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Dall’annuale Rapporto del JRC della Commissione UE si evidenzia che la superficie di terreno andata a fuoco nel 2017 è superiore a quella di Cipro, che la stagione degli incendi boschivi tende a prolungarsi oltre i mesi estivi, che l’area mediterranea si conferma la più colpita e che in Italia il loro numero è risultato il più alto dal 2007.

La Commissione UE europea ha pubblicato il 20 settembre 2018 il Rapporto ”Incendi boschivi in Europa, Medio-oriente e nord Africa 2017”, redatto dal Centro comune di ricerca (JRC), il servizio scientifico interno della Commissione europea, che offre un’analisi dettagliata degli incendi boschivi verificatisi nel 2017 e include relazioni specifiche per Paese.

Complessivamente, nel 2017 sono andati distrutti oltre 1,2 milioni di ettari di foreste in Europa, vale a dire più della superficie totale di Cipro, che hanno provocato 127 vittime tra civili e vigili del fuoco e causato danni economici stimati a quasi 10 miliardi di euro.

Come negli anni precedenti, nel 2017 la maggior parte degli incendi è stata causata dall’attività umana. Le pratiche non sostenibili di gestione forestale, la degradazione degli ecosistemi e l’introduzione di specie di alberi da foresta altamente infiammabili sono fattori che agevolano lo scatenarsi e il propagarsi degli incendi.

Condizioni atmosferiche estreme, come siccità prolungata e ondate di calore, aggravano gli incendi e ne rendono più difficile il controllo – ha affermato il Commissario UE per Ambiente, Pesca e Affari marittimi, Karmeu VellaOltre il 90% di tutti gli incendi boschivi è causato dall’attività umana; per questo l’UE collabora strettamente con gli Stati membri sulla prevenzione, facendo in modo che i cittadini e le amministrazioni siano più consapevoli dei rischi di incendio. È anche necessario investire molto di più nella gestione delle foreste, per garantire l’applicazione delle migliori pratiche in tutta Europa. Come emerso chiaramente una volta di più nel corso dell’estate 2018, resta ancora molto lavoro da fare in fatto di prevenzione e l’Europa deve rimanere in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici”.

Rispetto ai precedenti annuali rapporti, si evidenzia una netta tendenza al prolungamento della stagione degli incendi che si verificano adesso anche ben oltre i mesi estivi caratterizzati da caldo e siccità (luglio-settembre). Nel 2017 i mesi più critici sono stati giugno e ottobre, quando incendi con esiti mortali sono divampati in Portogallo e in Spagna settentrionale.

La regione mediterranea rimane infatti la più colpita. Di recente, tuttavia, estati insolitamente secche in Europa centrale e settentrionale hanno favorito incendi di notevole portata in Paesi come la Svezia, la Germania e la Polonia, che storicamente ne registrano molto pochi.

Inoltre, nel 2017 oltre il 25% della superficie totale bruciata corrispondeva a terreni della rete Natura 2000, un dato che richiede sforzi superiori da parte dei Paesi dell’UE nel ripristinare e gestire gli habitat protetti e i loro servizi ecosistemici, anche a motivo della prevenzione degli incendi.

Il Rapporto combina dati del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), gestito dal JRC, con statistiche e informazioni fornite dagli Stati membri dell’UE e dai Paesi vicini.

Gli scienziati del JRC effettuano un monitoraggio continuo degli incendi in Europa attraverso il Sistema europeo d’informazione sugli incendi boschivi – ha dichiarato Tibor Navracsics, Commissario per l’Istruzione, la Cultura, i Giovani e lo Sport e responsabile per il JRC – I dati degli ultimi anni mostrano che gli incendi stanno aumentando in numero e gravità. Sono fiero del JRC che, raccogliendo e analizzando tali dati, ci aiuta a comprendere meglio la loro evoluzione e fornisce alle autorità nazionali una base per migliorare sia la prevenzione che la lotta agli incendi“.

La prevenzione è fondamentale per combattere gli incendi boschivi, attraverso adeguate pratiche di gestione forestale e di uso del territorio che sono in grado di ridurre i rischi di incendi e rendere le foreste più resistenti al fuoco.

Quantunque la maggior parte degli incendi boschivi sia di origine antropica, recentemente è stato pubblicato uno Studio condotto da ricercatori dell’Istituto  di Geoscienze e Georisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IGG-CNR) di Pisa e dell’Università di Barcellona, che affronta il problema delle previsioni stagionali degli incendi, sulla base dei dati forniti dai centri meteorologici e combinati con modelli empirici di impatto, per ottenere stime quantitative dell’area bruciata attesa nei mesi successivi a scala globale.

Gli Stati membri e le istituzioni dell’UE, si afferma nel Rapporto, dovrebbero continuare a collaborare strettamente per fornire orientamenti su come agire in caso di incendi boschivi e su come aumentare la nostra resilienza, sulla base delle esperienze e delle migliori pratiche nazionali.

Nella scheda dedicata all’Italia si legge che secondo le informazioni ricevute dalle Autorità italiane, ci sono stati in totale 7.855 incendi boschivi che hanno bruciato un totale di 161.987 ettari. Il maggior numero di incendi si è verificato in Calabria, mentre la superficie più estesa e andata distrutta in Sicilia. Il totale annuo è stato il più alto dal 2007.

Numero di incendi e superficie incendiata in Italia nel 20017 suddivisi per regione (Fonte: JRC)

Il Rapporto, inoltre, sottolinea che la sensibilizzazione e la formazione delle comunità locali, dei decisori politici e delle parti interessate ne aumenteranno la preparazione. Peraltro, prevenzione e preparazione e maggiore capacità di risposta, compresa la creazione di una riserva di capacità europee che funga da rete di sicurezza qualora le capacità nazionali siano in sovraccarico, sono i pilastri di rescEU, la proposta lanciata dalla Commissione UE per rendere più efficace la capacità dell’Europa di contrastare le catastrofi naturali

Nel 2018 in Europa il meccanismo di protezione civile dell’UE per rispondere agli incendi boschivi è stato attivato 5 volte. È stato fornito sostegno concreto ai Paesi in difficoltà, come la Svezia e la Grecia. Quest’estate sono stati mobilitati in totale 15 aeroplani, 6 elicotteri e oltre 400 persone tra vigili del fuoco e personale addetto, finanziando con 1,6 milioni di euro i costi di trasporto per mobilitare il sostegno ai Paesi colpiti. Su richiesta degli Stati membri sono state inoltre prodotte oltre 139 mappe satellitari Copernicus sugli incendi boschivi.

 

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