Al via la Macroregione Adriatico-ionica

Al via la Macroregione Adriatico-ionica

Il Governatore delle Marche Spacca eletto Presidente dell'Intergruppo del CdR d’Europa.

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Popoli diversi tra loro i cui destini sono inesorabilmente destinati ad intrecciarsi sulle sponde dello stesso mare. È l’Adriatico, “il mare dell’intimità”, come lo definisce lo scrittore croato, Predrag Matvejevic, secondo il quale “nei tempi più antichi, coloro che approdavano sulle sue sponde si trovavano in imbarazzo: è un golfo o un mare? C’è questa dualità. D’altra parte l’Adriatico attraeva con le sue sponde, le più belle del Mediterraneo”.

Dopo che a dicembre il Consiglio Europeo ha dato formalmente mandato alla Commissione Europea di avviare la strategia operativa che nel 2014 porterà alla creazione della Macroregione Adriatico Ionica, è nato a Bruxelles l’Intergruppo Adriatico-Ionico del Comitato delle Regioni d’Europa, un organismo composto da tutti i gruppi politici presenti nel Parlamento europeo che, durante la riunione costitutiva del 31 gennaio, ha eletto all’unanimità come Presidente, Gian Mario Spacca, Governatore della Regione Marche, in virtù dell’impegno sempre profuso per lo sviluppo della Strategia Adriatico-Ionica e la nascita della Macroregione, che rappresenta una modalità innovativa di cooperazione territoriale tra regioni e nazioni diverse con l’obiettivo comune di uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Non si tratta di una regione geografica dai confini predefiniti, ma una struttura funzionale composta da enti nazionali, regionali e locali che si associano per affrontare insieme un certo numero di problematiche comuni ed interessa i territori di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia.

La Macroregione Adriatico-ionica, che si aggiunge a quella del Baltico e del Danubio, ha preso avvio il 5 maggio 2010 con la “Carta di Ancona”, come proposta strategica della IAI (Iniziativa Adriatico Ionica), avviata a sua volta 10 anni prima dai Capi di Governo e dai Ministri degli Esteri di 6 Paesi rivieraschi.
“Il Comitato delle Regioni - ha dichiarato il Presidente Spacca - ha accolto la nostra richiesta di creare un luogo di confronto tra tutte le Regioni e le Istituzioni dell'area, riconoscendo il particolare momento che tutti i territori che si affacciano sui due mari stanno vivendo. Il Consiglio della UE ha dato infatti mandato alla Commissione Europea di redigere il Piano di azione per la Macroregione Adriatico-Ionica entro il 2014, l'anno di presidenza della Grecia e dell'Italia”.

Le Istituzioni marchigiane da sempre hanno messo in atto iniziative che potessero coinvolgere i Paesi della Macroregione, fin dal 1999, quando per iniziativa del Comune di Ancona e dell'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), è nato il Forum delle Città dell'Adriatico, alle quali si sono aggiunte in seguito quelle dello Ionio, per creare una governance adriatico-ionica, a partire dal tema dello sviluppo sostenibile e, ispirata ai principi di pace, democrazia e valorizzazione della cultura adriatica in ambito europeo.

Attraverso la Macroregione Adriatico-Ionica è possibile, quindi, collegare e mettere in moto idee e azioni per promuovere lo sviluppo sostenibile e, al tempo stesso, proteggere il fragile ambiente marino, costiero e dell’entroterra.
Per concretizzare gli ambiziosi obiettivi dell'Intergruppo Adriatico-Ionico del Comitato delle Regioni d’Europa è necessario il massimo coinvolgimento e la partecipazione attiva delle autorità regionali e locali, accanto agli Stati membri, in un'azione corale che supporti la Commissione Europea in vista della predisposizione del Piano di azione, affinché la strategia si focalizzi immediatamente su priorità fondamentali concertate e ampiamente condivise e attraverso un'azione di governance multi-livello.

Tra le diverse le attività che svolgerà l'Intergruppo, sarà di fondamentale importanza l'avviamento delle collaborazioni con gli intergruppi già esistenti, quello per la regione Baltica e quello per la regione Danubiana.
“Un lavoro utile - ha spiegato Spacca - per recepire le esperienze delle altre due strategie macroregionali europee e valutare azioni comuni nell'ambito dei collegamenti e dei trasporti, a partire dai corridoi Baltico-Adriatico previsti da Europe Connecting Facility”.

