AEA: è ora di trasformare il concetto di economia circolare in realtà

AEA: è ora di trasformare il concetto di economia circolare in realtà

Un nuovo Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente pubblicato oggi mette in risalto i benefici per l’economia e l’ambiente dall’implementazione di misure e azioni concrete di economia circolare, offrendo analisi e contributi al fine di allargare le competenze di base e aumentare le conoscenze di base per il passaggio dall’economia lineare, che potrebbe essere percepita dagli operatori come una minaccia, anziché un’opportunità.

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Un nuovo Rapporto pubblicato il 18 gennaio 2016 dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA) richiama l'attenzione sui considerevoli benefici economici ed ambientali derivanti dall’adozione in Europa di un’economia circolare.

Il Rapporto “Circular economy in Europe. Developing the knowledge base”, oltre a mettere in risalto la riduzione della forte dipendenza del continente dalle importazioni di materie prime, descrive i possibili modi per misurare i progressi, evidenziando al contempo le aree in cui è necessario porre maggior attenzione da parte del mondo della ricerca e della politica, onde trasformare il concetto in situazioni concrete.

La creazione di un'economia circolare richiede cambiamenti fondamentali nell’intera catena del valore, dai processi di progettazione e produzione di prodotti a nuovi modelli di business e di consumo.

Il riciclaggio trasformerà i rifiuti in risorsa e l'allungamento della vita del prodotto contribuirà a preservare le risorse naturali, secondo le finalità indicate nel nuovo Pacchetto sull’Economia Circolare.

Il concetto di economia circolare che ha recentemente guadagnato terreno nel processo decisionale europeo è un fatto positivo, perché si basa su soluzioni la cui prospettiva è il conseguimento delle sviluppo economico, rispettando al contempo i limiti ambientali - ha dichiarato il Direttore esecutivo dell'AEA, Hans Bruyninckx - L'AEA è pronta a sostenere la transizione verso un'economia circolare attraverso analisi e valutazioni”.

A differenza del tradizionale approccio prendere-trasformare-consumare-buttare, un’economia circolare mira a rispettare i limiti ambientali attraverso l'aumento della quota di risorse rinnovabili o riciclabili, riducendo il consumo di materie prime e di energia, riducendo in tal modo la perdita di risorse. Approcci come la progettazione eco-compatibile, la condivisione, il riutilizzo, la riparazione, la rimessa a nuovo e il riciclaggio di prodotti e materiali esistenti avranno un ruolo significativo nel mantenere in uso prodotti, componenti e materiali e nella conservazione di tutto il loro valore.
 

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Aspetti chiave contenuti nel Rapporto

- I benefici di una transizione verso un'economia circolare in Europa potrebbero essere considerevoli, riducendo le pressioni ambientali nella regione ed altrove e minimizzando l’elevata e crescente dipendenza dalle importazioni, che potrebbe costituire fonte di vulnerabilità. La crescente concorrenza globale per le risorse naturali ha contribuito ad un marcato aumento dei livelli dei prezzi e della volatilità. Le strategie di economia circolare potrebbero anche tradursi in un notevole risparmio di costi, aumentare la competitività dell'industria europea, offrendo nello stesso tempo benefici netti in termini di opportunità di lavoro.

- Sfide: nella misura in cui emergono nuove tendenze in direzione dell’economia circolare, sono destinate ad insorgere frizioni tra il sistema lineare esistente e i nuovi approcci che possono essere percepiti come minacce da una parte di soggetti coinvolti, ma come opportunità da altri.

- Esempi di buone pratiche esistenti. Ad esempio, le imprese stanno già impiegando o sperimentando nuovi modelli di business come servizi e funzioni e di consumo collaborativo. I Governi tendono sempre più a favorire la prevenzione dei rifiuti, il riutilizzo e la riparazione.

- Una transizione richiede una sostanziale espansione della base di conoscenze per tracciare i progressi e identificare dove è necessario lavorare più intensamente al fine di conseguire il cambiamento. Esistono già alcuni indicatori, come la continua riduzione dei rifiuti prodotti in Europa e l’aumento delle percentuali di riciclaggio. Ma sono necessarie più informazioni per comunicare il processo decisionale e coniugare le valutazioni sugli impatti ambientali, sociali ed economici. Inoltre, è necessaria una migliore consapevolezza delle strutture e funzioni produttive, delle dinamiche di consumo, di finanza e meccanismi fiscali, così come le origini e i percorsi per le innovazioni tecnologiche e sociali.
 

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