AEA: “In Europa crescono le rinnovabili, ma occorre risparmiare più energia”

AEA: “In Europa crescono le rinnovabili, ma occorre risparmiare più energia”

L'Agenzia Europea dell'Ambiente ha fornito una nuova valutazione sui progressi dei Paesi UE verso gli obiettivi climatici ed energetici al 2020, sulla base dei dati forniti dai singoli Stati, che testimonierebbero di essere sulla giusta traiettoria, anche se il livello attuale di ambizione nazionale non farebbe centrare gli obiettivi a lungo termine.

L'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA) ha pubblicato il 1° dicembre 2016 una nuova valutazione di "Trends and projections in Europe 2016. Tracking progress towards Europe climate and energy targets", probabilmente per dare maggior spazio mediatico al Pacchetto sulle misure nell'ambito dell'azione "Energia pulita per tutti gli Europei" che la Commissione UE ha presentato il giorno precedente, suddividendo per capitoli la situazione complessiva dell'UE e quella degli Stati membri .

Relazione valuta i progressi dei Paesi UE nel raggiungimento degli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici e quelli delle politiche energetiche che comprendono sia quelli presi a livello internazionale, ai sensi del Protocollo di Kyoto di ridurre del 20% le emissioni di gas serra (GHG) entro il 2020, rispetto all'anno base 1990, sia quelli del Pacchetto "Clima-Energia", meglio conosciuto come il pacchetto del triplo "20", adottato formalmente nel 2009 dall'UE, che prevede, oltre al taglio delle emissioni sopra indicato, l'aumento al 2020 del 20% dell'efficienza energetica e del 20% della quota di fonti energetiche rinnovabili nella produzione di energia primaria.

Secondo l'AEA, gli Stati membri dell'UE sarebbero nel complesso sulla buona strada per soddisfare i propri obiettivi al 2020 sulle energie rinnovabili, l'efficienza energetica e le emissioni di gas serra, ma continuando con gli attuali trend non raggiungeranno gli obiettivi a lungo termine.
"Il nostro rapporto dimostra che gli obiettivi 2020 dell'UE in materia di energia e clima stanno per essere raggiunti, ma alcune tendenze sono allarmanti, in particolare nel settore dei trasporti, l'uso delle energie rinnovabili rimane insufficiente e le emissioni di gas serra sono di nuovo in aumento - ha dichiarato il Direttore esecutivo dell'AEA, Hans Bruyninckx - La strada da percorrere è chiara: gli Stati membri devono incrementare l'ambizione nazionale e gli sforzi per raggiungere gli obiettivi dell'UE per il 2020 e 2030 e per tenere l'Unione europea su un percorso di decarbonizzazione e di un'economia competitiva e circolare entro il 2050".

Per quanto attiene le emissioni di gas serra, il trend complessivo dell'UE è di riduzione nel 2015 del 22% rispetto al 1990.
La contrazione è stata del 24% rispetto ai livelli del 2005
per gli impianti che ricadono nell' EU-ETS e che riguarda le grandi installazioni per la produzione di energia/industria; una riduzione delle emissioni del 12% è stimata in tutti i settori coperti sotto la decisione sulla condivisione dei sforzi, ovvero le emissioni da riscaldamento edifici, trasporti, emissioni non CO2 da agricoltura, rifiuti, piccola industria, ecc). Il progresso rimane insufficiente nel settore dei trasporti, sia in termini di riduzione emissioni di gas serra che per il conseguimento dell'obiettivo settoriale al 2020 del 10% da fonti rinnovabili per il 2020.

Entro il 2020, il 20% del consumo finale lordo di energia dell'UE, osserva l'Agenzia, deve provenire da fonti rinnovabili e il Rapporto mette in luce che, secondo stime preliminari, la quota ha continuato ad aumentare, raggiungendo il livello del 16,4% (2015), 0,4 punti percentuali in più rispetto all'anno precedente.Tuttavia se 22 Stati membri sono sulla buona strada per raggiungere o superare i livelli di energia rinnovabile previsti nei loro Piani d'azione nazionali, altri 6 (Francia, l'Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo) hanno delle difficoltà.

L'obiettivo del 2020 dell'UE in materia di efficienza energetica corrisponde ad una riduzione del 13% del consumo di energia primaria rispetto al livello del 2005. Le stime preliminari indicano che il consumo di energia dell'UE nel 2015 era dell'11% al di sotto del 2005, nonostante tra il 2014 e il 2015 ci sia stato un incremento dell'1%. Fatta eccezione per l'Estonia, Malta e Svezia, tutti gli Stati membri sono sulla buona strada per soddisfare i loro obiettivi in materia di consumo di energia primaria, ma c'è scarsa ambizione per quel che attiene gli obiettivi di efficienza energetica al 2020.

L'Agenzia sottolinea che per raggiungere i più ambiziosi obiettivi energetici e di decarbonizzazione a lungo termine fissati dall'UE per il 2050, gli attuali sforzi dovranno essere notevolmente intensificati. Inoltre, per poter raggiungere davvero l'obiettivo al 2030 per le fonti rinnovabili, il ritmo attuale deve essere mantenuto in tutti i Paesi membri, presupponendo ulteriori sforzi perché i cambiamenti regolamentari incidono sulla fiducia degli investitori, mentre le barriere di mercato persistono. Allo stesso modo, il raggiungimento dell'obiettivo 2030 sull'efficienza energetica richiederà un'adeguata attuazione delle misure di efficienza energetica, nonché un rapido cambiamento nel comportamento dei consumatori.

Il Rapporto contiene, inoltre, le stime relative alle performance dei singoli Paesi UE in materia di energia e clima, fornendo dati dettagliati a livello nazionale.

C'è da osservare, comunque, che il sistema di monitoraggio si basa sulla raccolta dei dati comunicati dai singoli Paesi che ne sono individualmente responsabili, sulla base di metodi diversi di controllo delle emissioni e di implementazione delle politiche climatiche, che non permetterebbero, secondo un recente studio di ricercatori inglesi e finlandesi di operare adeguati confronti tra i vari Stati, tanto che il sistema non viene giudicato trasparente, anche perché i Governi non sarebbero ben disposti ad acconsentire agli enti dell'UE di svolgere un'adeguata azione di controllo sulla fondatezza dei dati trasmessi.
Così, la Commissione UE non può essere biasimata se ha deciso, con il Pacchetto di cui sopra, di mantenere inalterato l'obiettivo al 2030 del 27% di rinnovabili, visto i progressi che sono stati in grado finora di compiere gli Stati membri.

In copertina: foto di Leyla Emektar, Picture2050 /EEA

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