I rifiuti? Una risorsa. Anzi un fattore di promozione culturale

I rifiuti? Una risorsa. Anzi un fattore di promozione culturale

La riqualificazione del rifiuto, secondo l’impresa campana Di Gennaro spa fra le prime dieci a livello nazionale. Non solo produzione, anche iniziative culturali e formative. Per promuovere il senso civico e incrementare la raccolta differenziata. Giuseppe Di Gennaro, amministratore delegato della società, ricorda le più recenti iniziative sponsorizzate.

di gennaro

Più di tante parole o immagini, toccare con mano gli oggetti realizzati con le materie prime recuperate aiuta a comprendere le potenzialità del recupero e del riciclo dei rifiuti. La possibilità di trasformare ciò che sembrerebbe destinato alla discarica in manufatti di ogni tipo e forma rende concreta l’affermazione, a prima vista astratta: il rifiuto è una risorsa. Un oggetto che stimola la creatività e in alcuni casi l’arte. «Osservare da vicino uno di questi oggetti è un’esperienza istruttiva, che rende intuitiva l’importanza di differenziare il rifiuto all’origine del suo ciclo, ovvero a casa nostra». Ad affermarlo è Giuseppe Di Gennaro, amministratore delegato della Di Gennaro Spa, società campana che ha saputo ottimizzare il processo di recupero e riqualificazione dei rifiuti, restituendo col proprio lavoro un valore alla società, agli operatori economici e ai cittadini. E poiché “da cosa nasce cosa”, come ama ripetere Di Gennaro, l’azienda, oltre a investire nel proprio settore – nel quale si colloca fra le prime dieci a livello nazionale –, sponsorizza eventi culturali, grazie alla spiccata sensibilità e attenzione verso il mondo artistico del suo management, del quale fanno parte anche i fratelli Salvatore ed Enzo e il cugino Giuseppe jr. “Il nostro impegno - prosegue l’amministratore delegato - non si esaurisce solo nel contesto produttivo. Al contrario va oltre, nella ferma volontà di unire arte, impresa, ambiente e cultura. Perché è ancora indispensabile sensibilizzare la cittadinanza su queste tematiche”.

Vi trovate in Campania, regione che da diversi anni convive con quella che, all’inizio, è stata definita l’“emergenza rifiuti”. Nonostante questo siete un’eccellenza industriale. Come risponde a quello che potrebbe apparire un paradosso?
Indubbiamente lavoriamo in una realtà che presenta mille difficoltà. Nonostante l’assenza di una cultura locale in materia di gestione dei rifiuti - che spesso si traduce in una totale resistenza da parte della popolazione nel voler affrontare la questione - la nostra società, oltre a svolgere con zelo la propria attività, si sforza di diffondere una cultura del recupero del materiale riciclabile. Attraverso alcune mirate campagne di comunicazione abbiamo contribuito a formare una coscienza ecologica, soprattutto fra i giovani, anche con il supporto di associazioni come Legambiente. Sempre all’interno di questo quadro, abbiamo promosso visite guidate nel nostro stabilimento, accogliendo scolaresche, studenti universitari e rappresentanti di grandi realtà aziendali, che così hanno potuto verificare in modo diretto e tangibile le diverse fasi del riciclo.

Come si legano queste iniziative socio-culturali alla necessità di generare fatturato e utili?
La sostenibilità ambientale è il nostro business. Per questo parte integrante del nostro lavoro è anche l’impegno continuo nelle iniziative finalizzate a tutelare l’ambiente e a sensibilizzare le persone sulla necessità di attuare una difesa del territorio. La corretta gestione del ciclo dei rifiuti e del riuso dei materiali avvantaggia intere filiere produttive. Dal riciclo delle materie prime seconde deriva un pezzo importante della nostra economia nazionale, che guarda al futuro ed è competitiva proprio perché scommette su ambiente e qualità della vita, oltre che nell’arte e nella cultura. Così, accanto all’attività di impresa, abbiamo sostenuto diverse iniziative.

