Il Rapporto TERM 2016 dell'Agenzia Europea dell'Ambiente evidenzia come i miglioramenti tecnologici per aumentare le prestazioni ambientali del settore dei trasporti non bastano se non intervengono cambiamenti di vasta portata come, ad esempio, l'introduzione diffusa di veicoli elettrici, i cambiamenti delle abitudini con cui i consumatori utilizzano i trasporti e lo spostamento di un sistema fiscale più equo tra le varie modalità.

Come annunciato, proseguiamo nel dare notizie di alcuni interessanti Rapporti che l'Agenzia Europea dell'Ambiente ha pubblicato nel mese di dicembre, il cui rilevante numero non ci aveva consentito di darne adeguata notizia, salvo trascurare qualche altro incombente argomento. Così, dopo quello dedicato alle informazioni e alle conoscenze emergenti di case history per sostenere la transizione verso la sostenibilità, analizziamo ora un altro Rapporto che in qualche modo è correlato al tema, seppur più specifico, sui progressi compiuti dagli Stati membri dell'UE per migliorare le prestazioni ambientali nel settore dei trasporti in linea con gli obiettivi politici dell'Unione.

Secondo "'Transport and Environmental Reporting Mechanism (TERM 2016): Transitions towards a more sustainable mobility system", diffuso dall'Agenzia il 14 dicembre 2016, siamo ancora piuttosto lontani dalla risoluzione delle problematiche legate agli impatti del settore dei trasporti quali l'inquinamento atmosferico, la congestione del traffico, l'uso inefficiente dello spazio urbano ed il rumore, per creare un sistema di mobilità sostenibile.

Il trasporto passeggeri in Europa è in continua crescita: è previsto un aumento del 40% dal 2010 al 2050, in particolare il trasporto aereo sarà il settore in più rapida crescita, mentre per il trasporto delle merci l'aumento arriverà al 58%. Coerentemente con queste prospettive, le emissioni di gas a effetto serra nel quadro delle politiche attuali sono previsti in crescita, tra il 2030 e il 2050, del 15% rispetto ai livelli del 1990, significativamente superiore al target di riduzione del 60% proposto per il 2050. Da qui la constatazione che per poter conseguire gli obiettivi ambientali a lungo termine in Europa sarà necessario compiere notevoli ulteriori sforzi.

Il Rapporto cerca pertanto di rispondere alla domanda di quali cambiamenti siano necessari al nostro sistema di mobilità per migliorare in modo significativo la sua sostenibilità. L'AEA sottolinea che, mentre gli sviluppi tecnologici continueranno a determinare in larga misura le prestazioni ambientali del settore dei trasporti, molti dei benefici degli ultimi progressi sono stati compensati dalla sempre crescente domanda di trasporto, per cui oltre ai miglioramenti tecnologici, quali l'efficienza dei motori e dei carburanti utilizzati in termini di riduzione delle emissioni (c'è da osservare, inoltre, che ci sono differenze significative tra il consumo di carburante osservato durante la guida in condizioni reali e nei test in condizioni di laboratorio), bisogna operare cambiamenti di più vasta portata, come ad esempio l'introduzione diffusa di veicoli elettrici ma anche le modifiche agli stili di vita e alle abitudini che influenzano notevolmente il modo in cui la società utilizza il trasporto, come il trasporto on-demand. Rendere il sistema di mobilità europea davvero più sostenibile probabilmente richiederà numerose modifiche complementari, che comprendono aree come il car-sharing, l'uso dei trasporti pubblici, la pianificazione territoriale e delle energie rinnovabili realmente sostenibili. Ma è necessario anche che tutti gli investimenti infrastrutturali e i provvedimenti strategici siano concepiti con questo scopo.