AEA: il punto sulla prevenzione dei rifiuti nei Paesi europei

AEA: il punto sulla prevenzione dei rifiuti nei Paesi europei

Come prevede la Direttiva quadro sui rifiuti, l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato il 2° Rapporto sui progressi dei Paesi europei in merito all’implementazione dei Programmi nazionali e regionali di prevenzione dei rifiuti, da cui emerge la scarsa propensione ad individuare i settori economici e produttivi interessati e l'esiguità di misure economiche e strumenti legislativi.
Tra gli esempi di buone pratiche che accompagnano il report, l’Italia viene menzionata per la Strategia contro lo spreco alimentare e l’adozione del Piano nazionale per gli acquisti verdi (PN-GPP).

waste prevention in europe status 2014

La Direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) ha imposto agli Stati membri di presentare entro il 13 dicembre 2013 Programmi di prevenzione dei rifiuti, su cui l’Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA) esercita il ruolo di valutarne annualmente i progressi nell'attuazione.
Pertanto, il Rapporto “Waste Prevention in Europe - The Status in 2014” (La prevenzione dei rifiuti in Europa - lo stato al 2014), pubblicato dall’AEA il 7 dicembre 2015, è il secondo della serie dedicata, ed analizza la portata, gli scopi, i sistemi di monitoraggio, le misure e gli strumenti politici dei 27 Programmi nazionali e regionali adottati entro il 2014.
Il principio generale che sottende le politiche comunitarie e nazionali di rifiuti è la “gerarchia dei rifiuti” che mette la prevenzione al 1° posto, seguita dalla preparazione per il riuso, dal riutilizzo, dal riciclaggio, dal recupero energetico e, infine, dallo smaltimento in discarica.

Anche se la quantità complessiva di rifiuti prodotti in Europa è diminuita tra il 2004 e il 2012 di oltre l'1% in termini assoluti e più del 3% pro-capite, nell’UE nel 2012 sono stati prodotti 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti, circa 5 tonnellate a persona. La riduzione di questo spreco può apportare una vasta gamma di benefici ambientali, economici e sociali, come la riduzione dell’inquinamento delle acque e dei suoli, delle emissioni di gas serra e della perdita di materiali preziosi. Peraltro, il 7° Programma d’azione ambientale richiede una riduzione dei rifiuti sia in termini assoluti che per persona.
L’AEA ha confrontato i Programmi adottati al 31 dicembre 2014 in 24 Paesi su 31 (oltre ai 28 Paesi membri, fanno parte dell’AEA anche Islanda, Liechtenstein e Norvegia), mettendo in evidenzia le differenze e le similitudini nelle scelte effettuate a livello nazionale per ridurre i quantitativi di rifiuti generati. Considerando, inoltre, che i diversi programmi di prevenzione  mostrano notevoli differenze l’Agenzia ha applicato un metodo di analisi piuttosto flessibile basato sulla creazione di una griglia comparativa contenente diversi parametri: copertura temporale e finanziaria dei programmi, obiettivi generali e specifici, risultati, indicatori e sistemi di monitoraggio.

L’analisi delle misure e degli strumenti adottati è supportata da esempi di buone pratiche selezionate nei singoli Paesi europei.
Per quanto riguarda l’Italia il nostro Paese viene citato per due 2 misure:
- per aver avviato la strategia per intercettare il cibo della catena dei  supermercati (GDO) prima che divenga rifiuto;
- per avere adottato il Piano nazionale sul Green Public Procurement (GPP).

Riportiamo di seguito gli aspetti principali evidenziati nel Rapporto.

I Programmi coprono una vasta gamma di settori e tipologie di rifiuti. Tutti comprendono il settore dei rifiuti domestici e tutti, tranne uno, il settore dei servizi pubblici, mentre solo alcuni programmi includono quello agricolo, minerario o delle materie prime. La maggior parte dei programmi affronta i rifiuti alimentari/organici, rifiuti urbani/domestici, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, rifiuti di imballaggio e rifiuti pericolosi.


waste prevention programmes by sector


La maggior parte dei programmi indica l'obiettivo generale di spezzare il legame tra crescita economica e l'impatto ambientale associato alla produzione di rifiuti. Il miglioramento dell'efficienza dei materiali e delle risorse, la dissociazione del consumo di risorse dalla crescita economica e la prevenzione nell’uso di materie prime sono elencati in diversi programmi, mentre la riduzione delle sostanze pericolose è previsto in più della metà.

Diciassette programmi comprendono obiettivi quantitativi che vanno dalla totalità dei rifiuti prodotti a percentuali specifiche per particolari settori o tipologie di rifiuti, prendendo a riferimento anni e target diversi. Ventiquattro programmi indicano degli indicatori per valutare i progressi su obiettivi e traguardi previsti e, in ultima analisi, sull'efficacia delle politiche di prevenzione dei rifiuti. Solo dieci programmi includono sistemi di monitoraggio in modo esplicito. In alcuni casi, il controllo è compreso in altri documenti.

L'analisi evidenzia un ampio ventaglio di azioni previste: il 39% si concentra sulla fase di progettazione, produzione e distribuzione; il 40% è correlato alla fase di consumo e uso; il 21% si incentra sulle situazioni di un quadro generale della produzione di rifiuti. In merito alle misure e strumenti politici previsti dai programmi: il 63% riguarda l'informazione e la sensibilizzazione; solo il 16% e il 14% rappresentano, rispettivamente, gli strumenti economici e normativi; il 7% accordi volontari.

La reale efficacia dei programmi di prevenzione dei rifiuti non può ancora essere valutata, afferma l’Agenzia, per cui nelle future revisioni dei programmi di prevenzione dei rifiuti dovranno comprendere le informazioni sulla loro attuazione e tentare anche di collegare l’attuale produzione di rifiuti con i principali fattori socio-economici, gli obiettivi di prevenzione e i traguardi raggiunti, concentrandosi su settori specifici e fornendo analisi più dettagliate sulle tipologie di rifiuti prescelte.

Per consolidare il quadro generale di riferimento per le politiche sui rifiuti e sull’efficienza delle risorse, la Commissione europea ha adottato il 2 dicembre 2015 un Pacchetto per l’economia circolare che prevede, tra l’altro, una serie di misure per la prevenzione dei rifiuti (gli obiettivi si sono ridotti rispetto alla proposta originaria della Commissione Barroso) e l’introduzione di sistemi di monitoraggio per i relativi programmi nazionali.
 

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