Uno Studio sulle stalattiti e stalagmiti delle grotte siberiane indica in +1,5 °C rispetto all’era pre-industriale il punto di fusione del permafrost.

Cristalli-di-ghiaccio-Grotta-di-Ledyanaya-Lenskaya

Come sappiamo, la temperatura media globale è salita di 0,6-0,7 °C rispetto al periodo pre-industriale e i Governi si sono impegnati a mantenerla entro i 2 °C alla fine del secolo per non compromettere in maniera irreversibile le condizioni ambientali del Pianeta.
Ora una Ricerca compiuta da un team internazionale guidato da scienziati dell’Università di Oxford lancia un campanello d’allarme, indicando un ulteriore margine di 0,9-0,8 °C in più prima del verificarsi d’un probabile “punto di non ritorno”.

Studiando le stalattiti e stalagmiti delle grotte situate lungo la “frontiera del permafrost”, dove il terreno è permanentemente congelato per uno strato di spessore che varia da alcune decine a qualche centinaio di metri, i ricercatori hanno stabilito che un aumento della temperatura media globale di 1,5 °C in più rispetto al periodo pre-industriale potrebbe provocare lo scioglimento del permafrost su vaste aree della Siberia con il rilascio in atmosfera di 1.000 G. tonn. di anidride carbonica e metano, che amplierebbe il riscaldamento globale, con conseguenti notevoli danni alla salute degli uomini e dell’ambiente naturale (A. Vaks, OS Gutareva, SFM Breitenbach, E. Avirmed, AJ Mason, AL Thomas, AV Osinzev, AM Kononov, e GM Henderson “Speleothems Reveals 500,000-Year History of Siberian Permafrost”).

Poiché le concrezioni di stalattiti e stalagmiti si formano solo quando l’acqua piovana e di scioglimento della neve penetra nelle grotte stillando goccia a goccia, queste formazioni ovviamente risalgono ad un periodo di scioglimento del permafrost.

Gli studi compiuti all’interno della Grotta Ledyanaya Lenskaya, nei pressi della città di Lensk (60°43′N 114°55′E ) in Siberia hanno permesso di datare con i radioisotopi a 400.000 anni fa la crescita di tali formazioni al suo interno, durante un periodo in cui la temperatura media era più calda di 1,5 °C rispetto all’attuale, mentre quando il clima è stato superiore di 0,5-1 °C rispetto all’attuale non si sono formate concrezioni.

“'Le stalattiti e stalagmiti di queste grotte permettono di guardare indietro nel tempo per vedere come periodi caldi simili al nostro clima attuale hanno influenzato l’estensione permafrost attraverso la Siberia - ha dichiarato Anton Vaks del Dipartimento di Scienza della Terra dell’Oxford University, che ha guidato la ricerca - Poiché il permafrost ricopre il 24% della superficie terrestre dell’emisfero settentrionale un significativo scongelamento potrebbe influenzare vaste aree e il rilascio di giga-tonnellate di carbonio, con implicazioni enormi per gli ecosistemi della regione e per l’ambiente umano. Per esempio, gli impianti di gas naturale nella regione, così come le linee elettriche, strade, ferrovie e gli edifici sono tutti costruiti sul permafrost e sono vulnerabili allo scongelamento. Tale disgelo potrebbe danneggiare le infrastrutture con evidenti implicazioni economiche”.

“Anche se non era l'obiettivo principale della nostra ricerca - ha proseguito Vacks - il nostro lavoro suggerisce pure che un mondo di 1,5 °C più caldo di oggi, sarebbe abbastanza caldo da fondere il permafrost più gelato, con ripercussioni sulle regioni limitrofe che vedrebbero cambiamenti significativi con il Deserto del Gobi in Mongolia che diventerebbe molto più piovoso di oggi e, potenzialmente, questa zona estremamente arida somiglierebbe alle steppe asiatiche di oggi”.

Sala di ghiaccio Ledyanaya-Lenskaya
Sala di ghiaccio di grandi dimensioni nella Grotta di Ledyanaya Lenskaya che si trova all'interno del permafrost (Foto: Sebastian FM Breitenbach).

Foto iniziale: Cristalli di ghiaccio all’ingresso della Grotta di Ledyanaya Lenskaya (Foto: Vladimir V. Alexioglo).