Quali sono, per lei, le iniziative più significative fra quelle sponsorizzate negli ultimi anni?
Fra le più recenti, ricordo la mostra dell’architetto Giuseppe Savarese, Di mari in mari, esposta negli spazi del Palazzo delle Arti di Napoli nel dicembre 2013. E inoltre alcune pubblicazioni, come Ollip e il grande inceneritore, una fiaba ecologica o meglio una graphic novel, realizzata dal fumettista Luca Dalisi (pubblicata dalla casa editrice Ad est dell’equatore) e che racconta, a bambini e non, il dramma della terra dei fuochi.

In che modo questa graphic novel, che si rivolge prevalentemente a un pubblico di giovanissimi, racconta questa vicenda tanto grave?
I giovani lettori seguono le vicende di Ollip, polipetto extraterrestre con poteri taumaturgici che va in giro per una metropoli inquinata da rifiuti di ogni tipo. È un viaggio avventuroso alla scoperta di un pianeta perduto, infestato da rifiuti tossici. La scrittura alterna un tono forte all’ironia e alla poesia, alleggerendo il tutto con le tavole colorate di Luca Dalisi. Alla finzione narrativa, però, si aggiunge il momento formativo. Infatti, ogni capitolo del volume si conclude con una scheda didattica, approvata da Legambiente Campania, che illustra le soluzioni ai problemi ambientali: differenziata, compost, riuso, riciclo, rifiuti zero e il kit “naturino”. Inoltre, è stata data alle stampe una versione speciale per la città di Napoli, che include una mappa – sempre disegnata dall’autore – delle isole ecologiche dell’azienda che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani nel capoluogo campano.

Concretamente, quali trasformazioni avvengono lungo il vostro processo produttivo?
Nello specifico, realizziamo la valorizzazione di carta da macero, imballaggi in plastica, alluminio, materiali ferrosi e non ferrosi e materiali non pericolosi. Questo passaggio di valorizzazione è fondamentale per il successivo riciclo, poiché questa manipolazione di frazioni nobili del rifiuto costituisce l’azione che lo trasforma in una risorsa per il sistema industriale. I materiali provenienti dalla raccolta differenziata vengono condotti all’impianto, conferiti da terzi, e, una volta pesati, a seconda della tipologia, vengono smistati ad aree diverse per effettuare lo scarico e, successivamente, attraverso mezzi meccanici, spinti all’interno di tramogge e avviati alle diverse fasi di trattamento.

Alla fine del processo qual è il risultato?
Carta e plastica, vetro e legno, alluminio e acciaio, recuperati e selezionati nei nostri sistemi moderni e tecnologicamente avanzati, diventano materie prime per la costruzione di bici e passeggini, scarpe, borse e cinture, mobili, lampade e moltissimi altri articoli che tutti i giorni utilizziamo. Così facendo siamo entrati nell’era della green economy, in cui a prevalere è la cultura del riciclo, del rispetto dell’ambiente e della sua salvaguardia, dove la differenziazione dei rifiuti e la loro gestione consapevole diventa un atto di responsabilità verso la qualità della vita presente e quella delle generazioni future. In questo nuovo mondo, la raccolta differenziata, il recupero e riciclaggio dei rifiuti, non sono e non devono essere semplicemente delle buone intenzioni, bensì le fasi di un processo industriale che porta a utilizzare in maniera ottimale le risorse disponibili.

Quali sono le potenzialità del vostro impianto di riqualificazione del rifiuto?
Con un’estensione di 40mila metri quadri, il nostro impianto di Caivano rappresenta una vera e propria piattaforma Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), in quanto costituisce il principale riferimento della regione Campania per i consorzi di filiera Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica), Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero degli Imballaggi in Plastica), Rilegno (Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno), Cial (Consorzio Imballaggi Alluminio) e Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa). Il nostro modello produttivo è la naturale evoluzione di una vocazione consolidata a coniugare l’attenzione per l’ambiente con le tecnologie più innovative. Inoltre, per aumentare la capacità produttiva, ampliando allo stesso tempo la gamma dei prodotti trattati, sosteniamo la crescita della percentuale di raccolta differenziata, anche affiancando a livello locale i consorzi di filiera nella loro funzione di informazione e sensibilizzazione dei cittadini.

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