Dal divieto di smaltire in discarica rifiuti con PCI > di 13.000 kJ/kg alle sanzioni per mancata iscrizione al SISTRI, dal termine entro il quale bandire la gara e affidamento dei lavori per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico al perdurare delle attuali modalità di gestione dei rifiuti in Campania, sono molti i differimenti in materia “ambientale” introdotti dal Parlamento in sede di conversione del Decreto.
Mancano, però, quelli per impedire l’entrata in vigore della nuova “controversa” classificazione dei rifiuti pericolosi, prevista dal DL n. 116/2014, che tanto rumore sta facendo tra gli operatori del settore.

milleproroghe

Approvato con voto di fiducia anche dal Senato il 26 febbraio 2015, il cosiddetto Decreto “Milleproroghe” è diventato Legge (G.U. n.49 del 28-2-2015) senza alcuna modifica rispetto al testo licenziato dalla Camera, con strascichi polemici per i tempi diversi concessi ai due rami del Parlamento.

Numerose le novità introdotte rispetto al testo originario, ma in questa sede ci occupiamo a Proroga di termini in materia ambientale (Art. 9).

Comma 1: viene prorogato dal 30 giugno al 31 dicembre 2015 il termine previsto per l’entrata in vigore del divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti (urbani e speciali) con PCI (Potere calorifico inferiore) superiore a 13.000 kJ/kg.
Il divieto, non previsto dalla Direttiva 99/31/CE sulle Discariche, era stato introdotto nel 2003 al fine di imporre l'obbligo del recupero energetico di questi rifiuti mediante processi di termovalorizzazione.
Di fatto non è mai entrato in vigore per successive e continue proroghe, non essendoci in Italia sufficienti inceneritori per la termovalorizzazione di rifiuti con tali caratteristiche.
Tant’è che nel “Collegato Ambientale” è prevista l’abrogazione definitiva dello stesso divieto.
Resta il fatto che dopo tanti anni rimaniamo a parlare di alternativa discarica/inceneritore, quando a livello di legislazione europea, nell’ottica di un’economia circolare che recuperi materie e risparmi risorse, è previsto il divieto di conferimento in discarica di tali risorse.

Comma 2: il termine del 28 febbraio 2015 entro il quale deve intervenire la pubblicazione del bando di gara e affidamento dei lavori per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, pena la revoca del finanziamento statale concesso dal comma 111 della legge di Stabilità 2014, viene prorogato al 30 giugno 2015.
Le risorse revocate sarebbero dovute confluire in un apposito fondo presso il Ministero dell'Ambiente e riassegnate, sempre per interventi di mitigazione, ma secondo criteri, modalità e entità definite con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che per la definizione si può avvalere dell'apposita unità di missione.

Comma 3: la decorrenza delle sanzioni previste dal D.lgs n. 152/2006 (il cosiddetto “Testo Unico Ambientale”) per l’omessa iscrizione al SISTRI (Sistema di tracciabilità dei rifiuti) viene prorogata dal 1° febbraio al 1° aprile 2015, nonostante le organizzazioni imprenditoriali e di categoria interessate avessero richiesto che anche questa penalità conseguente alle inadempienze al Sistema fosse spostata come le altre al 1° gennaio 2016.
Rinviando a quanto abbiamo recentemente commentato su questo per questo “tormentone”, compreso il “pasticcio” normativo creatosi con le modifiche introdotte che intervengono dopo oltre un mese dall’operatività delle sanzioni, in questa occasione ci limitiamo ad osservare che l’indisponibilità del Governo al differimento è stata probabilmente determinata dalla necessità di limitare gli indennizzi da sborsare alla Selex, la Società concessionaria, per i costi di produzione che sono garantiti per tutto il 2015.

