Al Via l’Anno Europeo dello Sviluppo

Al Via l’Anno Europeo dello Sviluppo

In una situazione economica e sociale dell’Europa particolarmente grave e sotto l’emozione dell’attentato di Parigi, che rischiano di compromettere l’obiettivo di stimolare l’interesse attivo dei cittadini europei nella cooperazione allo sviluppo che è alla base della Decisione assunta da Parlamento europeo e Consiglio, si svolgerà domani la cerimonia di inaugurazione dei lavori che si articoleranno nel corso dell’anno.

european year development 2015

Domani, 9 gennaio 2015, con la cerimonia di apertura che si svolgerà presso la Biblioteca Nazionale della Lettonia a Riga, alla presenza del neo Presidente di turno dell’Unione europea, il Primo Ministro Lettone Laimdota Straujuma e il Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker, inizieranno ufficialmente i lavori per l’attuazione dell’Anno Europeo dello Sviluppo.
Il 16 aprile 2014, con Decisione comune il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea proclamavano il 2015 European Year for Development (EYD), il cui motto è “Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro” (Our world, our dignità, our future), con l’obiettivo di:
- informare i cittadini europei circa la cooperazione allo sviluppo dell’UE, sottolineando ciò che l’Unione europea può già ottenere quale maggiore donatore di aiuti al mondo e come potrebbe fare di più con gli sforzi congiunti dei suoi Stati membri e delle sue istituzioni;
- stimolare l’interesse attivo dei cittadini europei nella cooperazione allo sviluppo e promuovere un senso di responsabilità e opportunità per quanto riguarda la loro partecipazione alla formulazione e attuazione delle politiche; nonché
 - aumentare la consapevolezza del ruolo della cooperazione allo sviluppo dell’UE, che comporta un’ampia gamma di benefici non solo per i beneficiari, ma anche per i cittadini dell’UE, in un mondo sempre più mutevole e interdipendente.

L’evento interviene in una situazione economica e sociale dell’Europa particolarmente grave, con oltre 25 milioni di disoccupati, secondo i dati Eurostat, dei quali ben 3,5 milioni in Italia, come ha certificato il 7 gennaio 2015 l’Istat.
Come se non bastasse, il vile attentato di ieri nel cuore di una città simbolo dell’Unione europea, rischia di alimentare la diffidenza nei confronti dei migranti che scappano dai loro Paesi per guerre o per fame, minando alla base il presupposto fondamentale della Decisione: stimolare l’interesse attivo dei cittadini europei nella cooperazione allo sviluppo e promuovere un senso di responsabilità e opportunità per quanto riguarda la loro partecipazione alla formulazione e attuazione delle politiche.

Le politiche di sviluppo sono radicalmente cambiate negli ultimi anni. Lasciata alle spalle la tradizionale relazione tra donatore e beneficiario, oggi l’accento è sempre più su un approccio alle sfide globali di reciproco interesse basate sulla parità con i Paesi partner.
L’indagine Eurobarometro dell’ottobre 2012 ha messo in evidenza forti lacune di conoscenza, per cui il 53% degli intervistati afferma di non sapere nulla sulla destinazione degli aiuti dell’UE, mentre il 44% dichiara di non sapere dove vadano gli aiuti bilaterali del proprio Paese.
Dall’inchiesta è emerso, inoltre, che l’impegno personale è in lieve diminuzione e che la percezione della cooperazione allo sviluppo e dell’importanza ad essa attribuita all’interno dell’UE varia notevolmente da un Paese all’altro.

Per evitare che l’Anno europeo per lo sviluppo non si trascini stancamente, come una delle tante manifestazioni celebrative che si susseguono di anno in anno, senza lasciare orma del suo passaggio, bisogna cominciare ad affrontare il problema delle disuguaglianze a livello globale, in Europa e in Italia, senza fare differenze tra chi è vicino e chi è lontano, secondo l’approccio della Comunicazione “Un'esistenza dignitosa per tutti: sconfiggere la povertà e offrire al mondo un futuro sostenibile”, con la quale l’Unione europea indicava una serie di tematiche cruciali (standard di vita essenziali, motori della crescita inclusiva e sostenibile, gestione sostenibile delle risorse naturali, equità, uguaglianza, giustizia, pace, sicurezza) applicabili a tutti i Paesi, che tenga conto di tutte le categorie di cittadini e che garantisca un partenariato reale tra Stati, società civile e settore privato, tanto in ambito nazionale che internazionale. proponendo un quadro globale per affrontare questi enormi problemi.

Il 2015 è, inoltre, l’ultimo anno per conseguire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) definiti in comune, e quello in cui dovranno essere prese le principali decisioni sul quadro che li sostituirà e che guideranno le politiche globali e nazionali fino al 2030 e che avranno come denominatore comune: Sostenibilità (Sustainable Development Goals).
 
L’attuazione dell’EYD2015 sarà imperniata su un’ampia campagna di informazione e comunicazione, finalizzata a sensibilizzare i cittadini agli obiettivi dell'Anno, suddividendo l’Anno in mesi tematici: si inizia da Gennaio con “Europa nel mondo”; “febbraio si concentrerà su “Educazione”; marzo su “Donne e ragazze”; aprile su “Salute”; maggio su “Pace e sicurezza”; giugno su “Crescita sostenibile, lavoro dignitoso e imprese”; luglio sul tema “Bambini e giovani”; agosto su “Aiuti umanitari”; settembre su “Demografia e migrazione”; ottobre su “Sicurezza alimentare”; novembre “Sviluppo sostenibile”; infine, a dicembre “Diritti umani e governance”.

Un Forum ad alto livello si svolgerà a Bruxelles il 3-4 giugno 2015 durante le “Giornate europee dello sviluppo“ (European Development Days).
Le iniziative possono coinvolgere la società civile, le organizzazioni giovanili, le parti sociali, il settore privato, i Parlamenti e le Agenzie nazionali, i Governi nazionali e le autorità regionali e locali e altri soggetti interessati al fine di creare un senso di appartenenza fra i principali soggetti.

Il bilancio complessivo disponibile per lo EYD 2015 è pari a 15 milioni di euro (di cui 6 milioni per gli Stati membri e 1 milione per le ONG, le azioni preparatorie e i materiale per la campagna promozionale).
I 6 milioni saranno divisi in base alla popolazione totale dei Paesi, il costo della vita, con particolare considerazione data ai Paesi che hanno aderito alla UE dopo il 1° gennaio 2004 a causa della loro breve storia di coinvolgimento nella cooperazione.
L’Unione europea, oltre a finanziare direttamente le iniziative a livello europeo che possono essere organizzate in collaborazione con gli Stati membri che detengono la presidenza del Consiglio nel 2015 (Lettonia e Lussemburgo) e co-finanziare quelle intraprese dagli Stati membri, concede un sostegno finanziario per misure messe in campo da organismi pubblici e privati, a condizione che siano attuate nel corso del 2015 e siano suscettibili di contribuire in modo rilevante al raggiungimento degli obiettivi dell’EYD.

Il coordinatore nazionale dell’Italia è il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), ma non c’è ancora un programma diffuso. Probabilmente, molte iniziative si integreranno con gli eventi collegati all’EXPO2015 di Milano.

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