Inoltre, verranno stretti dei legami anche con la Commissione Europea; tra le funzioni, infatti, il nuovo Intergruppo dovrà proporre emendamenti relativi a prossimi pareri che abbiano attinenza con la strategia UE Adriatico-Ionica, come ad esempio il prossimo parere che sarà elaborato dalla Commissione Nat (Commissione Risorse naturali) sulla nuova Strategia marittima per il Mare Adriatico e il Mar Ionio lanciata dalla Commissione Europea a Zagabria, in Croazia, lo scorso dicembre.

Nata per stimolare uno sviluppo intelligente, sostenibile e che coinvolga tutti i Paesi dell'area adriatico-ionica, la Strategia si fonda su quattro pilastri ben definiti:

- Ottimizzare il potenziale dell’economia blu, creando condizioni favorevoli all’innovazione e alla competitività in ambito turistico e nel settore del trasporto marittimo;
- Avere un ambiente marino più sano, con lo scopo di garantire un buono stato ecologico dell’ambiente marino e costiero entro il 2020, salvaguardando la biodiversità e gli ecosistemi e riducendo i rifiuti marini, tramite una gestione più efficiente dei rifiuti nelle zone costiere;
- Uno spazio marittimo più sicuro e protetto, attraverso l’applicazione armonizzata delle norme unionali e internazionali vigenti e tramite lo sfruttamento di nuove tecnologie;
- Praticare una pesca sostenibile e responsabile a lungo termine affinché le attività di pesca possano continuare a costituire una risorsa economica per le zone costiere.

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L'obiettivo, quindi, è far sì che il mare diventi uno spazio centrale di innovazione, opportunità economiche e benessere per tutti i Paesi che lo circondano.
Ben 7 paesi sono collegati dal Mare Adriatico e dal Mar Ionio: tre sono Stati membri dell’UE (Grecia, Italia e Slovenia), un Paese è in via di adesione (Croazia), un Paese è candidato (Montenegro) e altri due Paesi sono candidati potenziali (Albania e Bosnia-Erzegovina). La Serbia, a sua volta Paese candidato, è uno degli 8 Membri dell’Iniziativa adriatico-ionica. Inoltre, anche altri Paesi della regione che condividono interessi politici ed economici legati ad attività marittime nell’Adriatico e nello Ionio, possono dunque essere coinvolti, caso per caso, in attività specifiche.

“Data la prospettiva europea dei Paesi dei Balcani occidentali, la circolazione di persone, merci e servizi nel Mare Adriatico e nel Mar Ionio è destinata ad aumentare - ha sottolineato il Commissario UE per gli Affari marittimi e la Pesca, Maria Damanaki - Preservare gli habitat marini e garantire lo sviluppo sostenibile della regione sarà difficile, ed è una sfida per la quale occorre essere preparati. Auspico il contributo di tutte le parti interessate su questo punto e mi auguro di poter elaborare insieme un piano dettagliato di azioni future”.

La Strategia Marittima per il Mare Adriatico e il Mar Ionio sarà definita nei dettagli nell’ambito di un Piano d’azione previsto per la seconda metà del 2013, che fisserà inoltre obiettivi precisi in linea con quelli stabiliti per la Strategia Europa 2020.

La strategia comunitaria per la promozione della blue economy nella Macroregione Adriatico-Ionica è stata fortemente voluta dalla stessa UE, tanto che il Presidente del Comitato delle Regioni dell'Unione europea, Mercedes Bresso, ex Presidente della Regione Piemonte, durante l'Adriatic and Ionian Council - XIII Meeting of the Ministers of Foreign Affairs a Bruxelles aveva espresso la necessità di una cooperazione urgente e più stretta nei settori della sicurezza, dei trasporti e della tutela dell'ambiente.

“Dalla sovrapesca all'inquinamento chimico, l'Adriatico e lo Ionio affrontano molte sfide che possono essere risolte solo se tutti i Paesi limitrofi spingono nella stessa direzione. - aveva spiegato la Bresso - Eppure, le opportunità dell'emergente green e blue economy possono essere colte solo se si evita un approccio frammentario. Dobbiamo agire in fretta e chiediamo a tutte le istituzioni dell'Ue di utilizzare la loro influenza politica e la loro competenza tecnica. Una strategia europea per l'intera macroregione adriatica-Ionica ci darebbe i mezzi per affrontare questi temi insieme”.

Dopo la “ufficializzazione” della Macroregione con la nascita dell'Intergruppo Adriatico-ionico delle Regioni d'Europa, spetta ora agli Enti l'onere e l'onore di dar vita a una governance efficiente di buone pratiche.


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