Agenzia Internazionale dell’Energia: “L’efficienza energetica non è più il carburante nascosto”

Agenzia Internazionale dell’Energia: “L’efficienza energetica non è più il carburante nascosto”

La direttrice esecutiva dell’AIE, Maria van der Hoeven, ha sottolineato l’importante e decisivo ruolo che spetta al mercato dell’efficienza energetica nella riduzione dei consumi di combustibili fossili. In Italia siamo ancora ai primi passi, nonostante il settore possa costituire per il nostro Paese un vero e proprio immenso "giacimento petrolifero".

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L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha pubblicato oggi 16 ottobre 2013 il suo primo “Rapporto sul Mercato dell’Efficienza Energetica” (Energy Efficiency Market Report. Market Trends and Medium-Term Prospects), sottolineando in tal modo che l’entità degli investimenti globali nel settore dell’efficienza energetica e il loro contributo alla domanda di energia hanno assunto un ruolo e un peso come quelli nei settori delle fonti energetiche fossili e delle rinnovabili.

 


"L'efficienza energetica è stata definita un 'carburante nascosto', eppure il suo ‘nascondiglio’ è sotto gli occhi di tutti - ha dichiarato Maria van der Hoeven, Direttrice esecutiva dell'AIE presentando il Rapporto al Congresso Mondiale dell'Energia (World Energy Congress), l’appuntamento triennale più autorevole del dibattito energetico internazionale in corso di svolgimento in Corea del Sud (Daegu, 13-17 ottobre 2013) - Infatti, l’ammontare degli investimenti per l’efficienza energetica e il risparmio energetico solo tali da porsi questa domanda: l’efficienza energetica è solo un carburante nascosto o piuttosto è il primo carburante mondiale?
Ricordiamo che la Direttrice dell’AIE nel giorno della presentazione del primo Rapporto dell’A5R dell’IPCC aveva dichiarato: “Ogni anno che passa, le prove scientifiche sulle cause antropiche dei cambiamenti climatici aumentano, ma l’azione per trasformare il modo in cui produciamo e consumiamo energia è lento. L’energia è responsabile per i due terzi delle emissioni globali di gas a effetto serra e come tale il suo ruolo è centrale nella lotta ai cambiamenti climatici”.
Nel Rapporto si evidenzia che l’efficienza energetica ha attratto nel 2011 investimenti per 300 miliardi di dollari, pari agli investimenti globali nelle energie rinnovabili o alla produzione di energia elettrica da combustibili fossili, con un impatto cumulativo enorme:
- dal 2005 al 2010, le misure di efficienza intraprese in 11 Paesi membri dell’AIE hanno fatto risparmiare l'equivalente energetico di 420 miliardi dollari di petrolio;
- se non fossero state introdotte negli anni passati le misure per l'efficienza energetica, i consumatori di quegli 11 Paesi membri dell'AIE consumerebbero, pagandoli, circa due terzi in più di energia di quella che utilizzano attualmente.
- nel 2010 in questi Paesi, il risparmio energetico derivante dalle misure di efficienza ha superato il consumo di qualsivoglia altra singola fonte di combustibile, evitando, al contempo, di bruciare 1,5 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio, grazie ai miglioramenti di efficienza sviluppati fin dal 1974 (per un confronto, le economie di quei Paesi nel 2010 hanno consumato circa 1 miliardo di tonnellate equivalenti di petrolio dalle attività sviluppate nel corso dello stesso periodo).

La Relazione rileva, inoltre, che due fattori chiave hanno guidato la recente crescita del mercato dell'efficienza energetica: politiche efficaci e prezzo elevato dell’energia. Anche l’etichettatura di standard energetici, l’accesso alle agevolazioni e ai finanziamenti e gli obblighi per i fornitori, si sono rivelati determinanti. Soprattutto, i prezzi elevati del petrolio hanno incoraggiato al risparmio, tuttavia, l’assenza di una dinamica determinazione del prezzo nei mercati energetici, come pure le sovvenzioni, gli elevati costi delle transazioni, i fallimenti e la mancanza di leadership istituzionale costituiscono a volte un ostacolo ai miglioramenti dell’efficienza energetica.
Il rapporto si concentra su un settore tecnologico specifico in cui vi è una significativa attività di mercato: elettrodomestici e tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). Mentre i mercati degli elettrodomestici tradizionali sembrano piuttosto statici, si afferma nel Rapporto, i prodotti ad alta efficienza energetica e le ICT sono settori in crescita dal punto di vista dell’efficienza energetica.
Infine, viene presentata una selezione di casi di studio nazionali che illustrano gli attuali mercati di efficienza energetica in settori specifici ed evidenziano il rapporto tra gli investimenti, i prezzi dell'energia e le politiche che consentono quali e quanti ritorni si sono realizzati dagli investimenti effettuati da consumatori, imprese e governi. Le prospettive per i mercati chiave sono delineati, ma è chiaro che politiche mirate di efficienza energetica continueranno a svolgere un ruolo decisivo sullo sviluppo e l’affidabilità dei servizi e prodotti per l’efficienza energetica.

Tra gli slide che sono stati diffusi della presentazione della Direttrice dell’AIE ce n’è uno che interessa indirettamente anche il nostro Paese che tra i 15 più importanti mercati energetici dei 27 Paesi aderenti all’AIE (ne possono far parte soli quelli dell’OCSE) si segnala tra quelli in cui gli investimenti nel settore dell’efficienza energetica tra il 1990 e il 2010 sono stati marginali e non hanno consentito, quindi, risparmi sull’acquisto di petrolio e di altri combustibili fossili. A dimostrazione che l’efficienza energetica, specie in edilizia per l’Italia che ha il secondo parco edifici più vecchio al mondo, può costituire un vero e proprio giacimento petrolifero, senza dover fare trivellazioni in Basilicata e off-shore in Adriatico, con i conseguenti impatti ambientali, oltre che offrire molte più importanti occasioni di lavoro.

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Nel presentare questo slide la van der Hoeven ha precisato, comunque, che il contributo relativo della struttura e dell'efficienza per la tendenza generale varia tra i Paesi, a causa di prestazioni economiche contrastanti nel corso del periodo e anche dal diverso impatto della recente recessione globale.
Le diverse tendenze nazionali devono essere analizzate anche in base ai punti di partenza specifici dei Paesi nel 1990.
• Alcuni avevano alti livelli di intensità energetica aggregata nel 1990 e, quindi, più spazio per migliorare l’efficienza.
• Alcuni hanno avuto politiche a lungo termine per l’efficienza energetica in atto da prima del 1990, e hanno iniziato da intensità inferiori.
• Alcuni paesi hanno sperimentato cambiamenti strutturali, come ad esempio l'espansione del loro settore terziario o un calo dell'attività industriale.

Ricordiamo, anche, che per promuovere le politiche e le tecnologie per l’efficienza energetica negli edifici, nei trasporti, nell’industria, negli elettrodomestici, così come nelle applicazioni di uso energetico finale, come l'illuminazione, l’AIE aveva sviluppato per i Paesi membri 25 Raccomandazioni (25 Bright Ideas) che individuano le migliori pratiche, mettendo in evidenza le opportunità di miglioramento e le strategie politiche più opportune per realizzarne la piena potenzialità.




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