Nonostante si dovesse raggiungere l’obiettivo entro il 2010. Per una volta, Italia rientra tra i Paesi che riescono a mantenersi al di sotto dei limiti definiti, anche se permane critica la situazione nella Pianura padana.

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L’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha anticipato i dati del Rapporto “NEC Directive status”, che sarà pubblicato a giugno 2014, relativo ai superamenti dei limiti di emissione degli Stati membri per 4 inquinanti atmosferici molto nocivi per la salute umana e per l’ambiente: anidride solforosa (SO2); ossidi di azoto (NOx); ammoniaca (NH3); composti organici volatili non metanici (COVNM).

La Direttiva 2001/81/CE, conosciuta come NEC (National Emission Ceilings), aveva stabilito dei limiti nazionali di emissione, noti come “massimali”, che dovevano essere raggiunti entro il 2010.
Tuttavia, secondo quanto riportato dall’AEA, nel 2012 c’erano ancora 11 Stati membri che avevano sforato almeno un “tetto”, rispetto ai 10 del 2011.

Da questo punto di vista, l’Italia ha dimostrato di aver saputo applicare le giuste misure di contenimento, dal momento che ha confermato di essere al di sotto (di poco per i NOx) della soglia prevista, anche se la Pianura padana si conferma come area critica.

L'inquinamento atmosferico è ancora un problema molto reale - ha dichiarato Hans Bruyninckx, Direttore esecutivo dell'AEA - basta guardare le alte concentrazioni di inquinamento atmosferico che si sono registrate di recente in vaste aree dell'Europa occidentale. Dobbiamo migliorare questa situazione mediante tagli ulteriori alle emissioni, mentre nuove tecnologie e pratiche possono aiutare. Dobbiamo anche incoraggiare le persone ad usare le alternative all'uso dell'automobile”. "

I risultati basati sui dati ufficiali preliminari comunicati dagli Stati membri confermano che:

- i limiti degli ossidi di azoto, il 40% dei quali sono imputabili ai trasporti su strada, sono stati quelli superati più frequentemente da numerosi Stati, con Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo e Spagna per 3 anni consecutivamente;
progressi notevoli viceversa sono stati compiuti per l’anidride solforosa, dal momento che nessun Paese ha superato i massimali;

- solo Danimarca e Finlandia hanno superato i limiti per l’ammoniaca;
- infine, solo il Lussemburgo ha violato il massimale per i composti organici volatili non metanici (COVNM). 

Si deve ricordare, poi, che l’UE ha due limiti da rispettare:
- uno che deriva dalla somma dei massimali dei singoli Stati membri;
- l’altro, più rigoroso, è specifico per l’UE.
Entrambi i massimali non sono stati superati.

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I Paesi che sono rimasti al di sotto dei limiti per un determinato inquinante, di poco in termini percentuali, sono contrassegnati con il colore verde chiaro, mentre una elevata percentuale viene indicata con il colore verde scuro; così, il superamento del limite viene indicato con il rosso, più intenso a mano a mano che la percentuale aumenta (fonte EEA)

Quantunque la qualità dell'aria sia migliorata negli ultimi decenni, è ancora un problema in molte parti d'Europa, dove la maggior parte degli abitanti delle città sono esposti a livelli di inquinanti atmosferici superiori alle norme raccomandate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il 18 dicembre 2013, la Commissione europea ha proposto un nuovo Pacchetto “Aria pulita”, dopo un approfondito esame delle politiche sull’aria attuate.

Obiettivo chiave del pacchetto legislativo è quello di garantire che i Paesi rispettino la normativa vigente entro il 2020, di ridurre gli impatti a lungo termine dell'inquinamento atmosferico, di rivedere, appunto, la Direttiva NEC, per definire nuovi impegni di riduzione al 2020 e al 2030 per i 4 inquinanti contemplati, introducendo massimali anche per il particolato fine (PM 2,5) e il metano (CH4).