Il declino delle farfalle in Europa come indicatore di perdita di habitat

 Il declino delle farfalle in Europa come indicatore di perdita di habitat

Il Rapporto appena pubblicato dell’Agenzia Europea dell’Ambiente indica che la perdita del 50% del numero delle farfalle di praterie è da attribuirsi all’agricoltura intensiva e al cambio di uso dei suoli.

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Secondo il Rapporto Rapporto pubblicato il 23 luglio 2013 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), il numero delle farfalle di prateria nel ventennio considerato si è dimezzato e questo drastico calo è particolarmente preoccupante perché queste farfalle sono considerate indicatori rappresentativi delle tendenze osservate per la maggior parte degli altri insetti terrestri che, insieme, formano circa i due terzi delle specie animali del mondo. Ciò significa che le farfalle sono utili indicatori di biodiversità e della salute generale degli ecosistemi.

Delle 17 specie monitorate in Europa, 8 sono diminuite, due sono rimaste stabili e 1 soltanto ha registrato un aumento; mentre per le altre 6 la tendenza è incerta.

Tra le farfalle esaminate nel rapporto ci sono: IcaroPolyommatus icarus ), diminuita in modo significativo; AuroraAnthocharis cardamines )  che sembra essere stabile dal 1990; Atteone lineatoThymelicus Atteone ) che negli ultimi due decenni ha mostrato un andamento incerto. 

"Questo drammatico declino delle farfalle deve suonare come campanello d'allarme per la riduzione degli habitat di prateria in Europa – ha dichiaratoHans Bruyninckx, il neo Direttore esecutivo dell’AEA che ha sostituito recentemente Jacqueline Mc Glade -Se non riusciamo a mantenere questi habitat naturali potremmo perdere molte di queste specie per sempre. Dobbiamo riconoscere l’importanza delle farfalle e degli altri insetti, in particolare per l’impollinazione che è  fondamentale sia per gli ecosistemi naturali sia per l’agricoltura”.

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L’intensificazione delle attività agricole nelle zone pianeggianti dove è più facile coltivare e l’abbandono di ampie zone di pascolo in aree montane e umide, specialmente nell’Europa meridionale e orientale, sono le due principali tendenze che incidono sulle popolazioni di farfalle delle praterie. Inoltre, le farfalle sono anche vulnerabili ai pesticidi, spesso utilizzati nei sistemi di produzione intensiva. Anche i terreni agricoli, abbandonati per ragioni socio-economiche, possono essere una concausa. Quando l’agricoltura su terreni a bassa produttività riduce le possibilità di reddito e c’è poco o nessun sostegno da parte della politica agricola comune (PAC), gli agricoltori abbandonano le loro terre che diventano incolte.

In alcune regioni dell’Europa nord-occidentale, le farfalle di prateria sono ormai quasi limitate ai cigli stradali, alle diramazioni ferroviarie, ai luoghi rocciosi o umidi, alle aree urbane e alle riserve naturali. Anche le aree dove vengono utilizzati sistemi di coltivazione tradizionali, conosciute come High Nature Value Farmland, sono importanti habitat per le farfalle di prateria.

Il Rapporto si basa su “Farfalla di prateria come indicatore europeo di biodiversità”, compilato da De Vlinderstichting (Dutch Butterfly Conservation), Butterfly Conservation Europe e dall’Ufficio Statistiche dei Paesi Bassi. L’indicatore riunisce informazioni provenienti da sistemi nazionali di monitoraggio delle farfalle di 19 Paesi europei. Migliaia di registratori professionali e volontari addestrati, il cui lavoro è essenziale per comprendere lo stato e le tendenze dei lepidotteri, hanno contato farfalle su circa 3.500 transetti sparsi in tutta Europa.

Dal momento che il Rapporto si basa su dati raccolti nel periodo 1990-2011, mentre in molte zone d’Europa i cambiamenti d’uso dei suoli sono intervenuti ben prima, si suggerisce, pertanto, che il recente dimezzamento del numero di farfalle possa essere lo sviluppo recente  di un più grave declino a lungo termine.

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La Strategia dell’UE sulla Biodiversità, nel riconoscere il cattivo stato di conservazione delle praterie, per questo il Rapporto sollecita una loro corretta gestione, sia all’interno delle Aree protette di Natura 2000 sia su terreni agricoli High Nature Value (HNV). Secondo il Rapporto, anche un nuovo sistema di pagamenti nell’ambito della Politica Agricola Comune potrebbe contribuire a sostenere una loro migliore gestione, e le farfalle di prateria, come indicatore europeo, potrebbero essere usate proprio come misura del successo delle politiche agricole, contribuendo a raggiungere l’obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020.

Le foto di Chris van Swaay, Dutch Butterfly Conservation  sono nell’ordine di:

1) Icaro (Polyommatus icarus

2) Aurora (Anthocharis cardamines) 

3) Atteone lineato (Thymelicus Atteone


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