Comma 4: viene differito dal 28 febbraio al 30 settembre 2015 il termine previsto, dal comma 7 dell’art. 7 del DL 12 settembre 2014, n. 133 (il cosiddetto “Sbocca Italia”), per l’eventuale attivazione della procedura di esercizio del potere sostitutivo del Governo, anche con la nomina di appositi Commissari straordinari, al fine di accelerare la progettazione e la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione oggetto di procedura di infrazione o di provvedimento di condanna della Corte di giustizia europea, in ordine all’applicazione della Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane.
Anche in questo caso, le risorse revocate sarebbero dovute confluire in apposito fondo, istituito presso il Ministero dell'Ambiente, destinato al finanziamento degli interventi relativi alle risorse idriche.
Si continua a rinviare la soluzione del problema, pur in pendenza di procedure di infrazione e di procedimento di condanna della Corte di Giustizia dell'Unione europea in ordine all'applicazione della Direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane, rischiando di trovarsi in una situazione di sospensione dei finanziamenti UE come per le “quote latte”.

Nella conversione in Legge al Decreto sono stati aggiunti dei commi.
Comma 4 bis: si proroga da 60 a 120 giorni dopo la pubblicazione della proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per il sito unico di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, il termine per il Seminario nazionale promosso dalla Sogin S.p.A. sugli aspetti tecnici relativi al Parco Tecnologico.

Comma 4 ter: viene differito al 31 dicembre 2015 il termine fino a cui in Regione Campania, le attività di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti e smaltimento o recupero inerenti alla raccolta differenziata possono continuare ad essere gestite secondo le attuali modalità e forme procedimentali dai Comuni.
Questa possibilità era stata disposta per la prima volta “in fase transitoria, fino e non oltre il 31 dicembre 2010” dal DL n. 195 /2009 “Disposizioni urgenti sui Rifiuti in Campania”.
Negli anni seguenti, tuttavia il termine è stato differito, e il DL 14 gennaio 2013 aveva previsto che alla scadenza (30 giugno 2013) si dovessero applicare le disposizioni del DL 6 luglio 2012, n. 95 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” per cui “l’organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi sono funzioni fondamentali dei comuni”.

Comma 4 quater: la proroga di cui al comma 4 ter è disposta nelle more della riorganizzazione del ciclo dei rifiuti in Campania.

Comma 4 quinquies è prorogata al 31 dicembre 2015 l'efficacia delle disposizioni di cui all'ordinanza 3554 del 2006 “Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare la grave situazione di emergenza, determinatasi nello stabilimento Stoppani sito nel comune di Cogoleto”.
La scadenza del 31 dicembre 2014 era stata “dimenticata” e, in questo caso, il Parlamento è intervenuto opportunamente, anche se nel frattempo il Prefetto di Genova, Commissario all’uopo designato, aveva adottato un provvedimento contingibile ed urgente al fine di garantire la prosecuzione degli interventi di messa in sicurezza di emergenza del sito di interesse nazionale (SIN), scongiurando che dovesse occuparsene la Regione Liguria.
La ex “Luigi Stoppani”, fabbrica chimica sita in Cogoleto (Genova) specializzata nella lavorazione di metalli pesanti, come il cromo e il nichel, per anni aveva continuato a produrre inquinando in maniera pesante, i terreni, le falde acquifere ed anche il litorale nelle vicinanze (Arenzano), fino a che il sito era stato inserito nel 2001 nel Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale.

Nella conversione in Legge si è aggiunto pure l’articolo 9 bis - “Proroga della Commissione istruttoria per l'attuazione ambientale integrata - IPPC”.
La Commissione in carica al 31 dicembre 2014 è stata prorogata nelle proprie funzioni fino al subentro dei nuovi componenti, nominati con successivo Decreto del Ministro dell’Ambiente”.

Possibile che in questo “florilegio” di proroghe Governo e Parlamento non siano riusciti a trovare il modo di differire l’entrata in vigore (18 febbraio 2015) delle “controverse” norme introdotte con il DL n. 91/2014 e la relativa Legge di conversione sulla classificazione dei rifiuti e attribuzione delle caratteristiche di pericolo, che rischiano di bloccare la gestione dei rifiuti in tutta Italia, come specificato nella nota delle Associazioni degli operatori del settore, tanto più che dal 1° giugno 2015 entreranno in vigore le nuove norme europee sulle modalità di classificazione dei rifiuti, a cui la normativa nazionale dovrà adeguarsi?