Animali e piante stressati dalle ondate di calore

Animali e piante stressati dalle ondate di calore

L'allarme per le produzioni in calo per effetto dello stress da ondate di calore di animali e piante, lanciato da Coldiretti ha trovato vasta eco mediatica, soprattutto per la notizia che gli allevatori sono costretti a far docce e usare ventilatori per aiutare mucche e suini a resistere.
Oltre agli animali, anche le colture per effetto delle alte temperature sono stressate e subiscono un arresto di crescita, con una riduzione della raccolta.

allevamento mucche

L'allarme lanciato da Coldiretti nei giorni scorsi per le condizioni di stress da caldo che subiscono gli animali allevati è stato ripreso da varie agenzie di stampa estere che, in particolare, hanno sottolineato la notizia che sono state installate nelle stalle e porcilaie docce e/o sono entrati in funzione ventilatori e condizionatori per consentire agli animali di rinfrescarsi durante la persistente ondata di calore che fa salire la colonnina di mercurio a 40 °C. Anche gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo, perché ogni mucca, ad esempio, arriva a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi.

La situazione più difficile si registra nella pianura padana, dove alle alte temperature si associa un elevato livello di umidità. Nonostante le misure intraprese per limitare i danni negli allevamenti lombardi dove si produce il 40% del latte italiano si sono prodotti nei primi 15 giorni di luglio 20 milioni di litri di latte in meno.
"A livello nazionale sono già 50 milioni i litri di latte persi per colpa del caldo - informa la Coldiretti - Per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 °C e oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono di più, rischiando episodi di congestione idrica, e producono meno latte".

Nessun miglioramento è previsto a breve per effetto dell'anticiclone "Caronte" che è subentrato a "Flegetonte", facendo ricordare l'estate 2003, allorché vi fu un numero record di vitellini morti.
Gli allevatori, in questa situazione, patiscono anche nel portafoglio: per loro la calura significa, oltre a un aumento di sudore e fatica, un incremento dei costi alla stalla per maggiori consumi di acqua ed energia, per aiutare gli animali a resistere.

Sono stati accesi i condizionatori anche nei locali dove vengono allevati i maiali, per evitare che si superino i 28 °C, limite oltre il quale i suini denunciano problemi di fertilità e iniziano a mangiare fino al 40% in meno della consueta razione giornaliera.

Nei pollai si è già registrato un calo fra il 5 al 10% nella deposizione delle uova, mentre le api volano meno quando è umido e molto caldo e tendono a rimanere a terra, senza riuscire più a prendere il volo, mettendo così a rischio la produzione di miele.

Non va meglio nei campi dove gli ortaggi, nonostante un’irrigazione quotidiana, rischiano di appassire precocemente o di subire scottature solari. Tra le verdure più esposte insalata e pomodori che non riescono più a lavorare e si fermano.

Preoccupazione anche sul fronte del mais, con il rischio che la spiga non si riempia a dovere e che l'inizio della raccolta debba essere anticipata di 15 giorni, come avverrà probabilmente per la vendemmia, con una produzione ridotta in entrambi i casi.

Intanto i livelli dei principali laghi lombardi continuano a diminuire: il lago Maggiore sta perdendo 2 cm al giorno portandosi il 17 luglio a 98,3 cm, il lago di Como è sceso da 36,9 a 32,2 centimetri, il Garda è passato dai 100 cm del 1° luglio agli 83,1 cm del 17 luglio, mentre addirittura alla stessa data il lago d’Iseo si attesta a 17 cm, perdendo circa 4 cm al giorno dall'inizio del mese.

(Immagine di copertina: fonte Voghera News)                                                                                                                                                                                                      
 

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