Per celebrare la Giornata il tema scelto quest'anno vuole richiamare l'attenzione sulla necessità di integrare la biodiversità in tutte le politiche e nei vari settori economici, perché la gestione sostenibile degli ecosistemi garantisce i mezzi di sussistenza e il benessere delle popolazioni.

22 maggio 2016 giornata mondiale biodiversita

Per aumentare la comprensione e la consapevolezza delle problematiche della Biodiversità, le Nazioni Unite hanno proclamato il 22 maggio “Giornata Mondiale della Diversità Biologica” (International Day of Biodiversity).

La data è stata scelta per ricordare il giorno in cui nel 1992 fu adottata a Nairobi la “Convention on Biological Diversity (CBD)”, un trattato internazionale, ratificato da 196 Paesi, volto a tutelare ed usufruire di un’equa ripartizione delle risorse energetiche del Pianeta, integrato poi con l’adozione del "Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza" (2000), per la protezione della biodiversità dai rischi derivanti dal trasferimento, dalla manipolazione e dall’uso degli organismi geneticamente modificati (OGM) ottenuti dalle moderne tecniche di biotecnologia, e del "Protocollo di Nagoya" (2010) sull’accesso alle risorse genetiche e l’equa distribuzione dei benefici derivanti dal loro utilizzo.

Giunta alla sua XV edizione, quest’anno la Giornata ha per focus "Diffondere la Biodiversità nei diversi settori della società, per sostenere i popoli e i loro mezzi di sussistenza"(Mainstreaming Biodiversity;Sustaining People and their Livelihoods).
"La biodiversità è il fondamento per la vita e per i servizi essenziali forniti dagli ecosistemi - ha dichiarato Braulio Ferreira de Souza Dias, Segretario esecutivo della CBD - È, quindi, alla base dei mezzi di sussistenza delle persone e dello sviluppo sostenibile in tutti i settori di attività, compresi tra gli altri settori economici come l'agricoltura, la silvicoltura, la pesca e il turismo, tra gli altri. Arrestando la perdita di biodiversità, stiamo investendo sulle persone, sulla loro vita e sul loro benessere".

Anche la 13a Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica (CDB-COP 13) dal titolo "Linking biodiversity, climate change and sustainableland management" che si terrà a Cancún (Messico) dal 4 al 17 dicembre 2016 dedicherà un'attenzione particolare al tema dell'integrazione della biodiversità nelle politiche e nei vari settori economici. 
Si tratta, peraltro, della prima riunione dopo l'adozione da parte dell'Assemblea delle Nazioni Unite nel settembre 2015 dell'Agenda 2030 sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), il 15° dei quali (sono 17) recita "Proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e invertire il degrado dei suoli e fermare la perdita di biodiversità".

Alcuni devono essere conseguiti all'orizzonte 2030, ma altri, come nel caso dei sottobiettivi del 15°, entro il 2020 ovvero tra meno di un lustro.

15.1 Entro il 2020, garantire la conservazione, il ripristino e l'uso sostenibile degli ecosistemi di acqua dolce terrestri e nell’entroterra e dei loro servizi, in particolare le foreste, le zone umide, le montagne e le zone aride, in linea con gli obblighi derivanti dagli accordi internazionali.

15.2 Entro il 2020, promuovere l'attuazione di una gestione sostenibile di tutti i tipi di foreste, fermare la deforestazione, promuovere il ripristino delle foreste degradate e aumentare notevolmente l’afforestazione e riforestazione a livello globale

15.3 Entro il 2030, combattere la desertificazione, ripristinare i terreni degradati ed il suolo, compresi i terreni colpiti da desertificazione, siccità e inondazioni, e sforzarsi di realizzare un mondo senza degrado del terreno

15.4 Entro il 2030, garantire la conservazione degli ecosistemi montani, compresa la loro biodiversità, al fine di migliorare la loro capacità di fornire prestazioni che sono essenziali per lo sviluppo sostenibile

15.5 Adottare misure urgenti e significative per ridurre il degrado degli habitat naturali, arrestare la perdita di biodiversità e, entro il 2020, proteggere e prevenire l'estinzione delle specie minacciate

15.6 Promuovere la condivisione giusta ed equa dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche e promuovere l'accesso adeguato a tali risorse, come concordato a livello internazionale

15.7 Adottare misure urgenti per porre fine al bracconaggio ed al traffico di specie di flora e fauna protette e affrontare sia la domanda che l'offerta di prodotti della fauna selvatica illegali

15.8 Entro il 2020, adottare misure per prevenire l'introduzione e ridurre significativamente l'impatto delle specie alloctone (aliene) invasive sulla terra e sugli ecosistemi d’acqua e controllare o eradicare le specie prioritarie

15.9 Entro il 2020, integrare i valori di ecosistema e di biodiversità nella pianificazione nazionale e locale, nei processi di sviluppo, nelle strategie di riduzione della povertà e account nella contabilità

15.a Mobilitare ed aumentare sensibilmente le risorse finanziarie da tutte le fonti per conservare e utilizzare in modo durevole biodiversità ed ecosistemi

15b Mobilitare risorse significative da tutte le fonti e a tutti i livelli per finanziare la gestione sostenibile delle foreste e fornire adeguati incentivi ai paesi in via di sviluppo per far progredire tale gestione, anche per quanto riguarda la conservazione e la riforestazione

15.c Migliorare il sostegno globale per gli sforzi a combattere il bracconaggio e il traffico di specie protette, anche aumentando la capacità delle comunità locali di perseguire opportunità di sostentamento sostenibili