12 innovazioni per rendere i sistemi agricoli più resistenti alla siccità

12 innovazioni per rendere i sistemi agricoli più resistenti alla siccità

Il Worldwatch Institute indica i modi per migliorare la sicurezza alimentare e stabilizzare i prezzi alimentari.

Nourishing the Planet

Nell’anno in cui gli USA stanno sperimentando il più lungo e grave periodo di siccità degli ultimi cinquant’anni (finora, perché le previsioni dei meteorologi lasciano intravedere variazioni importanti solo ad ottobre!), si fa più intenso il dibattito sulla necessità di proteggere l’agricoltura locale statunitense e affrontare le problematiche inerenti la vulnerabilità ai disastri naturali, come la siccità.

Nell’ambito del suo progetto “Nourishing the Planet” (cfr: “Pratiche innovative per nutrire il Pianeta”, in Regioni&Ambiente, n. 5-6 maggio-giugno 2012, pag. 86), il Worldwatch Institute, ha individuato 12 innovazioni agricole in grado di rendere l’agricoltura degli USA e quella globale più resistente alla siccità, oltre che sostenibile.

Foto Worldwatch Institute


Se l’agricoltura statunitense subisce gravi impatti, come quelli in corso quest’anno nel Midwest, con l’88% delle colture di mais e il 77% di quelle di soia gravemente compromesse, i contraccolpi a livello globale sono pesanti, come testimoniano le tensioni registrate in questi giorni sui listini internazionali delle derrate alimentari, su cui ci siamo soffermati qualche giorno fa: (clicca qui per consultare il link).

Ecco di seguito le modalità proposte dal Worldwatch Institute.

1. Agro-forestazione. Piantare alberi dentro e intorno alle aziende per ridurre l’erosione del suolo e fornire una barriera naturale contro i forti venti e le intense precipitazioni. Le radici degli alberi rendono stabili e nutriti i terreni. La “Farm Bill” del 1990 ha istituito l’ “Agroforestry Center” con lo scopo esplicito di incoraggiare i contadini a coltivare alberi come frangivento o come parte di foraggio combinato per l’allevamento animale, tra gli altri usi.

2. Gestione del suolo. L’alternanza delle specie coltivate consente periodi di riposo del terreno, ripristina i nutrienti e controlla anche i parassiti. Modifiche del suolo, come l’immissione di biochar [carbone vegetale], sono in grado di mantenere l’umidità in prossimità della superficie, fornendo una fonte diretta di acqua e sostanze nutritive alle radici delle piante, anche in tempi di siccità.

3. Aumentare la diversità delle colture. La monocoltura espone spesso colture ai parassiti e alle malattie associate a fenomeni di sovraffollamento, e può aumentare la dipendenza delmercato su poche varietà: negli Stati Uniti, quasi il 90% della frutta e delle varietà vegetali tradizionali sono scomparse a favore di monocolture per prodotti come le mele “Pink Lady” e le patate “Yukon Gold”. Incoraggiare la diversità attraverso sussidi agricoli e scelte consapevoli dei consumatori possono contribuire a invertire questa tendenza e la minaccia che essa rappresenta per la sicurezza alimentare nazionale.

4. Rafforzare la produzione alimentare con gli animali presenti. Il miglioramento delle pratiche di allevamento può aumentare la quantità di latte e carne, senza la necessità di aumentare le dimensioni genealogici o il degrado ambientale. In India, gli agricoltori stanno migliorando la qualità della loro alimentazione utilizzando foraggio, sorgo e crusca per produrre più latte da un minor numero di animali. Ciò riduce anche la pressione sulle forniture globali di mais.

5. Diversificare le razze di bestiame. Le produzioni commerciali fanno affidamento su una gamma ristretta di razze selezionate per la loro alta produttività e minor esigenze. L’allevamento selettivo, però, ha anche reso queste razze vulnerabili alle malattie e ai cambiamenti ambientali. Alcune razze di bovini, come il “North American Bison” sono spesso più resistenti e producono maggior quantità di latte.

6. I “Lunedì senza carne”. La scelta di non mangiare carne almeno un giorno alla settimana riduce gli impatti ambientali connessi agli allevamenti, oltre che aumentare la disponibilità di derrate alimentari sui mercati nazionali e mondiali. Gli attuali modelli produttivi richiedono 7 Kg. di grano e 100.000 litri di acqua per ogni chilogrammo di carne . La produzione di carne è responsabile di circa il 18% delle emissioni di gas serra di origine antropica e di circa il 23% del consumo idrico agricolo in tutto il mondo.

