A margine della Conferenza di presentazione del Progetto PREPAIR, uno degli eventi collaterali allo svolgimento del G7 Ambiente di Bologna, il Ministro dell'Ambiente e i rappresentanti delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno sottoscritto un protocollo che prevede per la prima volta azioni coordinate ed integrate per il miglioramento della qualità dell'aria e dell'ambiente, con l'obiettivo di salvaguardare la salute del 40% della popolazione italiana che vi risiede, ma anche di superare le procedure di infrazione avviate dalla Commissione UE.

Alla vigilia del G7 Ambiente, nell'ambito degli eventi e manifestazioni collaterali previste dal pacchetto #ALL4GREEN, il Ministero dell'Ambiente e le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno firmato nella sede della Regione Emilia-Romagna il "Nuovo accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano".
La sottoscrizione è avvenuta a conclusione della Conferenza "Government policies on air quality and climate change" (Bologna, 8-9 giugno 2017) che aveva ad oggetto le politiche sulla qualità dell'aria e sui cambiamenti climatici attuate a livello europeo, nazionale e nei territori del bacino padano, e che ha presentato i contenuti e gli obiettivi di PREPAIR (Po Regions Engaged to Policies of Air), un progetto LIFE integrato, coordinato dalla Regione Emilia-Romagna, che coinvolge c con un budget di quasi 17 milioni di euro, dei quali il 60% di co-finanziamento europeo, altri 17 partner dell'area del bacino padano (Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia e le rispettive Agenzie ambientali, la Provincia di Trento, l'Agenzia ambientale della Valle d'Aosta e della Slovenia, i Comuni di Bologna, Torino e Milano, Ervet e Fondazione Lombardia per l'Ambiente).

Il 40% della popolazione italiana , oltre 23 milioni di persone, risiede nelle regioni che compongono la Pianura Padana e in quest'area viene prodotto oltre il 50% del PIL nazionale. Questo comporta emissioni in atmosfera complessivamente rilevanti nel bacino, accentuate dalla sua conformazione orografica e dalle sue particolari condizioni meteoclimatiche che rendono particolarmente difficile la dispersione degli inquinanti, provocando superamenti dei valori limite per polveri, ossidi di azoto ed ozono.
Il fenomeno dell'inquinamento atmosferico si configura pertanto, in questa zona dell'Italia, come una problematica che travalica i confini locali e richiede un approccio sovraregionale: è fondamentale quindi attuare misure integrate e coordinate di area vasta al fine di ridurre le emissioni ed ottenere una diminuzione delle concentrazioni degli inquinanti in atmosfera.

L'Accordo, pertanto, costituisce uno strumento efficace per la riduzione delle emissioni e di salvaguardia della salute dei cittadini che vivono nella Pianura Padana, ma anche una risposta alla Commissione UE che ha avviato due distinte, ma convergenti, procedure di infrazione (superamenti dei limiti per il biossido di azoto e per le polveri sottili PM10) per violazione degli obblighi di risultato di cui alla Direttiva 2008/50/CE.

"È un Accordo importante - ha dichiarato il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), Gian Luca Galletti - per la prima volta le Regioni che insistono sulla Pianura Padana hanno concordato azioni omogenee ed integrate. Il prossimo passo è di portare il protocollo a Bruxelles e io invito i presidenti delle quattro Regioni a venire con me. Voglio che l'UE veda lo sforzo congiunto e lo valuti anche in funzione delle procedure d'infrazione contestate all'Italia".

L'Accordo prevede impegni a carico delle Regioni e a carico del Ministero dell'Ambiente per il contenimento delle emissioni in ambito urbano e nelle rimanenti aree di superamento dei limiti di qualità dell'aria: dalla circolazione dei veicoli diesel (cruciale per ridurre i rischi da esposizione per la popolazione), al riscaldamento civile a legna, all'agricoltura e zootecnia.
Di seguito le principali misure previste in ambito urbano (ambito cruciale per le emissioni dei veicoli diesel e con maggiore esposizione della popolazione) e nelle rimanenti aree di superamento dei limiti di qualità dell'aria (aree sub urbane estese e in aree rurali).

Misure per la riduzione di NO2 e PM10

Limitazione della circolazione dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, da applicare entro il 1 ottobre 2018, dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 18,30, salve le eccezioni indispensabili, per le autovetture ed i veicoli commerciali di categoria N1 (leggeri), N2 (medi) ed N3 (veicoli pesanti) ad alimentazione diesel di categoria inferiore o uguale ad Euro 3.
La limitazione è estesa alla categoria Euro 4 entro il 1 ottobre 2020 ed alla categoria Euro 5 entro il 1 ottobre 2025 ed Euro 6 pre fase 2 entro il 1 ottobre 2027.

