore?
La crescente attenzione verso le tematiche ambientali ha reso il pubblico sempre più consapevole, pertanto negli ultimi anni ci siamo concentrati sullo sviluppo dei sistemi on line, attraverso il restyling del sito, che ha portato risultati considerevoli: negli ultimi due anni abbiamo raddoppiato le visite.
Ogni anno pubblichiamo circa 8000 contenuti ambientali e abbiamo una newsletter che raggiunge quasi 60.000 utenti in tutta Italia.
Siamo molto presenti nei social network per essere al passo coi tempi e soprattutto per la continua ricerca di dialogo; inoltre, strumenti come Twitter permettono di dare notizie in tempo reale.
Due anni fa abbiamo iniziato a pubblicare l'Annuario dei dati ambientali, per mettere le nostre conoscenze a disposizione di tutti.
Infine, ci siamo concentrati sull'info-grafica, per rendere più leggibili e semplici i dati a nostra disposizione

Dott.ssa Querci, nel panorama nazionale delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente e Servizi Tecnici, ARPA Toscana figura come struttura di eccellenza. Come si è raggiunto questo importante livello?
Posso dire con orgoglio che la forza dell'Agenzia si fonda sulla professionalità del nostro personale, che è altamente specializzato e in grado di garantire un livello elevato nelle attività. Inoltre, i nostri dipendenti hanno una particolare sensibilità alla sostenibilità e all'ambiente.

 

L'Agenzia è in grado di assicurare al cittadino un ambiente sano e sicuro?
Dott.ssa Querci: Dai dati a nostra disposizione non emergono in Toscana situazioni di allarme sul territorio, in parte grazie all'attenzione degli Enti e alla sensibilità dei cittadini.

Dott. Talluri: Due anni fa durante l'incidente della nave Concordia, ricordo con soddisfazione un'intervista a un'abitante dell'Isola del Giglio. Il giornalista le chiese se fosse preoccupata per la situazione drammatica e il potenziale pericolo per l'ambiente marino e la signora rispose "No, siamo tranquilli perché ogni giorno ARPAT ci mette a disposizione i dati sullo stato di salute delle acque del Giglio".
Credo che questa risposta sia il massimo riconoscimento al buon lavoro della nostra Agenzia!