7. Sistemi irrigui più intelligenti. La falda acquifera Ogallala che rifornisce di acque sotterranee essenziali per molti Stati del Midwest, sta sperimentando tassi record di esaurimento a causa dell’estrazione per fini irrigui [ndr: si tratta della falda acquifera degli High Plains, che nonostante la sua estensione di 174.000 miglia quadrate sta subendo un insostenibile depauperamento, come denunciato da una recente ricerca: vedi link]. Quasi il 50% dell’acqua per usi commerciali ed irrigazione residenziale, tuttavia, viene sprecata a causa dell’evaporazione, del vento, una progettazione inadeguata ed annaffiature superiori alle necessità. L’installazione di sensori per acqua o l’utilizzo di tecnologie di micro-irrigazione e la gestione efficiente dell’acqua nei giardini e nelle aziende che fanno uso di particolari colture, possono ridurre significativamente i problemi legati alla scarsità d’acqua.

8. Sistemi agricoli integrati. Sistemi agricoli, quali la permacoltura, migliorano la fertilità del suolo e la produttività, utilizzando le risorse naturali quanto più possibile in modo sostenibile ed efficiente. La ricerca e l’applicazione di tecniche di permacoltura, come il riciclo delle acque reflue o l’immissione di gruppi di piante che utilizzano le stesse risorse in modi correlati, si stanno espandendo rapidamente negli Stati Uniti.

9. Agricoltura ecologica e biologica. Metodi di coltivazione biologici e agro-ecologici sono progettati per ricostituire la qualità del suolo e promuovere la salute delle piante e degli animali in armonia con gli ecosistemi locali. La ricerca mostra che possono aumentare gli obiettivi di rendimento sostenibile del 50% o più con relativamente poche immissioni esterne. Al contrario, l’ingegneria genetica aumenta le rese non più del 10%, spesso con conseguenze impreviste sulla fisiologia e la resistenza delle colture.

10. Sostenere i piccoli agricoltori. Gli attuali sussidi agricoli negli Stati Uniti alimentano in modo sproporzionato le grandi imprese agro-alimentari, 80% delle quali producono mais per l’alimentazione animale e per l’etanolo. Ciò significa che i piccoli produttori sono colpiti più gravemente da calamità naturali e fluttuazioni dei prezzi delle materie prime, anche se con ogni probabilità sono maggiormente coinvolti nella produzione alimentare. Il Governo dovrebbe estendere i servizi di supporto per regolare ed alleviare tale deficit.

11. Rivedere le sovvenzioni all’etanolo. Benché la quota di etanolo nella benzina degli Stati Uniti è ancora relativamente piccola (raggiungerà il 15-17% entro il 2030), nel 2009 il Congressional Budget Office [ndr: l’Agenzia federale statunitense incaricata di fornire dati economici al Congresso] ha riferito che aumento della domanda di etanolo da mais ha contribuito al 10 -15% all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Incoraggiare alternative di energia pulita in luogo di biocombustibili a base di colture agricole farà aumentare la quantità di cibo disponibile per il consumo, sia in patria che all’estero.

12. Ricerca e sviluppo in agricoltura (R & D). La quota di prodotti agricoli innovativi del settore pubblico degli Stati Uniti è scesa dal 54% del 1986 al 28% per cento del 2009, con la ricerca privata a riempire il vuoto. Le imprese private, tuttavia, sono spesso tenute a massimizzare i ritorni economici per gli investitori, sollevando preoccupazioni per l’indipendenza e l’integrità scientifiche. Viceversa, aumentare il finanziamento pubblico e il sostegno alla ricerca agricola, sviluppare programmi di formazione, possono aiutare ad affrontare questioni come la fame, la malnutrizione e la povertà senza essere compromesso da obiettivi imprenditoriali.
Anche se i prezzi alimentari continueranno certamente ad aumentare con il perdurare dell’attuale siccità, conclude il Worldwatch Institute, è chiaro che gli Stati Uniti hanno le conoscenze e il know-how per rendere il suo sistema agricolo più sostenibile e aumentare la sicurezza alimentare.

“Non c’è dubbio che è giunto il momento di mettere in pratica tali innovazioni”.


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