Alla caccia del “tesoro” dei RAEE

Alla caccia del “tesoro” dei RAEE

Il Consorzio Ecodom avvia la campagna “Garage story” per il corretto recupero delle importanti risorse contenute nelle apparecchiature obsolete conservate egualmente nelle case. Ma senza un incentivo che premi il cittadino virtuoso, gran parte di quel “tesoro” giacerà ancora a lungo nei garage, negli scantinati o nelle soffitte.

garage story

Una tonnellata di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), contiene tanto oro quanto 5-15 tonnellate di minerale aurifero, e quantità di rame, alluminio e metalli rari che superano di gran lunga i livelli che si riscontrano nei minerali grezzi”.
Questa annotazione sull’importanza dei RAEE per un uso efficiente delle risorse è contenuta nella pubblicazione, avvenuta nello scorso mese di ottobre 2013, del Programma Ambiente delle Nazioni Unite: “Linee Guida per le strategie nazionali di gestione dei rifiuti”.

La rievoca in qualche modo la Campagna “Garage Story. Il tesoro nascosto in garage e cantina da recuperare”, avviata da Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici), il Sistema collettivo che gestisce, senza fini di lucro, il trasporto e il trattamento degli elettrodomestici a fine vita provenienti dai nuclei domestici, riferiti ai seguenti Raggruppamenti: R1 (frigoriferi, condizionatori); R2 (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua); R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione).
Si stima che in casa, in cantina o in garage di ogni famiglia italiana ci siano in media 8 elettrodomestici, fra grandi e piccoli, non funzionanti o comunque non utilizzati, per un totale di circa 200 milioni di pezzi, circa il 20% delle apparecchiature elettriche ed elettroniche possedute.
Secondo il "Rapporto di ricerca sulle abitudini di utilizzo e smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei consumatori italiani", commissionata nel 2012 a Ipsos da Ecodom, al primo posto, tra i grandi elettrodomestici, troviamo i condizionatori portatili (il 32% non sono più in uso), seguiti da asciugatrici (21%) e da boiler elettrici (16%). Tra i piccoli, invece, sul podio le pianole (48%), seguite dai video registratori (43%) e dai monitor per il tubo catodico (38%). In cucina restano inutilizzate anche le friggitrici (32%), i macinacaffè (31%) e i tostapane (20%).

Sulla base di questi presupposti, Ecodom ha voluto indagare sulle motivazioni e sugli atteggiamenti alla base di questo fenomeno, conducendo una Ricerca effettuata in collaborazione con la Doxa, i cui risultati sono stati presentati il 13 novembre 2013 a Milano, presso Dream Factory.
Ne sono emersi 10 profili che riassumono i tratti comuni alla maggior parte delle famiglie italiane, raggruppabili a loro volta in 3 grandi filoni.

Il filone numericamente più rilevante (31%) è costituito dai:
- Pigri (10%): “So che dovrei portali in un’isola ecologica, ma non trovo mai il tempo di farlo”;
- Disinteressati (12%): “Non mi pongo il problema, lì dove sono non danno alcun fastidio”;
- Disinformati (9%): “Non saprei nemmeno dove e a chi rivolgermi per liberarmene”.

Il secondo filone, con un “peso” del 29% raggruppa:
- Oculati (11%): “Non si sa mai, anche se sono apparecchi vecchi un giorno potrei riutilizzarli o regalarli, potrebbero sempre servire”;
- Conservatori (10%): “Meglio avere un apparecchio di scorta, anche se non in ottime condizioni, nel caso mi si rompesse quello che uso”;
- Appassionati-fai-da-te (8%): “Mi piace conservare gli apparecchi, un giorno potrei provare o imparare a ripararli”.

Un terzo gruppo che assomma al 20% è dato da:
- Idealisti (11%): “Gli apparecchi di una volta non esistono più, magari domani potrebbero diventare oggetti di design”;
- Nostalgici (9%): “Anche se non servono più preferisco tenerli, ci sono affezionato/a e potrei utilizzarli diversamente”.

A sé stanti ci sono le categorie dei:
- Polemici (11%): “Sono pesanti ed ingombranti e per me è faticoso portarli in un’isola ecologica, dovrebbe esserci un servizio di ritiro a domicilio”;
- Diffidenti (9%): “Non sono sicuro di dove vanno a finire questi rifiuti, piuttosto che mandarli in discarica o chissà dove preferisco tenerli in cantina/garage”.

Ad ognuna di queste categorie “Garage Story” offre l’opportunità di approfondire una tematica dando a tutte le informazioni pertinenti alle loro perplessità e ritrosie, sottolineando anche il rischio ambientale derivante dal suo non corretto comportamento.
"Attraverso questa iniziativa - ha spiegato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom - il Consorzio ha voluto veicolare, in una forma agevole, fruibile e originale, consigli e informazioni sul corretto trattamento dei RAEE, per evidenziarne, ancora una volta, le potenzialità e i rischi, e ricordare quanto il comportamento di ciascuno di noi possa contribuire concretamente alla salvaguardia dell'ambiente".

urban mining

Crediamo che se si continuerà a far pagare la tariffa o tributo per la gestione integrata dei rifiuti urbani sulla base della superficie dell’immobile occupato, anziché sulla quantità e qualità dei rifiuti conferiti, il “tesoro” con ogni probabilità continuerà a rimanere nelle “urban mine”. Viceversa, se si introducesse un sistema premiante per il comportamento virtuoso del cittadino che si disfa del “tesoro”, ma riceve in cambio un bonus sul corrispettivo della tassa/tributo da pagare, le “miniere urbane” potrebbero essere coltivate a cielo aperto.

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