Acqua: il nuovo metodo per la bolletta

Acqua: il nuovo metodo per la bolletta

Sono in vigore dal 1° gennaio 2016 gli standard fissati dall’AEEGSI per il nuovo metodo tariffario che fissa le regole contrattuali valide per tutto il Paese e prevede l’indennizzo al consumatore da parte del gestore del servizio in caso di mancato rispetto degli standard stessi.

bicchiere acqua euro

Dal 1° gennaio 2016, oltre alla nuova bolletta elettrica, è entrata in vigore per i consumatori domestici italiani anche quella per l’acqua, approvata con Delibera del 28 dicembre 2015 dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) con cui è stato approvato il Metodo Tariffario del servizio idrico integrato (SII) per il 2° periodo regolatorio (2016-2019), “definendo le regole per i costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché per l’individuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nell’ambito della regolazione del settore idrico”.

Anche in questo caso la decisione è stata assunta al termine di una Consultazione avviata all’inizio del 2015 e si ricollega ai principi guida del precedente periodo (2014-2015) di sviluppo del settore attraverso una regolazione stabile e certa, elevando gli standard del servizio e la sostenibilità sociale e ambientale della fornitura, nel rispetto dell’economicità, efficienza ed equilibrio economico finanziario nelle gestioni.

La regolazione tariffaria applicabile nel secondo periodo regolatorio è riconducibile, quindi, ad una matrice di schemi regolatori (rispetto al precedente metodo tariffario, si amplia la gamma dei diversi tipi di schemi tariffari, sei e non più quattro) nell’ambito della quale ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace in base alle proprie realtà.

Nel dettaglio, la scelta potrà essere effettuata in base a diversi fattori, in ragione di:
- fabbisogno di investimenti in rapporto al valore delle infrastrutture esistenti;
- eventuale presenza di variazioni negli obiettivi o nelle attività del gestore (principalmente legata a processi di aggregazione o a rilevanti miglioramenti qualitativi dei servizi erogati);
- entità dei costi operativi per abitante servito da ciascuna gestione rispetto al dato medio di settore.

Inoltre, è previsto uno schema regolatorio virtuale, nei casi in cui l’Ente di governo dell’ambito, in fase di aggregazione di gestioni, non disponga di un corredo informativo per oltre la metà della popolazione servita dal nuovo gestore d’ambito.

L’Autorità ha previsto anche un aggiornamento biennale delle componenti a conguaglio e della RAB (Valore del capitale investito netto riconosciuto dall’AEEGSI alle società di trasporto e distribuzione al fine della determinazione delle tariffe applicabili), nonché la possibilità di una revisione infra-periodo della predisposizione tariffaria, su istanza motivata, qualora dovessero verificarsi circostanze straordinarie ed eccezionali e tali da pregiudicare l’equilibrio economico-finanziario.

Per il secondo periodo regolatorio si conferma la presenza del moltiplicatore tariffario da applicare alle quote fisse e variabili della struttura tariffaria adottata da ciascuna gestione nell’anno base 2015, nonché la previsione di un limite alla crescita annuale del moltiplicatore tariffario. Confermata pure la previsione di una riduzione del 10% delle tariffe applicate nei casi di mancato invio degli atti, dei dati e delle informazioni necessarie alla determinazione tariffaria, mentre vengono ampliate le casistiche al verificarsi delle quali si dispone l’esclusione dall’aggiornamento tariffario.

Il nuovo metodo tariffario prevede, inoltre, meccanismi incentivanti per il miglioramento della qualità contrattuale e tecnica del servizio, introducendo un meccanismo di premi/penalità, alimentato da una specifica componente tariffaria, obbligatoria per tutti i gestori, da destinare ad uno specifico fondo per la qualità che, in sede di prima attivazione, promuove, premiando le best practice, la crescita dei livelli di qualità contrattuale rispetto ai parametri definiti dalla delibera sulla qualità contrattuale (655/2015/R/IDR).

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla regolazione della qualità contrattuale nel settore idrico. L’Autorità, partendo dalla ricognizione delle principali criticità riscontrate, ha introdotto regole su diversi aspetti, univoche e valide per l’intero Paese, superando le difformità tra gli standard qualitativi attualmente previsti nelle Carte dei servizi adottate dai diversi gestori.

In particolare, l’Autorità ha proposto regole per rafforzare la tutela degli utenti finali con l’introduzione di standard di qualità contrattuali minimi omogenei sul territorio nazionale, con i relativi indennizzi automatici pari a 30 euro che il gestore dovrà corrispondere all’utente in caso di mancato rispetto degli standard stessi.

Tra le principali novità introdotte si segnalano gli obblighi minimi di fatturazione che prevedono, a tutela dell’utente, che il gestore emetta una bolletta semestrale per consumi medi annui fino a 100 mc, quadrimestrale per quelli tra 101 e 1.000 metri cubi, trimestrale per quelli tra 1.001 mc e 3.000, bimestrale oltre i 3.000 mc; le bollette superiori al 100% del consumo medio annuale potranno essere rateizzate e la relativa richiesta potrà essere effettuata anche nei 10 giorni successivi alla scadenza.

Inoltre, sono previsti:
- tempi massimi per eseguire le prestazioni relative all’attivazione del contratto (ad es. 10 giorni per un allaccio, 5 giorni per attivare la fornitura o per una voltura);
- standard in materia di gestione dei reclami, risposte alle informazioni e servizi telefonici per gli utenti.

Gli standard qualitativi definiti dall’Autorità dovranno essere garantiti a partire dal 1° luglio 2016, entrando a pieno regime dal 1° gennaio 2017.
 

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