Alle Olimpiadi della sostenibilità una casa galleggiante energeticamente autonoma

Alle Olimpiadi della sostenibilità una casa galleggiante energeticamente autonoma

Ospita il quartier generale della delegazione danese

Panasonic London Houseboat 2-1024x703

In occasione delle Olimpiadi 2012, in coerenza con il principio della “sostenibilità” che l’evento ha assunto a fattore di sistema (cfr: “Le Olimpiadi della Sostenibilità”, in Regioni&Ambiente, n. 7/8 luglio-agosto 2012, pag. 59 e segg.) è stata realizzata sul Tamigi una House-boat, una casa galleggiante totalmente autonoma nella produzione di energia, in virtù di un sistema di 8 ampi pannelli solari installati sul tetto, che producono 1.670 kWh all’anno, quantità sufficiente per rendere autosufficiente una famiglia, e che ridurranno di circa 1 tonnellata le emissioni di CO2.

La cella fotovoltaica è composta da 4 elementi che formano un disegno esagonale a nido d’ape, con conseguente riduzione degli scarti nel corso della fabbricazione ed ottimizzazione nello sfruttamento della superficie del pannello. I moduli, inoltre, hanno il vetro antiriflesso che riduce le perdite causate dalla riflessione e dalla diffusione della luce solare. L’aumento dell’assorbimento che ne consegue permette che più luce solare raggiunga le celle, incrementandone l’efficienza. Questo effetto si osserva meglio al mattino e alla sera quando il sole è basso all’orizzonte, e quindi “scalda” di meno. Il risultato che ne deriva è un modulo ad alta efficienza, che permette la realizzazione di impianti in grado di produrre potenze elevate, pur con ridotte disponibilità di superficie.
Inoltre, grazie al minor voltaggio anche il costo d’installazione ne risente in positivo: poiché le celle sono in parte collegate in parallelo l’una con l’altra, i moduli hanno una minore tensione d’uscita rispetto a moduli precedenti, così che può essere configurata una singola stringa fino a 20 moduli con una capacità di 5kWp. Il minor numero di stringhe in parallelo con una configurazione semplificata riduce i costi di installazione e di materiali quali componenti elettriche e cavi.
La “casa galleggiante” sta ospitando la delegazione degli atleti danesi nel corso dei Giochi, ma costituisce il primo passo di un progetto più ampio che prevede il lancio di ulteriori case galleggianti ancora più flessibili ed ecosostenibili.
Grazie all’attenzione del mondo intero sui Giochi Olimpici di Londra, la speranza è di aumentare la consapevolezza e l’interesse nei confronti delle energie rinnovabili, prima fra tutte quella prodotta dal sole, a dimostrazione di come anche le grandi metropoli del nord Europa possano essere sempre più sostenibili.


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