La celebrazione annuale della Giornata Mondiale delle Zone Umide quest’anno non avrà il focus solo sulla protezione della fauna, ma allargherà le sue analisi al contributo importante che esse offrono a pratiche agricole di successo.

world wetlands day

Il 2 febbraio 1971 venne firmata Convenzione internazionale relativa alle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, meglio nota come la Convenzione di Ramsar, dal nome della città iraniana sul Mar Caspio, dove si tenne la storica Conferenza Internazionale.

Nata per rispondere all'esigenza di invertire il processo di trasformazione e distruzione delle zone umide (le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri) ovvero quegli ambienti primari per la vita degli uccelli acquatici che devono percorrere particolari rotte migratorie attraverso diversi Stati e Continenti per raggiungere ad ogni stagione i differenti siti di nidificazione, sosta e svernamento, con il passare del tempo e con l'aumentare dei trattati internazionali per la conservazione della natura, la Convenzione di Ramsar ha cercato di allargare i suoi obiettivi su tutti gli aspetti riguardanti la conservazione e l'uso sostenibile delle zone umide.

La Convenzione è stata sottoscritta finora da 168 Paesi e comprende una Lista di 2177 zone umide di importanza strategica internazionale per il mantenimento della biodiversità mondo, che coprono una superficie di oltre 208 milioni di ettari.
L’Italia ha aderito ufficialmente aderito alla Convenzione con un DPR nel 1977 ed attualmente conta 52 siti per una superficie di oltre 60.000.

Per celebrare la ricorrenza, dal 1997 il 2 febbraio di ogni anno si celebra Giornata Mondiale delle Zone Umide (World Wetlands Day), che per il 2014 ha per focus “Le Zone Umide e l’Agricoltura: insieme per la Crescita”, come a voler porre l’accento sulla necessità che zone umide e agricoltura debbono svolgere i propri ruoli in coesistenza per conseguire migliori risultati condivisi. La scelta non è del tutto occasionale, dal momento che il 2014 è stato dichiarato dall’ONU “Anno Internazionale dell’Agricoltura Famigliare”.
Le zone umide sono partner per la crescita e sono state a lungo viste come un ostacolo all'utilizzo agricolo del territorio, ma il loro ruolo essenziale a supporto anche dell'attività agricola sta diventando sempre più chiaro e ci sono pratiche agricole di successo che traggono vantaggio da zone umide in buona salute.

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Come ricorda in un Comunicato il WWF, in Europa negli ultimi 50 anni sono scomparsi circa i due terzi delle zone umide e quelle che sono rimaste subiscono tuttora la pressione degli inquinamenti e dei cambiamenti climatici.
In tutto il mondo si svolgeranno oggi tante iniziative e in Italia, dove per una fortunata coincidenza si è appena chiusa la caccia, sarà possibile osservare indisturbate molte specie di uccelli acquatici nelle aree e oasi gestite dalle associazioni ambientaliste che per l’occasione saranno aperte per visite guidate e svolgimento di eventi speciali.