Con il 33% di tutti i suoli mondiali degradati e con le pressioni umane in continua crescita, si stanno raggiungendo dei limiti critici che rendono la gestione sostenibile dei suoli una questione urgente.

2015 anno internazionale suoli

Sappiamo più del moto degli astri sopra di noi, che del suolo sotto i nostri piedi” (Leonardo Da Vinci).
Dopo oltre 500 anni, non è cambiato molto: sappiamo ancora relativamente poco del vasto e complesso mondo che esiste sottoterra nel terreno e che fornisce in ultima analisi il fondamento per la vita fuori della terra.
Il 20 dicembre 2013 la 68a Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la proposta della FAO di proclamare il 2015 “Anno Internazionale dei Suoli” (IYS) con l’obiettivo di:
- far acquisire alla società civile e ai decisori politici la piena consapevolezza circa il ruolo fondamentale dei suoli per il benessere umano;
- ottenere il pieno riconoscimento dei contributi importanti dei suoli per la sicurezza alimentare, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, i servizi ecosistemici essenziali, la riduzione della povertà e lo sviluppo sostenibile;
- promuovere politiche e azioni efficaci per la gestione sostenibile e la protezione delle risorse dei suoli;
- sensibilizzare i decisori sulla necessità di ingenti investimenti in attività di gestione sostenibile dei suoli volte a mantenere i terreni sani per diversi utenti e gruppi di popolazione;
- catalizzare le iniziative in relazione con il processo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e l'Agenda post-2015;
- sostenere la rapida valorizzazione della raccolta di informazioni sulle caratteristiche e condizioni dei suoli a tutti i livelli (globale, regionale e nazionale).

Suoli sani sono fondamentali per la produzione mondiale di cibo, ma non prestiamo abbastanza attenzione a questo importante e ‘silenzioso alleato’ - ha affermato il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva - Oggi vi sono oltre 805 milioni di persone che soffrono di fame e malnutrizione. La crescita della popolazione richiederà approssimativamente un aumento del 60% della produzione alimentare. Dato che gran parte del nostro cibo dipende dai suoli è facile capire quanto sia importante mantenerli sani e produttivi”.
“Sfortunatamente, un terzo dei nostri terreni è in condizioni di degrado e le pressioni dell'uomo stanno raggiungendo livelli critici, riducendo ed a volte eliminando alcune delle loro funzioni essenziali - ha osservato da Silva - Invito tutti a promuovere attivamente la causa dei suoli nel corso del 2015, poiché è un anno importante per spianare la strada verso un sviluppo veramente sostenibile per tutti e da parte di tutti”.

I suoli costituiscono non soltanto la base per la produzione di cibo, combustibili, fibre e prodotti medici, ma sono anche essenziali per i servizi agli ecosistemi e al benessere umano.
I suoli ospitano almeno un quarto della biodiversità globale; svolgono un ruolo chiave nella fornitura di acqua potabile e nella resilienza alle inondazioni e alla siccità; sono il più grande serbatoio di carbonio terrestre, così che la sua conservazione può contribuire alle azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

ruolo suoli

La FAO stima che un terzo dei terreni mondiali siano degradati, a causa dell'erosione, della compattazione, dell'impermeabilizzazione, della salinizzazione, dell'erosione di materiale organico e di nutrienti, dell'acidificazione, dell'inquinamento e di altri processi causati da pratiche insostenibili di gestione dei terreni.
Se non vengono adottati nuovi approcci, secondo la FAO, nel 2050 l'ammontare globale di terreni arabili e produttivi pro capite sarà pari a solo un quarto del livello del 1960.
Possono volerci fino a 1.000 anni per formare un centimetro di suolo - ha aggiunto il Direttore della FAO - Con il 33% di tutto il suolo mondiale degradato e con le pressioni umane in continua crescita, si stanno raggiungendo dei limiti critici che rendono la loro buona gestione una questione urgente”.
Proprio per tali motivi la valutazione dei suoli deve costituire la componente fondamentale nella pianificazione territoriale, in quanto contribuisce alla conservazione e al miglioramento della qualità dell’ambiente, orientando in modo ecologicamente valido lo sviluppo del territorio nel rispetto della difesa del suoli e promuovendo strategie territoriali atte a limitare in via preventiva i danni sugli stessi.
Tra le priorità più stringenti vi è quella di aggiornare, standardizzare e rendere accessibile le conoscenze disponibili sui tipi di suolo e la loro distribuzione.
Attualmente, i dati sui terreni sono spesso obsoleti, di copertura limitata e frammentari. Una delle priorità della FAO è quella di creare un sistema di informazioni sui suoli mondiali che possa aiutare con dati e informazioni affidabili le decisioni in materia di gestione dei terreni.

Oltre a far aumentare la consapevolezza della fondamentale importanza dei suoli quale risorsa naturale essenziale limitata e non rinnovabile, l’IYS aiuterà anche a mobilitare la comunità internazionale ad agire verso la sua tutela, nel contesto della Risoluzione finale del 27 giugno 2012 “Il futuro che vogliano” (The future we want) di “RIO +20” che al punto 206 recita “Riconosciamo la necessità di un’azione urgente per invertire il processo di degrado del suolo. In vista di questo, ci impegneremo a raggiungere un mondo a degrado nullo del suolo nel contesto dello sviluppo sostenibile. Questo dovrebbe agire per richiamare risorse finanziarie da una molteplicità di fonti pubbliche e private”.
 
Numerose le manifestazioni, le conferenze e le altre iniziative che si svolgeranno nel corso dell’anno in tutti i Paesi, ma di certo l’EXPO di Milano che ha per tema di fondo “Nutrire il Pianeta: Energia per la Vita”, costituirà l’occasione speciale per aumentare la consapevolezza circa le attività per conseguire un uso più efficiente dei suoli e delle politiche per la conservazione di questa risorsa chiave che deve essere mantenuta in buono stato da tramandare alle future generazioni.