Aumenta la percentuale di riciclato dalla RD dei Rifiuti Solidi Urbani. Intervista al Presidente Alessandro Canovai.

logo consorzio italiano compostaggio

Il Consorzio Italiano Compostatori (C.I.C.) è una struttura senza fini di lucro che collabora con gli Enti pubblici preposti per legge a promuovere e perseguire la politica di riduzione dei rifiuti, l'attuazione della raccolta differenziata per la separazione, lavorazione, riciclaggio e valorizzazione delle biomasse e in genere delle frazioni organiche compostabili. Il Consorzio, inoltre, coordina e promuove le attività delle imprese e degli enti consorziati per diverse attività collegate alle tematiche del settore.
Il Consorzio ha una rilevanza nazionale e conta circa cento Soci, riunendo imprese ed enti pubblici e privati produttori di compost e altre organizzazioni che, pur non essendo produttori di compost, sono comunque interessate alle attività di compostaggio (produttori di macchine e attrezzature, di fertilizzanti, enti di ricerca, ecc.).
Il C.I.C. è l'unica organizzazione che in Italia promuove e persegue, attraverso la collaborazione con gli Enti Pubblici preposti per legge, la politica di riduzione dei rifiuti, l'attuazione della raccolta differenziata per la separazione, lavorazione, riciclaggio e valorizzazione delle biomasse ed in genere delle frazioni organiche compostabili.
L'impegno dei Compostatori del C.I.C. non si limita ad operare nel rispetto scrupoloso delle norme, ma anche volto alla costante ricerca di soluzioni improntate verso la minimizzazione dell'impatto ambientale degli impianti e di un elevato standard qualitativo dei prodotti ottenuti. A tal fine, i Compostatori del C.I.C. garantiscono l'utilizzo di matrici organiche di qualità ed il controllo rigoroso dei processi produttivi.
Per saperne di più abbiamo rivolto alcune domande al Presidente C.I.C., Alessandro Canovai.
 
Presidente, qual è la percentuale della frazione organica nel totale dei rifiuti solidi urbani?
La frazione organica rappresenta un terzo del peso dei RSU ovviamente è una parte pesante contenendo un’alta percentuale di acqua (viene appunto anche chiamata frazione umida). Se guardiamo ai dati nazionali della Raccolta Differenziata 2013, il 41% è rappresentato proprio dalla frazione organica. Mi sento quindi di dire che tale percentuale rappresenta l’asse portante di RD del nostro Paese. Per quanto riguarda la destinazione, tale frazione è destinata principalmente alle filiere di trasformazione come appunto: gli impianti di compostaggio e gli impianti di biogas per la produzione di energia, soprattutto elettrica. In ogni caso è una frazione riciclabile al 100% fatta salvo la buona qualità della raccolta.

Quali sono le problematiche legate alla raccolta differenziata, separazione, riciclaggio e valorizzazione delle frazioni organiche compostabili?
Necessaria per il riciclaggio, passaggio successivo alla raccolta, è la buona qualità della parte riciclata; in questo senso il cittadino deve avere indicazioni chiare per poter attuare una corretta RD. Ovviamente il compostatore si avvantaggia di una buona RD in quanto il processo si giova notevolmente della minor presenza di scarti, anche dal punto di vista dei costi di gestione. Inoltre, è chiaro che essendo il processo di compostaggio una reazione di tipo organico, affidata a microrganismi, che “lavorano” meglio se nella frazione umida sono presenti minori quantità di materiali non compostabili.

L’avvento delle bioplastiche ha favorito la raccolta differenziata?
La finalità della bioplastica è proprio quella di favorire la raccolta organica, che essendo anche essa biodegradabile, limita al minimo gli scarti non compostabili negli impianti di compostaggio.

A suo avviso c’è un reale interesse da parte del Legislatore nella promozione della valorizzazione agricola del compost prodotto dalle frazioni organiche urbane?
Esiste il Piano Nazionale di Green Public Procurement che impone alle Pubbliche Amministrazioni di utilizzare prodotti riciclati in luogo di quelli vergini. Di fatto, però, il nostro settore è lasciato al libero mercato. Tuttavia, essendo ormai una solida realtà da venti anni, mi sento di affermare che oggi possiamo veramente proseguire con le nostre forze. In questo senso, abbiamo creato negli anni sbocchi di mercato interessanti ad esempio nel settore del florovivaismo, e piano piano ci stiamo accreditando anche per l’uso del nostro compost come ammendante in pieno campo, nonostante il mondo agricolo non sia mai molto aperto alle novità. Direi quindi che oggi è più che mai importante non perdere i settori conquistati, continuando a fornire un prodotto di alta qualità certificato e garantito dalla nostra vigilanza e competenza.

Ecco ci parli quindi del vostro Marchio di qualità. Quali sono le caratteristiche di questa certificazione e cosa garantisce al consumatore? La Regione Abruzzo ad esempio ha approvato il proprio Marchio Compost Abruzzo che prevede un percorso di certificazione concordato con il vostro Consorzio. Altre regioni italiane hanno raccolto la stessa sfida?
Il Marchio di qualità che noi rilasciamo è un marchio volontario con un regolamento di adesione che garantisce una verifica da parte di terzi di tutta la filiera sulla tracciabilità della matrice e sulla qualità del prodotto oltre che alla conformità alla normativa nazionale del settore e consente di valorizzare sul proprio territorio un prodotto proveniente da quel territorio anche perché l’utilizzo di questo compost in pieno campo acquista ancora maggior valore se viene utilizzato come prodotto a km zero. Invece per il comparto del florovivaismo si utilizza un prodotto insacchettato come quello che si ritrova nei comuni supermercati e si tende a perdere, così, la caratteristica del prodotto locale.
Il “compost a Km zero” presenta notevoli  vantaggi come il completamento del sistema rifiuti sul territorio; sì che il cittadino percepisce il senso dell’ impegno che applica per mettere in atto la RD e favore la cosiddetta economia circolare.  

Quali iniziative mette in campo il C.I.C. per diffondere le proprie iniziative sia tra gli associati che tra la cittadinanza.
Il Consorzio ha la missione di dare supporto tecnico a tutte le imprese pubbliche e private associate che si occupano della raccolta e del compostaggio della frazione organica dei RSU, più i singoli impianti pubblici e privati piccoli e grandi diffusi su tutto il territorio nazionale. Forniamo, inoltre, un servizio formativo specialistico per la gestione della filiera di raccolta e trattamento dei rifiuti e offriamo servizi informativi e divulgativi alla cittadinanza, non direttamente, ma attraverso le imprese che effettuano la raccolta. Questo garantisce un ottimo rapporto di collaborazione con i nostri Soci, ma ci “nasconde” agli occhi dei cittadini. Per questo stiamo valutando la possibilità di aumentare la nostra visibilità mantenendo sempre alto lo standard qualitativo di informazione.