AEA: convertire i siti abbandonati e impermeabilizzati aiuta l’economia circolare

AEA: convertire i siti abbandonati e impermeabilizzati aiuta l’economia circolare

Il nuovo Rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente evidenzia che il riciclo dei terreni precedentemente occupati e impermeabilizzati può essere la chiave per ridurre il consumo di suolo, che è peraltro l'appello dell'iniziativa "People4soil", promossa dal Coordinamento #salvailsuolo per raccogliere le firme al fine di invitare la Commissione UE a presentare una proposta di atto giuridico per tutelare il suolo.

L'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA) ha pubblicato l'8 dicembre 2016 il Rapporto "Land recygling in Europe" in cui si sottolinea che il riciclaggio dei terreni, come il riutilizzo di siti abbandonati e la conversione di strade e parcheggi in spazi verdi ed aree residenziali ha un positivo impatto sull'ambiente e sostiene la transizione dell'Europa verso un'economia circolare e verde.
Secondo il Rapporto che diffuso qualche giorno prima in occasione della Giornata mondiale dei suoli (5 dicembre) avrebbe avuto una maggior eco mediatica, il riciclaggio dei terreni mediamente è aumentato in Europa, ma i livelli rimangono bassi a confronto del consumo di suolo. Sulla base dei dati offerti dal satellite Copernico, il riciclaggio terra in rapporto al consumo di suolo negli Stati aderenti all'AEA e Paesi cooperanti (AEA-39) è aumentata da circa 2.0-2.2% del 1990-2000 a circa il 2,7-2,9% del 2006-2012, anche se si deve sottolineare che i tassi variano considerevolmente da Paese a Paese.

La terra è una risorsa finita la cui domanda è elevata, e il consumo e l'impermeabilizzazione dei suoli sono stati a lungo motivo di preoccupazione ambientale. Dal 2006 al 2012, l'occupazione dei terreni per lo sviluppo in Europa (SEE-39) è proseguito ad un tasso medio annuo di 1.065 km2, anche se si deve annotare che spesso i piccoli appezzamenti di terreno impermeabilizzati e quelli riciclati non vengono rilevati dall'attività di monitoraggio sul consumo di suolo, per cui sarebbero necessarie analisi più specifiche. Per esempio, i dati con misurazione ad alta risoluzione dell'impermeabilizzazione dei suoli durante il periodo 2006-2009 mostrano un aumento medio annuo di 1.454 km2.

Quando il suolo è coperto da una superficie impermeabile, come l'asfalto, il funzionamento dell'ecosistema è perturbato, con un impatto sui nutrienti e sul ciclo dell'acqua, come pure sulla capacità del terreno di fornire i servizi ecosistemici, dalla fornitura di cibo e acqua alla mitigazione del clima, agli spazi per le attività ricreative.

Attraverso il riciclaggio del terreno, il Rapporto evidenzia che è possibile ridurre il nuovo consumo di suolo e anche di migliorare lo stato ecologico dei terreni precedentemente occupati. Il riciclo dei terreni può essere, quindi, la chiave per il mantenimento e lo sviluppo di spazi verdi che sono importanti per i servizi ecosistemici, dando un contributo importante anche al conseguimento di un'economia circolare, in cui il valore massimo deriva dalle risorse limitate, in questo caso dalla terra.

Il Rapporto, infine, confronta diversi modelli di riciclaggio dei terreni sulla base di una valutazione del ciclo di vita degli impatti ambientali di occupazione e uso di una superficie, da cui risulta che riportare ad un uso efficiente i terreni precedentemente occupati o migliorare il loro stato ecologico produce effetti positivi migliori che non, ad esempio, riconvertirli in aree agricole all'interno dello sviluppo urbano.

Ci viene inevitabile una domanda: prima che intervenire dopo, non sarebbe più importante che il suolo venga conservato o occupatoil meno possibile, visto che, parafrando Mark Twain, "non se ne fabbrica più" (Buy land, they're not making it anymore)?

"L'Europa ha il dovere di preservare la sua più importante risorsa naturale: il suolo": è anche l'appello promotori della ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) "People4soil", promossa in Italia dal Coordinamento #salvailsuolo (ACLI, Coldiretti, FAI, INU, Legambiente, Lipu, Slow Food e WWF) a cui aderiscono 90 organizzazioni nazionali.
La ICE è una petizione ufficiale alla Commissione europea a cui si chiede di istituire e di sviluppare un quadro giuridico vincolante, fissando principi e regole da rispettare da parte di ciascuno Stato membro. Ad oggi, non vi è alcun riconoscimento legale per i servizi ecologici, sociali ed economici che i suoli sono in grado di fornire ai cittadini europei, né obiettivi vincolanti, ad esempio atti a conseguire la bonifica di terreni contaminati, o la salvaguardia dei serbatoi di carbonio, o la prevenzione del consumo di suolo. Questa situazione è esattamente quello che il coordinamento #Salvailsuolo vuole cambiare.
Tutti i cittadini e le cittadine europee maggiorenni possono firmare la petizione, basta una carta d'identità.
Per invitare la Commissione UE a presentare una proposta di atto giuridico per tutelare il suolo si deve raccogliere entro settembre 2017 un milione di firme!

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