Aprile 2014: CO2 oltre la soglia simbolica di 400 ppm

Aprile 2014: CO2 oltre la soglia simbolica di 400 ppm

Nonostante i media abbiamo fatto confusione tra inquinamento atmosferico e concentrazioni di gas serra, dimostrando ancora una volta che si punta più sul sensazionalismo anziché sulla corretta informazione scientifica, non c’è dubbio che la notizia che in tutti i giorni del mese appena trascorso si sia superato il limite di sicurezza costituisce un ulteriore allarme per il riscaldamento globale del Pianeta.

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Immagine delle conseguenze del passaggio il 27 aprile 2014 presso Mayflower, Contea Faulkner (Arkansas) del tornado EF4 che ha viaggiato alla velocità di 270-320 km orari (fonte: NOAA).

Contrariamente a quanto divulgato in modo errato dalla maggior parte dei media, il mese di Aprile 2014 non è stato il mese più inquinato della storia, bensì il mese in cui il livello di anidride carbonica in atmosfera ha costantemente superato la concentrazione di 400 ppm  (1 ppm equivale ad 1 cm3 in 1 m3).

Non è che con questa precisazione la notizia sia meno allarmante, ma serve ad evidenziare il pressapochismo con cui si danno le informazioni scientifiche, estraendone solo la parte sensazionalistica della notizia che non permette all’opinione pubblica di comprendere l’attuale dibattito sui cambiamenti climatici alla stessa stregua di quelle che negano ogni responsabilità antropica del global warming.

Quando si parla di inquinamento atmosferico ci si riferisce a quelle concentrazioni di sostanze che hanno impatti diretti sulla salute umana (composti dello zolfo, dell’azoto, idrocarburi aromatici, composti alogenati, ozono, PM, ecc.). L’anidride carbonica (CO2), viceversa, incide prevalentemente sulla temperatura dell’atmosfera, anche se le conseguenze non sono meno allarmanti.

La “notizia” che ha fatto il giro del mondo è stata desunta da un post di Climate Central, ONG statunitense che riunisce eminenti scienziati del clima e giornalisti scientifici la cui mission è di svolgere attività di ricerca e di informare il pubblico statunitense dei risultati, al fine di sostenere un dibattito senza avanzare idee per misure politiche, legislative e tecnologiche per affrontare i cambiamenti climatici.

Ogni giorno del mese di aprile ha visto il superamento costante delle 400 ppm”, ha affermato Pieter Tans, climatologo della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration).

I livelli di anidride carbonica in atmosfera vengono costantemente monitorati dal 1958 dal Mauna Loa Observayory (Hawaii), allorché la concentrazione si attestava a 316 ppm. Da allora il tracciato ha segnalato un aumento continuo della diffusione dei gas serra, tant’è che il primo superamento di 400 ppm si era registrato il 9 maggio 2013, ma quest’anno il limite è stato superato con due mesi di anticipo e quel che è più preoccupante è che è rimasto costantemente al di sopra per tutto il mese di aprile. Secondo gli scienziati, la Terra ha conosciuto livelli simili di CO2 in atmosfera, sulla base delle conoscenze paleoclimatologiche acquisite, da 800.000 a 15 milioni di anni fa, quando le condizioni di “vita” sul nostro Pianeta erano assai diverse dalle attuali, con temperature e livello dei mari più elevati. 

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Andamento delle concentrazioni di CO2 da 800.000 anni fa ad oggi e sulla parte destra dell’immagine la Curva di Feeling, evidenziando l’andamento delle stesse dal 1958 ad oggi, mostra chiaramente l’impennata negli ultimi decenni e il livello raggiunto delle 400 ppm  (fonte Climate Central) 

C’è da osservare, spiega climatecentral.org, che la concentrazione di anidride carbonica varia stagionalmente e alle diverse latitudini: aumenta in inverno e primavera, raggiungendo di solito il picco a maggio con la fioritura delle piante, per poi diminuire quando le piante cominciano ad assorbire la CO2, che la fotosintesi, anche se la capacità della biosfera di prelevare il biossido di carbonio dall’atmosfera non ha potuto evitare l’aumento di circa 2 ppm all’anno della concentrazione, per cui c’è da aspettarsi che il livello di 400 ppm sarà superato assai presto per tutto l’anno per effetto dell’accumulo.

È un po’ come le onde di una marea montante - ha sottolineato Ralph Keeling, geochimico dello Scripps Institution of Oceanography e tra i responsabili del Progetto di monitoraggio del Mauna Loa Observatory - Finché continueremo a bruciare combustibili fossili ai ritmi attuali, le concentrazioni continueranno ad aumentare in questo modo”.

Era stato il padre di Ralph e fondatore del Progetto, Charles Keeling, a dimostrare per primo l’aumento costante della CO2 in atmosfera con un grafico che ha preso il suo nome (Curva di Keeling).

Il valore di 400 ppm è simbolico, posto convenzionalmente dalla comunità scientifica e all’interno dei negoziati sul clima dell’UNFCCC quale limite oltre il quale si rischiano irreversibili effetti dei cambiamenti climatici, anche se il climatologo James Hansen sostiene che il livello di sicurezza è di 350 ppm, tant’è che si è costituito una ONG ambientalista di cui co-fondatore è Bill McKibben, scrittore scientifico molto conosciuto anche in Italia per le traduzioni dei suoi libri, che si prefigge di promuovere un movimento globale per il clima e per informare i cittadini sui rischi dei cambiamenti climatici. Per ritornare a tali livelli di concentrazione, l’economia globale dovrebbe ridurre progressivamente il consumo di combustibili fossili e fare maggior affidamento sulle fonti rinnovabili, sull’efficienza energetica e sulle pratiche sostenibili in tutti i settori (agricoltura, trasporti, produzione, ecc.). 

Keeling afferma di ricordare “quando le concentrazioni erano inferiori a 350 ppp” e che gli sembra un po’ surreale aver appena segnalato che ora hanno superato le 400 ppm, anche se era praticamente inevitabile che saremmo arrivati a questo punto, ci vuole ancora del tempo per abituarsi”.

Speriamo che non ci si debba abituare perché, anche se non è possibile determinare esattamente per il sistema climatico il punto di non ritorno (tipping point), potrebbe verificarsi quel che l’editorialista di “The New YorkerElizabeth Kolbert ha colto con l’appropriata similitudine della barca a remi: “Può inclinarsi da un lato e poi tornare a posto. Può inclinarsi di nuovo e ritornare a posto. Ma viene la volta che si inclina e raggiunge l’altro stato stabile, che consiste nel restare capovolta”.

 

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