Acquisti online di AEE senza servizio di ritiro dei RAEE

Acquisti online di AEE senza servizio di ritiro dei RAEE

Dalla Ricerca effettuata da Netcomm e Remedia  si evidenzia che, nonostante la normativa preveda che anche per gli acquisti online di apparecchiature elettriche ed elettroniche l’acquirente abbia diritto alla restituzione gratuita del vecchio prodotto, nell’82% dei siti analizzati tale servizio non è presente.

remedia

Gli operatori delle vendite on-line di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) sono in grave ritardo nell’offerta ai propri clienti di adeguati servizi di ritiro dei vecchi apparecchi equivalenti (RAEE) in modalità uno contro uno.

È quanto emerge dalla Ricerca presentata a Milano il 14 ottobre 2015 da Netcomm (Consorzio del commercio elettronico italiano) e Remedia (fra i principali Sistemi Collettivi italiani no-profit per la gestione eco-sostenibile dei RAEE, dei rifiuti da pile e accumulatori esausti) nel corso del workshop “E-commerce e il ritiro 1 contro 1 delle apparecchiature elettroniche. Rischio sanzionatorio o opportunità di business?”.

Il D.lgs. 14 marzo 2014, n. 49Attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)”, prevede che il consumatore che acquista un prodotto online ha il diritto di avvalersi della restituzione gratuita di un vecchio prodotto equivalente. Di conseguenza, il distributore che vende online deve organizzarsi per offrire gratuitamente questo servizio al consumatore.

L’e-commerce è ormai diventato normalità per i consumatori italiani: sono circa 17 milioni gli acquirenti che negli ultimi tre mesi hanno effettuato un acquisto su Internet, facendo registrare un tasso di crescita delle vendite online a doppia cifra nell'ultimo anno, come nei precedenti tre - ha spiegato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm - È un mercato che stimiamo valga circa 15 miliardi di euro e l’informatica e l’elettronica di consumo ne rappresentano il 13%. Anche se il mercato sta evolvendo velocemente, le aziende sono rimaste ad uno stato iniziale per quanto riguarda l’1 contro 1 e, oltre a rischiare di incorrere in sanzioni o annullamenti dei contratti di vendita, sono in ritardo nell’offrire al consumatore un servizio efficiente con notevoli lacune dal punto di vista informativo”.

Dall’indagine che ha riguardato 150 siti di e-commerce che vendono apparecchiature elettroniche sul mercato italiano e che rappresentano più del 70% del valore economico del settore, sono emersi i seguenti risultati:

Informazioni agli utenti
- Nel 90% dei casi analizzati, la normativa RAEE, e in particolare l’argomento 1 contro 1, risulta ancora poco diffusa e pubblicizzata.
- L’81% dei siti analizzati non fornisce informazioni sulla gestione 1 contro 1 nemmeno nelle pagine interne.
- Una volta avviato il processo di acquisto, il 45,3% non fornisce o esprime chiaramente l’informazione relativa alla possibilità di avvalersi del ritiro 1 contro 1. Solo il 6,7% offre con chiarezza e automatismo questa opportunità.
- Nel 79,3% dei casi, non viene comunicato che il servizio 1 contro 1 è totalmente gratuito. Nel 12,7% la gratuità è indicata nell’informativa e ripetuta nell’atto di acquisto.

Servizio agli utenti
- Nell’82% dei siti analizzati il servizio di ritiro 1 contro 1 non risulta presente; il 4% vincola questa possibilità alla consegna con technical courier o con specifiche caratteristiche.
- Nell’8% dei casi sono presenti vincoli o condizioni particolari per usufruire del ritiro 1 contro 1.

Modalità di ritiro
- Solo nel 9,3% dei casi il ritiro 1 contro 1 non comporta oneri aggiuntivi (nell’85,4% il servizio non è presente).
- Il 6,7% dei casi parla di luoghi di raggruppamento o convenzionati assimilabili per il cliente all’esperienza di acquisto dei punti vendita. Nel 2,6% esistono, ma risulta chiaro che ci saranno oneri aggiuntivi a quanto previsto in una vendita tradizionale. Il rimanente 90,7% non cita tale possibilità.
- Solo nel 3% dei casi si parla di RAEE nell’operazione di recesso, nello 0,7% viene segnalata una possibile trattenuta economica se il servizio 1 contro 1 risulta già erogato. Nel 96,6% dei siti analizzati non è possibile trovare rimando al materiale già ritirato con l’1 contro 1.

Informazioni generali
- Nel 20,7% dei casi i produttori di AEE per i siti che effettuano importazioni dall’estero sono iscritti al Registro AEE, ma solo l’8,7% ne parla esplicitamente.
- Quasi nel 20% dei casi la ragione sociale collegata al sito e-commerce risulta iscritta all’Albo Gestori Ambientali in categoria 3 bis.

Il quadro che emerge dallo studio non è certamente positivo, ma siamo convinti che la situazione non dipenda soltanto da negligenza, ma anche da una mancanza di informazioni effettive sugli adempimenti da rispettare - ha osservato Walter Rebosio, Presidente di Remedia - È fondamentale che le aziende facciano un grande sforzo per sfruttare al meglio il potenziale di questo settore. Un mercato così in crescita come quello dell’e-commerce può rappresentare un traino importante per il conseguimento degli obiettivi di raccolta che prevedono tassi di raccolta superiori all’85% dei RAEE generati o il 65% dell’immesso sul mercato entro il 2019”.

I rischi di un mancato adeguamento per le aziende sono notevoli sia da un punto di vista sanzionatorio sia per quanto riguarda la possibile nullità del contratto di vendita nel caso in cui non venga prevista una chiara ed adeguata informativa e quando non venga rispettata la gratuità del conferimento, senza ulteriori oneri rispetto a quanto il cliente sopporterebbe in una compravendita presso un negozio tradizionale.
Le aziende e-commerce che vendono AEE in Italia devono quindi fare uno sforzo per adeguare i propri modelli di vendita online, mettendo a disposizione del consumatore le opportune informazioni, procedure e servizi necessari.

C’è da aggiungere che il mancato ritiro uno contro uno rischia di alimentare l’illegalità nello smaltimento di rifiuti pericolosi per la salute e per l’ambiente, come dimostrato dalle numerose discariche abusive di RAEE sequestrate, dalle migliaia di tonnellate di RAEE pronti per l’esportazione illegale intercettate presso i porti, oltre che incrementare quelle “miniere urbane” ovvero quei giacimenti di piccoli elettrodomestici e strumenti elettronici non funzionanti che si accumulano nelle case, che di fatto sottraggono ai Consorzi appositamente costituiti la gestione corretta di rifiuti in grado di reimmettere nel ciclo produttivo materie prime seconde strategiche per l’economia circolare.

Per favorire il percorso di miglioramento delle aziende di e-commerce, Remedia e Netcomm hanno realizzato la “Guida RAEE e-Commerce - il Commercio elettronico e la Normativa RAEE”.

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