Dopo i dati registrati di dicembre, in un comunicato congiunto, seppur gli studi effettuati siano stati del tutto indipendenti, NASA-GISS e NOAA hanno certificato quanto era stato largamente previsto e che rafforza la tendenza a lungo termine del riscaldamento globale.

Mancava solo il tassello del mese di dicembre per poter certificare quanto le previsioni preannunciavano sulla base dei dati registrati nei precedenti 11 mesi ovvero che il 2016 sarebbe stato l'anno più caldo dal 1880, da quando cioè sono state annoverate le temperature superficiali della Terra.

L'apporto di incremento della temperatura media globale del mese di dicembre è risultato, sulla base delle analisi indipendenti svolte da NASA GISS (Goddard Institute of Space Studies) e NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e diffuse il 18 gennaio 2017 è stato di 0,79 °C superiore alla media del XX secolo e il terzo dicembre più caldo degli ultimi 137 anni. Più precisamente è stato di 1,28 °C più caldo sulla superficie terrestre e di 0,61 °C sugli oceani.
Assommate queste temperature a quelle degli altri mesi del 2016, il risultato conclusivo è che: il 2016 è stato l'anno più caldo di sempre, battendo il record stabilito dal 2015 che a sua volta aveva superato quello del 2014, con un aumento di 0,99 °C rispetto alla media del secolo precedente.
"Il 2016 è risultato il terzo anno record consecutivo in questa serie - ha dichiarato il Direttore del GISS, Gavin Schmidt - Non ci aspettiamo che ogni anno batto il record dell'anno precedente, ma la tendenza a lungo termine del riscaldamento in corso è chiara".

La maggior parte del riscaldamento è avvenuto negli ultimi 35 anni, con 16 dei 17 anni più caldi mai registrati che si sono verificati a partire dal 2001. Non solo il 2016 é l'anno più caldo mai registrato, ma 8 dei 12 mesi che compongono l'anno - da gennaio a settembre, con l'eccezione del mese di giugno, sono risultati i più caldi mai registrati per i rispettivi mesi.

A livello di superficie terrestre nel 2016 la temperatura media globale è stata di 1,43 °C al di sopra della media del XX secolo, la più alta dell'intero periodo 1880-2016, superando il precedente record del 2015 di 0.10 °C. Le temperature più elevate rispetto alle medie si sono registrate nell'Estremo Oriente Russo, in Alaska, nel Canada occidentale, nella parte occidentale degli Stati Uniti, in gran parte dell'America centrale e nella regione settentrionale. In generale, tuttavia, nel 2016 non ci sono state aree con temperature inferiori alle medie annuali.

La temperatura media globale della superficie del mare è stata di 0,75 °C al di sopra della media del XX secolo, anche se ha superato soltanto di 0,01 °C il record del 2015. Le temperature più alte rispetto alla media sono state registrate nelle acque attorno all'Alaska, del mar di Bering, in quelle dell'oceano Pacifico meridionale e occidentale, di alcune zone dell'Atlantico centro-occidentale, del Golfo del Messico e dei Caraibi, di parti dell'oceano Indiano sud-orientale, di quelle attorno agli Stati insulari dell'Asia e dell'Oceania. L'unica area dell'oceano ad aver registrato temperature molto più basse della media è stata quella attorno alla penisola Antartica.

Se il fenomeno ciclico, conosciuto come El Niño, che riscalda l'Oceano Pacifico tropicale, causando le variazioni a breve termine delle temperature medie globali, come avvenuto nel corso del 2015, il suo protrarsi anche nei primi mesi del 2016, secondo gli scienziati NASA e NOAA il suo impatto sul 2016 non è stato superiore a 0,12 °C. Mentre il fenomeno opposto della Niña che si caratterizza per anomalie negative della temperature del mare è destinata ad esaurirsi entro il mese di marzo 2017, anche se probabilmente riuscirà ad impedire che il 2017 sia un nuovo anno record, le temperature medie globali non saranno molto lontane da quelle registrate nei 5 anni precedenti, ha osservato il Direttore del GISS.

Per quanto riguarda le precipitazioni si sono registrate delle anomalie in negativo per la fascia che si affaccia sull'Atlantico del Nord America, in quella orientale del Sud America, in India, la zona Siberiana e la regione insulare dell'Asia e del Pacifico settentrionale e, soprattutto l'Africa australe. In Europa, precipitazioni notevolmente inferiori alle medie si sono registrate nel sud della Francia, il versante baltico di Germania e Polonia e la penisola scandinava, mentre la regione danubiana è stata flagellata da precipitazioni molto più intense della media. Precipitazioni importanti a livello globale si sono avute anche nella parte meridionale del Sud America, nel Mid-West statunitense, nell'Asia Centrale, nella Cina meridionale e in Giappone.

Desta maggior preoccupazione la continua riduzione del manto nevoso nell'emisfero settentrionale, che nel 2016 è stata di circa 100.000 miglia quadrate in meno della media 1981-2010, con 12 anni di fila di calo da quando si è iniziata nel 1968 la raccolta di tali dati. Come pure è in declino il ghiaccio marino che in Artico ha occupato il minimo storico con una riduzione del 12,58% e quello In Antartide con la diminuzione del 4,16% colloca il 2016 al 2° posto negli annali.