L’Etna entra a far parte del Patrimonio Mondiale

 L’Etna entra a far parte del Patrimonio Mondiale

Il riconoscimento avvenuto durante la sessione annuale del Comitato UNESCO in corso in Cambogia. Salgono così a 4 i siti italiani iscritti nella World Heritage List per criteri naturali.

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Nel corso della sua 37a sessione in corso a Phnom Penh in Cambogia (17-27 giugno 2013), il Comitato UNESCO ha inserito ha inserito oggi l’Etna nel patrimonio mondiale (World Heritage List) definendolo come uno dei vulcani “più emblematici e attivi del mondo”.

L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUNC), l’Agenzia incaricata di esaminare le proposte di iscrizione, ha riconosciuto l’importanza scientifica ed educativa, l’eccezionale attività eruttiva, nonché l’ultra-millenaria notorietà del vulcano, icona del Mediterraneo, sottolineandone l’esemplarietà delle grandi ere della storia della terra e dei processi geologici in corso, senza dimenticare il legame del vulcano con la cultura immortale, la storia e la mitologia.

La zona classificata dall’UNESCO come patrimonio mondiale (19,237 ettari) comprende le aree a maggior protezione e di maggior rilevanza scientifica del monte, situato all’interno del Parco regionale dell’Etna creato nel 1987.

È una splendida notizia per l’Italia, un meritato premio al profondo impegno del Parco dell’Etna e del Ministero dell'Ambiente a sostegno della candidatura del vulcano siciliano a patrimonio mondiale dell'umanità - ha affermato il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Orlando che ne aveva annunciato il riconoscimento con una nota il 3 maggio 2013 - Il nostro patrimonio ambientale è uno strumento strategico fondamentale per promuovere nel mondo l’irripetibilità del nostro territorio. I sistemi naturali italiani rappresentano un ineguagliabile fattore di sviluppo sostenibile: come Ministero dell’Ambiente continueremo a curare e a promuovere con sempre maggiore intensità le aspettative delle comunità che vogliano valorizzare attivamente e coerentemente le loro bellezze territoriali”.
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Etna al tramonto: Foto di Valerio Scoponi 

Il riconoscimento del vulcano siciliano, icona del Mediterraneo, é stato accolto dal plauso unanime dei 21 Stati membri del Comitato: i rappresentanti di 13 Paesi hanno preso la parola per congratularsi con l’Italia per l’eccellente candidatura, per la qualità del dossier presentato, nonché per la proficua capacità di collaborazione tra Governo, Amministrazioni locali, Istituzioni scientifiche e rappresentanti della società civile.

L'Etna diviene così il quarto patrimonio mondiale italiano iscritto per criteri naturali, dopo le Isole Eolie, il Monte S.Giorgio (tra Lombardia e Svizzera) e le Dolomiti.

Oltre all’Etna, sono entrati nella World Heritage List: il Parco nazionale del Tagikistan (Montagne del Pamir); il Gran Desierto de Altar, già Riserva della Biosfera, includendo il vulcano “quiescente” Pianacate;
il Xinjiang Tianshan, un’area che comprende sei Riserve Naturali Nazionali e un Parco Nazionale nelle Montagne del Tianshan (Cina);
il Namib Sand Sea, un’area del Deserto del Namib, incluso nei confini della Namibia.


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