La limitazione si applica prioritariamente nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti (presso i quali opera un adeguato servizio di trasporto pubblico locale, ricadenti in zone presso le quali risulta superato uno o più dei valori limite del PM10 o del biossido di azoto (NO2).

Per la sostituzione dei veicoli diesel, il Ministero dell'Ambiente mettea disposizione delle 4 Regioni fino a 8 milioni di euro.

Le Regioni dovranno contribuire con proprie risorse.

Misure per la limitazione d'uso di impianti a legna inquinanti

Si prevede, secondo un definito calendario di attuazione:
- di realizzare misure di progressivo divieto di installazione di impianti non performanti ai sensi di un decreto ministeriale di prossima pubblicazione che stabilisce una nuova classificazione ambientale;
- di utilizzare solo pellet di qualità superiore (privo di inquinanti):
- di vietare l'installazione di impianti a legna per il conseguimento degli obiettivi di uso del 50% di energia da fonti rinnovabili nelle zone in cui vi siano i superamenti dei limiti di qualità dell'aria (in queste aree si utilizzeranno maggiormente la geotermia e il solare fotovoltaico).
Per la sostituzione dei vecchi impianti sono disponibili contributi del conto termico nazionale per complessivi (circa) 700 milioni di euro.

Interventi in agricoltura e zootecnia

Per la riduzione di emissioni di ammoniaca, precursore della formazione secondaria di PM10, si prevede di supportare l'applicazione di pratiche finalizzate a ridurre le emissioni prodotte dalle attività agricole e a unificare e semplificare nel bacino padano le Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA).

Per gli interventi in agricoltura, il MATTM mette a disposizione delle 4 Regioni fino a 8 milioni di euro. Le Regioni dovranno contribuire con proprie risorse.

Misure emergenziali temporanee

Al verificarsi, per più giorni consecutivi, del superamento dei limiti di qualità dell'aria., saranno attivate misure con criteri comuni su due livelli di criticità:

- il primo da realizzare al superamento dei 50 ug/mc per 4 giorni consecutivi;
- il secondo al superamento dei 50 ug/mc per 10 giorni consecutivi.

Misure sul traffico proposte sul 1° livello:

- autoveicoli privati limitazione almeno fino all'Euro4 dalle 8,30 alle 18,30 nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti presso i quali opera un servizio di trasporto pubblico locale, ricadenti in zone presso le quali risulta superato uno o più dei valori limite del PM10 o del NO2. Veicoli commerciali almeno fino all'Euro 3 dalle 8,30 alle 12,30.

Misure sul 2° livello:

-autoveicoli privati limitazione almeno fino all'Euro 4 dalle 8,30 alle 18,30 nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti presso i quali opera un servizio di trasporto pubblico locale, ricadenti in zone presso le quali risulta superato uno o più dei valori limite del PM10 o del NO2. Veicoli commerciali almeno fino all'Euro 3 dalle 8,30 alle 18,30 e fino all'Euro 4 dalle 8,30 alle 12.30.

Impegni del MATTM

Contributo economico di 16 milioni di euro complessivi per le misure sui diesel e in agricoltura.

Impegni ad attivare le procedure di concertazione o interlocuzione con:
- il Ministero dell'Economia e delle finanze al fine di individuare ulteriori risorse economiche per la sostituzione dei veicoli e le misure di compensazione per gli operatori soggetti agli obblighi previsti;

- il Ministero dell'Economia e delle Finanze al fine di valutare la possibilità di aggiornare le tasse automobilistiche utilizzando il criterio del bonus-malus;

- il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una proposta di modifica del D.lgs. n. 285/1992, finalizzata ad includere gli aspetti relativi alla tutela dell'ambiente nelle procedure di determinazione dei limiti di velocità;

- il Ministero dello Sviluppo economico al fine di aggiornare gli incentivi del "conto termico" e assicurarne la compatibilità con i divieti previsti;

- il Ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali al fine di promuovere presso le competenti autorità il finanziamento con fondi comunitari delle misure previste in agricoltura.

Rappresentare alla Commissione UE, con le Regioni del Bacino Padano, le specificità del Bacino Padano anche al fine di attuare un comune impegno per lo sviluppo di iniziative per il miglioramento della qualità dell'aria.

Promuovere le opportune iniziative, anche di carattere legislativo, al fine di accelerare, nel medio periodo, la progressiva diffusione di veicoli a basse o nulle emissioni, in sostituzione di tecnologie tradizionali, quali ad esempio il diesel.