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L’ultimo Rapporto dell’AEA indica la necessità di ripristinare le pianure e le zone umide se si vuole contrastare efficacemente il rischio sempre più diffuso in Europa delle alluvioni, che necessitano peraltro di investimenti inferiori rispetto alle dighe e sbarramenti artificiali, con vantaggi anche per la fauna selvatica e gli ecosistemi fluviali.

Investire in “infrastrutture verdi” come il ripristino di pianure alluvionali o di zone umide per sostenere la prevenzione delle alluvioni, non solo genera maggiori benefici ambientali e socioeconomici, soprattutto a lungo termine, ma riduce anche la quantità di investimenti finanziari necessari per difendersi dai danni causati dalle inondazioni.

È questa la conclusione del Rapporto “Green infrastructure and flood management. Promoting cost-efficient flood risk reduction via green infrastructure solutions”, pubblicato dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) il 21 novembre 2017, che valuta le opzioni verdi disponibili per costruire la resilienza del clima in risposta al maggiore rischio rappresentato dalle inondazioni dei fiumi.

Il Rapporto esamina in particolare 6 casi studio che interessano i bacini fluviali dell’Elba (Germania), del Rodano (Francia), della Schelda (Belgio) e della Vistola (Polonia), sottolineando il potenziale, in termini di spazio adeguato, del ripristino delle pianure alluvionali adiacenti.

Alluvioni e inondazioni improvvise rimangono tra i rischi naturali più frequenti in Europa. Circa il 20% delle città europee è vulnerabile alle inondazioni fluviale e l’aumento dell’urbanizzazione e della cementificazione dei suoli, insieme alla conversione o al degrado delle zone umide, hanno contribuito ad aumentare il rischio di deflusso delle acque e di alluvioni e si prevede che la frequenza e l’intensità delle inondazioni aumenteranno nei prossimi decenni a causa dei cambiamenti climatici, determinando un aumento del rischio per l’economia, le infrastrutture edificate e la salute umana.

ruolo infrastrutture verdi mitigazione alluvioni

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Per secoli, sono stati compiuti sforzi per controllare le inondazioni in tutta Europa. I fiumi sono stati arginati e costretti da sbarramenti e dighe, al fine di proteggere i terreni vulnerabili. Tali misure hanno trasformato il paesaggio naturale e alterato i corsi d’acqua in tutta Europa.

Le zone umide sono state convertite ad uso agricolo e urbano e i fiumi sono stati scollegati dalle loro pianure alluvionali naturali. Mentre l’uso di queste strutture create dall’uomo può contribuire a ridurre in modo significativo il rischio di inondazioni, spesso determinano un esborso finanziario considerevole e un “costo” per la ridotta capacità di assorbimento idrico locale, per la fauna selvatica, i pesci e gli ecosistemi fluviali.
La loro costruzione ha anche aumentato il rischio di inondazioni più a valle, per effetto di picchi di portata e di una maggiore dell’acqua.

Budget limitati, nuovi regolamenti e politiche europei su acqua, agricoltura, adattamento climatico e gli stessi cambiamenti climatici stanno spingendo verso soluzioni di investimento più sostenibili e a minori costi per affrontare le sfide poste dalle inondazioni.

Utilizzare le infrastrutture verdi come le pianure alluvionali e le zone umide sono investimenti meno costosi che abbisognano di poca o nessuna manutenzione e sono molto più rispettosi dell’ambiente rispetto alle dighe o sbarramenti in cemento, che possono determinare problemi agli ecosistemi locali.

Tali siti possono fornire benefici oltre che proteggere dalle inondazioni, come il sequestro del carbonio, i rifugi per la fauna selvatica, le opportunità ricreative e l’acqua pulita, come dimostra il Piano nazionale olandese “Room for rivers”.

Alluvioni i costi delle mitigazioni

Alluvioni i costi delle mitigazioni

Nel Rapporto si sottolinea, altresì, che è necessario fare di più per migliorare le conoscenze, le esperienze e le capacità di adattamento nei regolamenti edilizi per includere le soluzioni basate sulla natura per difendersi dalle inondazioni in molti Stati membri dell’UE, e che occorre un coordinamento migliore sui piani di gestione delle alluvioni tra le aree a monte e a valle e tra i Paesi che condividono i fiumi per migliorare il processo decisionale e l’attuazione di infrastrutture verdi per la gestione del rischio di alluvioni.

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