Alla Conferenza Europea di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (6-9 giugno 2017), nelle numerose sessioni in programma, anche casi studio degli impatti di un fenomeno in continua ascesa su alcune aree del territorio italiano e le risposte (poche) delle autorità locali per rendere resilienti e sicure le nostre città, come denunciato da Legambiente nel suo ultimo Rapporto "Le città alla sfida del clima".

Si apre oggi a Glasgow la III Conferenza Europea di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (ECCA, 6-9 giugno 2017) il cui tema è "Il nostro futuro pronto per il clima".

L'evento biennale è organizzato da 3 Progetti finanziati dalla Commissione UE:
- IMPRESSIONS (Impacts and risks from higher-end scenarios: Strategies for innovative solutions) che ha per obiettivo la consapevolezza delle conseguenze dei cambiamenti climatici e di aiutare i responsabili delle decisioni ad inserire le conoscenze scientifiche all'interno delle strategie integrate di adattamento e mitigazione;
- RISE-AM
(Responses to coastal climate change: Innovative strategies for high end scenarios - Adaptation and Mitigation) che analizza gli impatti e la vulnerabilità delle aree costiere a livello locale, regionale e globale, e il modo migliore per valutare l'efficacia dei tentativi di difesa delle coste e cosa possono fare le comunità per proteggersi;
- HELIX (High-End Climate Impacts and Extremes) c
he assiste i responsabili delle decisioni e la comunità di ricerca per rendere l'adattamento al clima che cambia più comprensibile e gestibile, attraverso la modellazione di scenari che permettano di valutare le conseguenze dei relativi rischi.

Non sarà soltanto un evento per addetti ai lavori, poiché alle numerose sessioni in cui si articola la Conferenza, prenderanno parte, oltre a scienziati provenienti da 48 Paesi, Amministratori di imprese, Amministratori locali, ONG, per rendersi conto e valutare come, in pratica, possano essere implementate misure ed azioni di resilienza climatica.

Saranno esaminati anche casi-studio effettuati da ricercatori di università italiane, del CNR, e di ARPA, tra cui le analisi delle conseguenze dell'innalzamento del livello del mare nel delta del Po e lungo la costa salentina, lo stato dell'arte delle azioni di adattamento delle città in Italia o gli indicatori dell'impatto climatico per approntare strategie di adattamento nel nostro Paese.

La scorsa settimana, Legambiente ha pubblicato il Dossier "Le città alla sfida del clima. Gli impatti dei cambiamenti climatici e le politiche di adattamento" che mette in evidenza come in Italia dal 2010 ad oggi siano stati 126 i Comuni dove si sono registrati impatti meteorologici e climatici rilevanti, con 242 fenomeni che hanno provocato danni al territorio e per la salute e la sicurezza dei cittadini. In particolare, ci sono stati 52 casi di allagamenti da piogge intense, 98 casi di danni alle infrastrutture da piogge intense con 56 giorni di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città italiane: 19 giorni a Roma, 15 giorni a Milano, 10 a Genova, 7 a Napoli e 5 a Torino. Ed ancora, 8 casi di danni al patrimonio storico, 44 casi di frane causate da piogge intense e trombe d'aria, 40 eventi causati da esondazioni fluviali. Tra il 2010 e gli inizi del 2017, si sono inoltre registrati dal Nord al Sud del Paese 55 giorni di blackout elettrici dovuti al maltempo. Il più lungo black out è stato a gennaio 2017: in una settimana oltre 150 mila case sono rimaste senza luce e riscaldamento a causa delle forti nevicate in Abruzzo. Tra le grandi città, Roma negli ultimi setti anni ha registrato 17 episodi di allagamento intenso, di cui una buona parte solo negli ultimi anni. Tra le regioni più colpite da alluvioni e trombe d'aria c'è la Sicilia, con più di 25 eventi concentrati nel territorio siciliano.

Ma ancora più rilevante è il tributo che si continua a pagare in termini vite umane e di feriti: dal 2010 al 2016 sono oltre 145 le persone morte a causa di inondazioni e oltre 40mila quelle evacuate (dati CNR). Sottovalutate le onde di calore che possono avere effetti nocivi per la salute, soprattutto per gli anziani e gli ammalati, quando le temperature diurne superano i 35° C e quelle notturne non scendono sotto i 25°C. In Italia l'ondata di calore del 2015 ha causato, tra gli over 65, 2.754 morti in 21 città italiane e provocato danni gravi alla produzione agricola e ittica dovuti al surriscaldamento. Dati preoccupanti se si pensa che l'Italia è un Paese ad elevato rischio idrogeologico con 7.145 comuni italiani (l'88% del totale) che hanno almeno un'area classificata come ad elevato rischio idrogeologico, e con oltre 7 milioni gli italiani che vivono o lavorano in queste aree.

CittàClima è un osservatorio di Legambiente sugli impatti dei cambiamenti climatici nel territorio italiano, con particolare focus nei confronti delle aree urbane. Attraverso il sito si vuole aumentare e allargare l'attenzione nei confronti di fenomeni che stanno sempre di più cambiando nella dimensione e frequenza.

"L'adattamento al clima è la vera grande sfida del tempo in cui viviamo - ha osservato Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente - Per vincerla, dobbiamo rendere le nostre città più resilienti e sicure, cogliendo l'opportunità di farle diventare anche più vivibili e belle. L'esatta conoscenza delle zone urbane a maggior rischio sia rispetto alle piogge che alle ondate di calore è fondamentale per salvare vite umane e limitare i danni. In questi anni sono cresciuti gli impatti e i morti dovuti a alluvioni e ondate di calore, ed è per questo sempre più evidente che le città non possono essere lasciate da sole a fronteggiare impatti di questa dimensione. Non è più rinviabile l'approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima, che deve diventare il riferimento per gli interventi di messa in sicurezza del territorio e dei finanziamenti nei prossimi anni, in modo da riuscire in ogni città a intensificare le attività di prevenzione, individuando le zone a maggior rischio, e a realizzare gli interventi di adattamento al clima e di protezione civile".