In occasione della celebrazione della Giornata Mondiale delle Zone Umide che quest’anno ha per focus l’importanza delle scelte che devono essere intraprese per arrestare la grave minaccia che incombe su questi ecosistemi, essenziali per la vita umana, il Segretariato della Convenzione di Ramsar ha indetto un concorso fotografico aperto a giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni (scadenza 3 marzo 2015).

world wetlands day 2015

Il 2 febbraio 1971 venne firmata la Convenzione internazionale relativa alle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, meglio nota come la Convenzione di Ramsar, dal nome della città iraniana sul Mar Caspio, dove si tenne la storica Conferenza Internazionale.

Nata per rispondere all'esigenza di invertire il processo di trasformazione e distruzione delle zone umide (le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri), ovvero quegli ambienti primari per la vita degli uccelli acquatici che devono percorrere particolari rotte migratorie attraverso diversi Stati e Continenti per raggiungere ad ogni stagione i differenti siti di nidificazione, sosta e svernamento, con il passare del tempo e con l'aumentare dei trattati internazionali per la conservazione della natura, la Convenzione di Ramsar ha cercato di allargare i suoi obiettivi su tutti gli aspetti riguardanti la conservazione e l'uso sostenibile delle zone umide.

La Convenzione è stata sottoscritta finora da 168 Paesi e comprende una Lista di 2.186 zone umide di importanza strategica internazionale per il mantenimento della biodiversità mondiale, che coprono una superficie di oltre 208 milioni di ettari.
L’Italia ha aderito ufficialmente alla Convenzione con un DPR nel 1977 ed attualmente conta 53 siti per una superficie di oltre 60.000 ettari, secondo l’elenco stilato dal Ministero dell’Ambiente. Interessano ambienti e paesaggi molto significativi di 15 regioni tra laghi, torbiere, fiumi e foci, stagni, lagune, valli da pesca, litorali con acque marine costiere, e sono per la totalità inseriti anche nella rete Natura 2000 o in aree protette nazionali, regionali o locali.

Per la ricorrenza della Convenzione, dal 1997 il 2 febbraio di ogni anno si celebra Giornata Mondiale delle Zone Umide (World Wetlands Day), che per il 2014 ha per focus “Le Zone Umide per il nostro Futuro”, per mettere in evidenza l’importanza delle scelte che devono essere intraprese, considerando la grave minaccia che incombe sulle zone umide di tutto il mondo, delle quali oltre il 64% è andato distrutto dal 1990 ad oggi e in alcune regioni, in particolare in Asia, la perdita è ancora maggiore.

Questo rapido declino significa che l'accesso all'acqua dolce sta peggiorando per quasi 2 miliardi di persone in tutto il mondo, mentre il controllo delle inondazioni, la riduzione del rischio di catastrofi climatiche, lo stoccaggio del carbonio e i mezzi di sostentamento per le popolazioni che vivono nelle zone limitrofe alle zone umide, sono in grave sofferenza e con loro il nostro futuro.
Oltre la perdita di servizi idrici offerti dalle zone umide viene colpita la ricca fauna che vi vive, la nostra biodiversità.
Le popolazioni delle specie di acqua dolce sono diminuite del 76% negli ultimi 40 anni, secondo il “Living Planet Report” del WWF, con una perdita superiore a qualsiasi altro ambiente terrestre.
Purtroppo, le zone umide sono spesso viste come aree incolte che devono essere svuotate, riempite e convertite per altri scopi.
Le cause principali di perdita e del degrado delle zone umide sono indotte dai cambiamenti di uso del suolo, in particolare dalla conversione all'agricoltura e al pascolo e dalla crescita delle città e infrastrutture, con l’aggravante di rilasciare nelle zone umide un eccesso di nutrienti e di prelevare acqua, deviandola per fare dighe, laghetti, corsi d’acqua e… canali.

C’è bisogno di una maggiore consapevolezza del ruolo che assolvono le zone umide e della necessità del loro mantenimento e ripristino:
- Ogni essere umano ha bisogno di 20-50 litri di acqua al giorno per bere, cucinare e pulirsi: le zone umide forniscono l'acqua.
- Le piante delle zone umide filtrano e assorbono i fertilizzanti e pesticidi dannosi che vengono rilasciati nelle acque, così come i metalli pesanti e le tossine di origine industriale.
- Le zone umide forniscono cibo: nelle risaie viene coltivato il cereale che costituisce l’alimento base per tre miliardi di persone, e nelle paludi, negli estuari e nei laghi costieri viene prodotta la maggior parte del pesce da acquicoltura.
A livello globale, dalle zone umide deriva il 70% di tutta l'acqua dolce utilizzata per l'irrigazione dei nostri raccolti.
- Le zone umide sono ricche di biodiversità, ospitando più di 100.000 specie di acqua dolce conosciute e questo numero sta crescendo ogni anno.
- Le zone umide agiscono come ammortizzatori di eventi naturali estremi, assorbendo le precipitazioni abbondanti e riducendo l'impatto delle inondazioni fluviali, mentre agiscono come stoccaggio idrico nei periodi di siccità.
- Le zone umide mitigano l’impatto dei cambiamenti climatici, quali serbatoi di carbonio più del doppio delle foreste e limitano l’erosione delle aree costiere per effetto dell’innalzamento del livello dei mari, riducendo l’impatto di tifoni, uragani e tsunami.
- Le zone umide forniscono i mezzi di sussistenza e prodotti sostenibili a 62 milioni di persone che dipendono direttamente dalla pesca per vivere, il legname per le costruzioni, gli oli vegetali, le piante medicinali, il foraggio per gli animali, e steli e foglie per tessuti.


wetlands


Abbiamo bisogno che la gente sia informata sull’importanza delle zone umide affinché possa contribuire ad arrestare questa drammatica perdita - ha dichiarato Christopher Briggs, Segretario generale della Convenzione di Ramsar - Al riguardo, educare i giovani è di vitale importanza. Abbiamo bisogno che la prossima generazione sia impegnata e competente sull'importanza delle zone umide. Perciò quest’anno, in collaborazione con Star Alliance, abbiamo indetto un concorso fotografico riservato ai giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni”.

Per partecipare al Concorso bisogna inviare dal 2 febbraio al 3 marzo 2015 al sito www.worldwetlandsday.org, fino ad un massimo di 3 foto in formato digitale di una zona umida e deve riguardare la loro gestione e conservazione o le piante e gli animali selvatici che vi si trovano o illustrare la loro importanza per il nostro futuro.
Le fotografie postate saranno giudicate da una giuria di cui farà parte il celebre fotografo di paesaggi Charlie Waite secondo i seguenti criteri:
il voto del pubblico (25%); la qualità tecnica (25%); la qualità artistica (25%); l’attinenza al tema (25%).

La fotografia vincitrice verrà premiata con un volo aereo gratuito per visitare un sito Ramsar in qualsiasi parte del mondo.
Verranno assegnati altri 5 Premi consistenti in biglietti per assistere al Campionato di Golf femminile di Evian (Francia) nel settembre 2016.