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L’annuale aggiornamento dei dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) relativi all’impatto da inquinamento atmosferico ambientale sulla salute umana conferma che esso è un fattore di rischio critico per le malattie non trasmissibili, causando circa un quarto di tutti i decessi degli adulti.

Secondo le stime aggiornate che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha diffuso il 2 maggio 2018, 9 persone su 10 nel mondo continuano a respirare aria contenente elevati livelli di sostanze inquinanti e sono 7 milioni quelle che muoiono ogni anno prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico ambientale (fuori e dentro le mura domestiche).

L’inquinamento atmosferico ci minaccia tutti, ma le persone più povere e più emarginate ne portano il peso maggiore – ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’OMS – È inaccettabile che oltre 3 miliardi di persone – per la maggior parte donne e bambini – respirino ancora mortalmente ogni giorno usando stufe e combustibili inquinanti nelle loro case. Se non interveniamo con urgenza sull’inquinamento atmosferico, non potremo mai avvicinarci allo sviluppo sostenibile“.

Ricordiamo che uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati nel settembre del 2015 dai leader mondiali prevede di “assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età” (Obiettivo 3),“riducendo sostanzialmente entro il 2030 il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo” (sotto-obiettivo 3.9).

Più del 90% dei decessi correlati all’inquinamento atmosferico si verificano nei Paesi a basso e medio reddito, principalmente in Asia e in Africa, seguiti dai Paesi a basso e medio reddito della regione del Mediterraneo orientale, dell’Europa e delle Americhe.

Circa 3 miliardi di persone – oltre il 40% della popolazione mondiale – non hanno ancora accesso a combustibili e tecnologie di cottura puliti nelle loro case, principale fonte di inquinamento atmosferico domestico. L’OMS sta monitorando l’inquinamento atmosferico domestico da oltre un decennio e, mentre il tasso di accesso ai combustibili e alle tecnologie pulite sta aumentando ovunque, i miglioramenti non sono tuttavia al passo con la crescita della popolazione in molte parti del mondo, in particolare nell’Africa sub-sahariana .

L’OMS sottolinea che l’inquinamento atmosferico è un fattore di rischio critico per le malattie non trasmissibili (NCD), causando circa un quarto (24%) di tutti i decessi degli adulti a causa di malattie cardiache, 25% da ictus, 43% da malattia polmonare ostruttiva cronica e 29% dal cancro ai polmoni.

L'inquinamento atmosferico killer silenzioso

L’inquinamento atmosferico provoca 7 milioni di morti premature correlate a malattie cardiache, ictus, malattia polmonare ostruttiva cronica e cancro ai polmoni (Fonte: infografiche OMS).

Più di 4.300 città di108 Paesi sono incluse nel database sulla qualità dell’aria ambiente dell’OMS, che è diventato il più completo al mondo in termini di inquinamento atmosferico. Dal 2016, oltre 1.000 città sono state aggiunte, attestando che sono sempre più numerosi i Paesi che monitorano e assumono provvedimenti in merito.

Il database raccoglie le concentrazioni medie annue di Particolato fine (PM10 e PM2,5) e include inquinanti, come ossidi di zolfo e azoto e nero di carbonio (black carbon), che rappresentano i maggiori rischi per la salute umana. Le raccomandazioni dell’OMS sulla qualità dell’aria impongono ai Paesi di ridurre l’inquinamento atmosferico a valori medi annuali di 20 µg/m3 per il PM10 e di 10 µg/m3 per il PM2,5.

Come ha testimoniato l’ultimo Rapporto sulla qualità dell’aria dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, nonostante dei miglioramenti, l’82% delle persone che vivono nelle città europee è esposta a livelli di PM2.5 superiori ai limiti previsti dalle Linee Guida dell’OMS, (OMS), causando ogni anno la morte prematura di 400.000 individui, con il picco della Germania (oltre 66.000), seguita dall’Italia (quasi 60.000).

Molte delle grandi metropoli mondiali superano di oltre 5 volte i livelli guida dell’OMS per la qualità dell’aria, rappresentando un grave rischio per la salute delle persone – ha sottolineato Maria Neira, Direttore del Dipartimento di Salute pubblica, determinanti sociali e ambientali della salute dell’OMS – Stiamo assistendo ad un’accelerazione dell’interesse politico in questa sfida globale per la salute pubblica. L’aumento delle città che registrano i dati sull’inquinamento atmosferico riflette un impegno valutare e monitorare la qualità dell’aria. Per lo più questo maggiore impegno si è verificato nei Paesi ad alto reddito, ma ci auguriamo di vedere un aumento degli sforzi di misurazione e valutazione in tutte le altre aree del mondo”.

Le principali fonti di inquinamento atmosferico da PM includono l’uso inefficiente di energia da parte delle famiglie, dell’industria, dei settori dell’agricoltura e dei trasporti e delle centrali a carbone. In alcune regioni, sono ulteriori fonti di inquinamento atmosferico, la sabbia e polvere del deserto, la combustione dei rifiuti e la deforestazione. La qualità dell’aria può anche essere influenzata da elementi naturali come fattori geografici, meteorologici e stagionali.

L’inquinamento atmosferico non conosce confini, ribadisce l’OMS. Migliorare la qualità dell’aria richiede un’azione governativa forte e coordinata a tutti i livelli. I Paesi hanno bisogno di lavorare insieme su soluzioni per il trasporto sostenibile, la produzione e l’uso di energia rinnovabile più efficienti e la gestione dei rifiuti. L’OMS lavora con molti settori tra cui i trasporti e l’energia, la pianificazione urbana e lo sviluppo rurale per aiutare i paesi ad affrontare questo problema.

I leader politici a tutti i livelli di governo, compresi i Sindaci delle città, stanno ora iniziando a prestare maggiore attenzione e ad agire – ha aggiunto Tedros – La buona notizia è che stiamo vedendo sempre più Governi aumentare gli impegni per monitorare e ridurre l’inquinamento atmosferico, nonché un’azione più globale da parte sia del settore sanitario che di altri settori quali i trasporti, il residenziale e l’energia“.

Le soluzioni per ridurre l’inquinamento atmosferico (Fonte: infografiche OMS)

In concomitanza con l’aggiornamento dei dati, BreatheLife, la campagna di comunicazione globale per aumentare la consapevolezza del pubblico che l’inquinamento atmosferico è uno dei principali rischi per la salute e il clima, ha lanciato l’iniziativa “Marathon a month”, invitando le persone a lasciare la propria auto e a utilizzare forme di trasporto alternative per almeno la distanza di una maratona (42 km ) per un mese.

La Campagna BreatheLife è gestita dall’OMS in partnership con il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e dalla Climate and Clean Air Coalition to Reduce Short-lived Climate Pollutants (CCAC), la coalizione che si pone l’obiettivo di ridurre i gli inquinanti atmosferici di origine antropica che permangono in atmosfera per un periodo di tempo relativamente breve rispetto ai principali gas ad effetto serra (es. l’anidride carbonica) ma che hanno un importante impatto sul riscaldamento globale ed effetti nocivi per la salute umana.

L’OMS per riunire Governi e Partner nello sforzo globale per migliorare la qualità dell’aria e combattere i cambiamenti climatici, ha indetto la prima Conferenza globale sull’inquinamento atmosferico e la salute (Ginevra, 30 ottobre – 1 novembre 2018)  in collaborazione con l’ONU, l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), il Segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

 

In copertina: Lo skyline della città di Bangkok offuscato dall’inquinamento atmosferico (Fonte: REUTERS/Athit Perawongmetha).

 

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